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«Pd, M5s e Leu arroganti e ideologici. Ecco perché lanciamo il nostro video, vanno fermati»

«È saltata la mediazione sul Ddl Zan in Commissione Giustizia del Senato per colpa di Pd, M5s e Leu. E' la prova che questa proposta di legge è solo una battaglia ideologica e che, in realtà, più che tutelare gli omosessuali, le lesbiche, i bisessuali e i trans vogliono solo tappare la bocca a chi come noi si batte perché si possa sempre dire che un bambino ha bisogno di una madre e di una padre» ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus dopo la notizia della diretta calendarizzazione in Aula del Ddl Zan.

«Grazie a chi ha tentato di tutto per evitare questo esito. Il fronte contrario al Ddl Zan è ormai ampio e va dal Vaticano, ai Radicali, dai Comunisti Italiani ad insigni giuristi, dai sociologi di sinistra fino alle femministe» ha proseguito la nota di Pro Vita e Famiglia.

«Ora c'è solo da sperare che l'atteggiamento di sinistra e 5stelle venga in qualche modo punito per cotanta arroganza e per aver scelto di non trovare un accordo prima, giocando sulla pelle degli italiani: dei genitori, dei bambini e delle donne che saranno le vere vittime di questa forzatura voluta dalla lobby arcobaleno e portata avanti dai loro scudieri ideologici. Per contrastare questa scelta vergognosa e totalitaria abbiamo deciso di lanciare oggi il nostro video documentario informativo che svela i pericoli di questo disegno di legge liberticida e contrario ad ogni forma di democrazia. Si vanno a scovare ombre, dubbi e rischi tramite le parole di politici, esperti, medici, giornalisti, personaggi dello spettacolo e professionisti come: Hoara Borselli, Jacopo, Coghe, Giuseppe Cruciani, Massimo Gandolfini, Mario Giordano, Maria Giovanna Maglie, Giorgia Meloni, Cesare Mirabelli, Costanza Miriano, Simone Pillon, Mauro Ronco, Matteo Salvini, monsignor Antonio Suetta e Antonio Tajani e la testimonianza di tre genitori che hanno già vissuto sulla loro pelle l'anticipazione del Ddl Zan» ha concluso Jacopo Coghe, vice presidente di PV&F.

Succhi di frutta, bibite, caffè al ginseng... Quante calorie beviamo senza accorgercene
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Molte bevande ci ingrassano a tradimento. Non servono a «spezzare la fame», anzi la aumentano. E il loro alto contenuto di zuccheri può farci sviluppare una dipendenza. Il rimedio c’è: leggere bene l’etichetta e dissetarci soprattutto con l’acqua.

Il rapporto dell’uomo contemporaneo col cibo è un rapporto spesso squilibrato e le forme di squilibrio possibili sono davvero tante. Oltre che, molto spesso, nuove. Ci troviamo a vivere un rapporto col cibo meno equilibrato del passato anche perché il cibo odierno nel suo complesso, fatte salve rare oasi felici, non è quasi più quello del tempo che fu. Sarebbe a dire che non è più il cibo che era ed era stato per secoli fino alla metà dell’Ottocento, momento in cui la Rivoluzione Industriale ha iniziato a trasformare la produzione di pressoché tutto ciò che prima si poteva realizzare solo in maniera artigianale. Il cibo che ci troviamo davanti, dopo quasi 200 anni, è innanzitutto un cibo molto più abbondante di quello che aveva a disposizione un nostro avo ottocentesco.

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  • Da noi si torna a parlare di una legge sulla morte assistita. A Ottawa, dove c’è dal 2016, ormai è la causa del 5% dei decessi. E viene proposta anche a chi è sulla sedia a rotelle.
  • L’attivista Alex Schadenberg: «Molte persone non autosufficienti hanno paura a presentarsi in ospedale, perché il suicidio viene loro presentato come un’opzione. Nel 2027 toccherà ai malati mentali e ai “minorenni maturi”».
  • Dal 2002 ad oggi nei Paesi Bassi la pratica è aumentata di oltre il 430%. E dal 2005 vengono coinvolti i bambini. A Bruxelles invece l’incremento è stato del 1.000%.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Un immigrato clandestino con precedenti per violenza sessuale, due decreti di espulsione mai eseguiti e anni di libertà in Italia: secondo Maurizio Belpietro, il caso dell’omicidio di Aurora Livoli mostra il fallimento totale del sistema delle espulsioni. Tra garantismo senza limiti, provvedimenti annullati e controlli mancati, chi è pericoloso resta libero di colpire.

Leggi qui l'editoriale di Maurizio Belpietro.

  • Sfruttando le purghe di Erdogan tra magistrati e poliziotti, i delinquenti locali hanno aumentato reclutamenti e giro d’affari. Per poi proiettarsi nel Vecchio continente, dove ormai agiscono con tecniche paramilitari.
  • Le bande non vogliono controllare il territorio ma nascondere uomini e armi. Oltre a fare soldi grazie all’immigrazione illegale.
  • L’esperta Elisa Garfagna: «Si può commissionare di tutto, da un assassinio a un incendio doloso. E si può pagare a rate».

Lo speciale contiene tre articoli.

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