- Ai ballottaggi, dem cacciati pure da Pisa, Massa e Siena: passano da 14 capoluoghi a 3. La Lega guida i ribaltoni del centrodestra. M5s non sfonda, ma espugna Avellino e Imola.
- La disfatta dem ha proporzioni storiche ma, bloccati da Matteo Renzi, i big del partito non sembrano avere la forza di fare uno scatto. La parola d’ordine è cambiare idee e linguaggio. Sul come, però, Maurizio Martina, Carlo Calenda, Enrico Rossi e gli intellettuali di sinistra litigano.
- Lega e Fi intestano il trionfo alla coalizione, che «resta quella». Ma il fortino berlusconiano fatica a dissimulare l’amarezza per lo strapotere del Carroccio. I big continuano a sperare nel flop del governo gialloblù. E Giovanni Toti invoca «un posto dove discutere».
- La voracità del Carroccio allarma i grillini: «Felici, ma freniamo sui loro temi». E intanto i dipendenti dei senatori azzurri rischiano arretrati, Tfr e Naspi. Proteste per una conciliazione capestro giustificata «da una falsa dichiarazione».
Lo speciale contiene cinque articoli
La sinistra in Italia è ridotta al lumicino. I ballottaggi di domenica scorsa certificano la scomparsa del Pd e dei suoi alleati, travolti alle urne da un vero e proprio tsunami, proprio in quelle elezioni amministrative che di consueto erano favorevoli ai Dem. Le roccaforti rosse della Toscana (Siena, Pisa, Massa) sono state espugnate del centrodestra a trazione leghista. Un vero e proprio trionfo per Matteo Salvini, che vede la sua politica premiata dagli elettori. Soddisfatto, ma non troppo, anche Silvio Berlusconi: Forza Italia, pur essendo ormai il socio di minoranza del centrodestra, sfrutta il vento in poppa del Carroccio e incassa il «dividendo» a suon di assessori e consiglieri comunali. Stesso discorso, ovviamente, per Fratelli d’Italia. Il M5s ottiene un risultato non eclatante ma comunque soddisfacente, anche se l’unico capoluogo di provincia dove i grillini vincono è Avellino.
Sui 14 capoluoghi di provincia chiamati al ballottaggio, sette sono andati al centrodestra (Sondrio, Massa, Pisa, Siena, Viterbo, Ragusa e Terni); tre al centrosinistra (Ancona, Brindisi e Teramo); uno solo al M5s (Avellino) e tre a candidati sostenuti da liste civiche (Messina, Siracusa e Imperia, dove l’ex ministro di Forza Italia, Claudio Scajola, ha battuto il centrodestra «classico» sponsorizzato dal presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti). Lo scorso 10 giugno, sei capoluoghi avevano eletto il sindaco direttamente al primo turno: quattro erano andati al centrodestra (Treviso, Catania, Vicenza, Barletta), e due al centrosinistra (Brescia e Trapani).
Il ribaltone è clamoroso: prima del voto, erano 14 i Comuni guidati dal centrosinistra; uno, Ragusa, dal M5s; quattro commissariati (Terni, Teramo, Brindisi e Trapani) e Messina era governata da un sindaco «civico». Netto il calo dell’affluenza, ferma al 47,61%, circa 13 punti in meno rispetto al primo turno di due settimane fa. I risultati che fanno più scalpore, inevitabilmente, sono quelli dei tre Comuni della Toscana: la sinistra è stata capace di perderli tutti. Parliamo di storiche roccaforti «rosse», che passano al centrodestra. A Siena la sfida più appassionante e dal più alto valore simbolico: il nuovo sindaco della città del Monte dei Paschi è Luigi De Mossi, che con il 50,8% batte di misura il primo cittadino uscente, Bruno Valentini del Pd, che si ferma al 49,2%. A Massa vince Francesco Persiani con il 56,6%, mentre il sindaco uscente del centrosinistra, Alessandro Volpe, esce sconfitto dal ballottaggio con il 43,4%. A Pisa, il centrodestra piazza alla guida della città Michele Conti, candidato di Lega, Fi e Fdi, con il 52,3%, batte lo sfidante di centrosinistra, Andrea Serfogli, con il 47,7%. È evidente che in queste città gli elettori del M5s (che a Siena non si è presentato) al secondo turno hanno riversato i loro voti sui candidati di centrodestra, restando fedeli allo schema Lega-M5s.
Il derby tra le due forze di governo, andato in scena a Terni, vede prevalere la «squadra» più in forma, ovvero la Lega: Leonardo Latini, esponente del Carroccio sostenuto dal centrodestra al completo stravince con il 63,3% dei voti. Thomas De Luca, candidato del M5s, si ferma al 39,7%.
In Lombardia fa scalpore il risultato di Cinisello Balsamo, in provincia di Milano, Comune dove la sinistra governava da 72 anni. Il nuovo sindaco è il leghista Giacomo Ghilardi, che ha battuto con oltre il 56% dei voti il sindaco uscente del Pd, Siria Trezzi. Cambio della guardia anche a Sondrio, dove il nuovo sindaco è Marco Scaramellini, vincitore con il 60,4%, contro il 39,6% di Nicola Giugni del centrosinistra. In Piemonte, fa scalpore la vittoria del centrodestra a Ivrea, dove la sinistra governava ininterrottamente dal dopoguerra: il nuovo sindaco è Stefano Sertoli con il 52,7% per cento dei voti, mentre Maurizio Perinetti, candidato del centrosinistra, ottiene il 47,3%.
Magra consolazione per la sinistra la vittoria a Brindisi del candidato di Pd, Leu e altri alleati di Riccardo Rossi, che con il 56,6% batte il candidato del centrodestra Roberto Cavalera, (43,4%). Brindisi era amministrata dal centrodestra, così come Teramo, altro Comune conquistato dal Pd e dai suoi alleati: qui il candidato a sindaco del centrosinistra, Gianguido D’Alberto, ha battuto Giandonato Morra, sostenuto da una coalizione di centrodestra. Ad Ancona, unico capoluogo di Regione al voto, il sindaco uscente, Valeria Mancinelli del Pd, si conferma battendo, con il 62% il candidato civico Stefano Tombolini, sostenuto dal centrodestra. Brindisi, Teramo, Ancona: è curioso notare come le poche vittorie del Pd sono tutte in città della fascia adriatica. I Dem vincono anche nel III Municipio di Roma.
Vittoria del M5s ad Avellino, dove il nuovo sindaco è Vincenzo Ciampi, vincitore con il 59,5% dei voti; lo sfidante, Nello Pizza, candidato del centrosinistra, si è fermato al 40,5%. Ciampi, però, non ha la maggioranza in consiglio comunale, poiché al primo turno la coalizione di centrosinistra aveva ottenuto il 52% dei voti, e sarà costretto a stipulare degli accordi. Il M5s conquista anche Imola, ex fortino rosso dell’Emilia Romagna, da 73 anni amministrata dalla sinistra: il nuovo sindaco è Manuela Sangiorgi, che con il 55% dei voti ha battuto la sfidante del Pd, Carmen Cappello, ferma al 45%. Alcune sorprese arrivano dai risultati dei ballottaggi in Sicilia. A Ragusa, città la cui amministrazione uscente era targata M5s, il candidato sindaco grillino, Antonio Tringali, fermo al 47%, è stato battuto dal rivale Giuseppe Cassì, sostenuto da liste civiche e Fdi (53%). A Messina, Cateno De Luca dell’Udc vince con il 65,3% su Dino Bramanti, sostenuto dal centrodestra (34,7%). A Siracusa vince Francesco Italia del centrosinistra che batte con il 53% batte Paolo Ezechia Reale, appoggiato dal centrodestra, fermo al 47%.
Carlo Tarallo
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