violenza immigrati

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I fan dei clandestini chiedano scusa
Nel riquadro Aurora Livoli (Ansa)
Quando un uomo uccide una donna è di moda domandare ai maschi di fare ammenda. Per la sorte della povera Aurora Livoli dovrebbe farlo chi ha spalancato le frontiere.

È ormai abitudine che, dopo l’assassinio o l’aggressione di una donna, si levi la voce di qualche maschio famoso (attore, cantante, scrittore...) il quale si sente in dovere di scusarsi in quanto uomo. Ed è ormai da tempo prassi che politici e giornali progressisti pretendano una assunzione di responsabilità collettiva dei maschi in quanto maschi, con corredo di profonde riflessioni sulla decostruzione della mascolinità e l’abbattimento del patriarcato. Viene allora da domandarsi dove siano ora tutti questi aspiranti capri espiatori. Sappiamo ormai da qualche giorno che la povera Aurora Livoli è stata molto probabilmente aggredita e uccisa da un peruviano di 57 anni, tale Emilio Gabriel Valdez Velazco, che aveva già commesso almeno altre tre violenze sessuali (una nel 2019 per cui era stato condannato a nove anni di carcere) e aveva altri precedenti penali. Entrato in Italia nel 2017, nel 2019 è divenuto irregolare ed è rimasto da allora in Italia nonostante ben due decreti espulsivi, di cui uno con accompagnamento coatto alla frontiera.

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Gli immigrati che accoltellano: capotreno ucciso, agente ferito
Nel riquadro Jelenic Marin, il croato che ha accoltellato il giovane capotreno a Bologna (Getty Images)
Indisturbati, commettono reati: a Bologna un croato fa fuori un 34enne con una pugnalata, a Milano un egiziano non ammazza un poliziotto per miracolo ed è grave il giovane colpito da un nordafricano per difendere l’amico.

C’era un tempo in cui tutto era più semplice: le guardie prendevano i ladri e i ladri presi dalle guardie finivano in galera. Era talmente semplice da prestarsi a un gioco, quello del «guardie e ladri». Poi è successo un qualcosa che lentamente ha complicato le regole e ci siamo ritrovati che nessuno ha più voglia di scherzarci su e, nella divisione, è la guardia che rischia di passare i guai (sempre che non gli sia passata la voglia di fare bene il suo lavoro di guardia). L’ultima è successa nella periferia Ovest di Milano, la sera del 5 gennaio, in un palazzo dove i residenti decidono di chiamare le forze dell’ordine per bloccare un uomo «particolarmente molesto».

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Ancora immigrati che stuprano. A Milano la vittima è una disabile
(Getty Images)
  • Nuova ondata di violenze sessuali con protagonisti stranieri. A Pavia nigeriano aggredisce ragazza e poi picchia gli agenti.
  • Caso Ong contro «La Verità». I giudici: «Critiche legittime, associazioni paghino le spese». Inchiesta in Calabria su banda di trafficanti dalla Turchia, 29 arresti.

Lo speciale contiene due articoli.

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