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Soldi del Pnrr italiano ai francesi: è nel Trattato

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Emmanuel Macron e Sergio Mattarella (Getty Images)
  • Sullo spazio il testo seguirà il modello del protocollo fra Colao e l'Ue, favorendo la Francia. La stessa logica rischia di essere applicata anche agli altri capitoli. La firma si avvicina ma i contenuti sono sempre segreti.
  • La genesi del Trattato risale al 2018. I primi a lavorarci, per il nostro Paese, furono Bassanini, la Severino e Piantini. Fondamentale anche la Goulard, ex consulente di Prodi.

Lo speciale contiene due articoli.

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Il Csm mette Emiliano nel freezer
Michele Emiliano (Ansa)
Il Consiglio superiore non ha ancora dato via libera alla sua nomina a consulente giuridico del governatore Antonio Decaro. In ballo c’è una poltrona da 130.000 euro l’anno.

Michele Emiliano s’era apparecchiato un (finale?) di carriera di tutto rispetto. Scaduto da governatore, inviso dal neo presidente della Puglia, Antonio Decaro, l’esponente dem era riuscito a strappare al suo successore il ruolo di «consulente giuridico». Una lauta poltrona dai contorni lavorativi non proprio nitidissimi ma con un’imbottitura da 130.000 euro l’anno. Non male come paracadute per chi sognava di correre per un terzo mandato ma che è stato spodestato proprio dall’erede (politico).

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L’ex Ilva riparte, le toghe la spengono
Ansa
A un mese dal referendum, il gip di Taranto dice no al dissequestro dell’altoforno 1. Il governo mette 1,2 miliardi nell’acciaieria, ma grazie ai magistrati ne bruciamo 2,5.

Con un timing perfetto, a un mese circa dal referendum sulla riforma della giustizia, la magistratura mette un paletto al piano del governo sull’Ilva. Il gip del tribunale di Taranto, Mariano Robertiello, ha rigettato l’istanza di dissequestro per l’altoforno 1 presentata da Acciaierie d’Italia. L’istanza era stata discussa nell’udienza di lunedì e tutti si aspettavano il parere favorevole per riavviare la produzione dell’impianto siderurgico.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 13 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 13 febbraio con Carlo Cambi

La mossa di Trump nel Golfo e i rischi di una guerra regionale
La portaerei statunitense USS Gerald R. Ford (Ansa)

La portaerei USS Gerald R. Ford si unisce alla flotta americana nel Golfo mentre Washington aumenta la pressione su Teheran: tra negoziati sul nucleare e minacce incrociate, cresce il rischio di un’escalation capace di incendiare il Medio Oriente e scuotere i mercati energetici globali.

Il Pentagono ha deciso di inviare in Medio Oriente la portaerei più grande e tecnologicamente avanzata della Marina statunitense, la USS Gerald R. Ford, mentre cresce la pressione su Teheran e prende forma l’ipotesi di un possibile intervento militare contro l’Iran.

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