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Prima hanno nascosto il virus, ora sono eroi

Prima hanno nascosto il virus, ora sono eroi
Ansa
Il tam tam è partito: giornali e tv pullulano di racconti su quanto sono bravi, belli e buoni i cinesi. Dimenticando che se siamo in queste condizioni lo dobbiamo esclusivamente ai loro silenzi e ai loro ritardi. E che Pechino vuol fare affari, non beneficenza.
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Il Sanremo di Conti va di traverso a chi pretendeva il carrozzone woke
Carlo Conti e Laura Pausini (Ansa)
La kermesse ha una chiara vena sociale: sul palco si sono susseguiti temi cari alle famiglie tradizionali, senza comizi e lustrini Lgbt. Per qualcuno è un difetto, in realtà (lo dice anche l’Auditel) questo festival piace.

Un Festival di Sanremo più sociale e meno social. Più nazionalpopolare e meno mainstream. Più comunitario e meno community. Sembrano sfumature: non lo sono. Intanto. Alla terza serata, più movimentata e vivace e con ospiti di qualità, da Mogol a Ubaldo Pantani, da Eros Ramazzotti a Alicia Keys, anche gli ascolti sono risaliti.

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«Alla Pop Bari oltre 1 miliardo pagato dagli azionisti col sangue»
(Imagoeconomica)
Dura requisitoria del procuratore sulla banca fallita: «Bilanci costantemente falsificati».

È ripreso ieri - con l’inizio della requisitoria del procuratore capo della Repubblica del tribunale del capoluogo pugliese Roberto Rossi - davanti al tribunale di Bari il processo a carico di Marco e Gianluca Jacobini, padre e figlio, rispettivamente ex presidente ed ex vicedirettore generale della Banca popolare di Bari, imputati per falso in bilancio e ostacolo alla vigilanza. Entrambi furono sottoposti agli arresti domiciliari il 31 gennaio del 2020. In un’intercettazione agli atti dell’inchiesta, ricordata ieri in aula dal procuratore, Marco Jacobini aveva detto al figlio Gianluca: «La banca sei tu».

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  • Nonostante 22 miliardi di perdite Jaki prende più di incentivi che di parte fissa. Nel 2025, 12 milioni all’ex ad Carlos Tavares.
  • Maurizio Landini si è opposto all’intesa sui rider e ai rinnovi di infermieri e medici Pa: 3,5 miliardi per 730.000 lavoratori. La scusa è che si deve ottenere di più, così non si firma nulla.

Lo speciale contiene due articoli

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Allarme Meloni sull’Intelligenza artificiale
Giorgia Meloni (Ansa)
Per il premier «non sostituisce il lavoro fisico ma il cervello umano. Tante persone rischiano di diventare inutili, abbiamo una legge nazionale per garantire la trasparenza della tecnologia». A Bloomberg: «I dazi di Donald Trump? Un errore, la direzione giusta è l’opposta».

L’Intelligenza artificiale come opportunità ma anche come rischio: l’intervento del premier Giorgia Meloni all’evento «Ia e lavoro: governare la trasformazione, moltiplicare le opportunità strategie, fiducia, regole, competenze» è improntato al più sano realismo. «L’intelligenza artificiale», argomenta il presidente del Consiglio, «è la più dirompente rivoluzione che sta vivendo la nostra epoca. Eravamo abituati a un progresso che aveva come obiettivo quello di ottimizzare le capacità umane e che si concentrava essenzialmente sulla sostituzione del lavoro fisico, in un mondo nel quale l’uomo rimaneva al centro.

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