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Ecco tutta la Renzi Spa

Ecco tutta la Renzi Spa
Getty Images
Soldi, soldi, soldi. C'è un solo modo per capire che cosa stia accadendo a Matteo Renzi e alla sua creatura politica ed è cercare la pista dei soldi. È questo il filo rosso seguito dai magistrati, che vogliono scoprire se quel fiume di denaro che affluiva nelle casse della fondazione Open servisse a finanziare illecitamente la politica e se quei milioni avessero finalità diverse da quelle apparentemente nobili di sostenere un dibattito culturale senza tornaconto economico né politico. Del resto, che i soldi siano la chiave di tutto lo ha involontariamente ammesso lo stesso ex presidente del Consiglio, il quale l'altro giorno, replicando via Facebook ai magistrati di Firenze che hanno spedito avvisi di garanzia in mezza Italia, ha detto che per finanziare Italia viva è meglio donare piccole somme, con il sistema del crowdfunding, e non mettere sul tavolo centinaia (...)
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Lo ha dichiarato l'eurodeputato di Fratelli d'Italia Mario Mantovani durante la sessione plenaria a Strasburgo.

Ursula e Kallas scoprono la realtà: «Regole saltate, l’Ue diventi potenza»
Kaja Kallas e Ursula von der Leyen (Ansa)
Alla Commissione si accorgono che i vecchi tempi «non torneranno». Ma con le «transizioni» ci hanno già messi fuori gioco. Infatti Parigi critica l’attivismo di Bruxelles. E Berlino va da sola in cerca di materie prime.

«L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà». Con i loro tempi, a Bruxelles hanno attraversato le cinque fasi del lutto. Adesso sono arrivati all’ultima: l’accettazione. Così, ieri, Ursula von der Leyen ha potuto arringare gli ambasciatori dell’Ue, invitandoli a considerare che «non possiamo più fare affidamento» sul beneamato «sistema basato sulle regole» e che occorrono nuove strategie «per difendere i nostri interessi».

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Secondo Claudio Bertolotti, direttore di React, la guerra all’Iran provocherà attentati anche in Europa. Gli ayatollah sfrutteranno anche la microcriminalità minorile propensa a delinquere.

Il vero rischio è restare senza petrolio
Il problema non è solo il prezzo, ma la stessa disponibilità del greggio. Il G7 punta ad attingere dalle riserve 400 milioni di barili. Che però tamponeranno solo venti giorni di blocco delle spedizioni. Se i traffici nel Golfo restano fermi più a lungo, che si fa?

Al di là del prezzo. E se iniziasse a scarseggiare il petrolio, da cui dipende il 70% circa dell’economia mondiale? I Paesi del G7 stanno valutando il rilascio coordinato di una parte delle riserve strategiche di greggio per contenere l’impennata dei prezzi sui mercati internazionali dopo l’escalation militare tra Stati Uniti, Israele e Iran. Secondo quanto riportato dal Financial Times, l’operazione potrebbe arrivare fino a 400 milioni di barili e verrebbe coordinata dall’Agenzia internazionale per l’energia. Finora almeno tre Paesi del gruppo, tra cui gli Stati Uniti, hanno espresso sostegno all’ipotesi, mentre la Ue - come al solito - deciderà oggi. Forse.

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