Nelle carte dell’indagine il nome di Eyu, organizzazione legata a doppio filo con il renzismo, compare più di una volta. Nonostante ciò, il mirino è rivolto esclusivamente sui due partiti al governo. Un’attenzione che ha tutta l’aria di una reazione al cambiamento.

A leggere i titoli dei principali giornali, lo scandalo Parnasi, dal nome del costruttore arrestato al quale facevano gola gli stadi della Roma e del Milan, sembrerebbe avere come protagonisti esclusivi i nuovi potenti, ossia gli uomini del Movimento 5 stelle e della Lega. Ovvio che i cronisti si siano gettati a pesce sull’inchiesta. E quando capiterà mai di poter descrivere i bassifondi di una politica che si presenta come nuova e invece usa i sistemi di quella vecchia? Dunque ecco scorrere fiumi di articoli che ricostruiscono una cena fra l’imprenditore amico di tutti, il manager legato – dicono – a Beppe Grillo e l’eminenza grigia della Lega, vale a dire Giancarlo Giorgetti, parlamentare di lungo corso ma soprattutto vero uomo forte del nuovo governo. La vicenda è ghiotta: mentre ancora non c’era l’esecutivo pare che ci fosse chi si attovagliava per ritagliarsi fette di potere. Le intercettazioni poi aggiungono i dettagli della spartizione: ci sono

22.000 euro ancora da dividere e poi pagamenti da fare. Lega, 5 stelle, i nomi scorrono, poi all’improvviso nelle conversazioni carpite dai pm spunta un’oscura sigla: Eyu. Che cos’è? Forse una fondazione, annota il cronista a beneficio d’inventario. Una fondazione? E di chi? Per fare cosa? Niente, nei resoconti dalla Procura, nessuno spiega che cosa sia Eyu e soprattutto perché in mezzo a una selva di mandati di pagamento destinati – pare – a partiti e organizzazioni vicine ai partiti spunti questa Eyu, che evidentemente sta molto a cuore a Parnasi.

Il mistero di quella che secondo alcuni giornali è una fondazione, però, si fa alla svelta a chiarirlo. Infatti è sufficiente digitare sul computer Eyu per veder comparire il sito della misteriosa fondazione.

Così si apprende che, collocata in via Sant’Andrea delle Fratte a Roma, c’è una istituzione senza fini di lucro che si occupa di «organizzare iniziative ed eventi per favorire l’ascolto e la partecipazione attiva». Che vuol dire? Sul suo sito la fondazione si presenta con una frase di Albert Einstein in cui si sostiene che solo i folli possono pensare di cambiare davvero il mondo. Ma dopo questo primo biglietto da visita ecco arrivarne un secondo, stavolta però con una citazione non di uno scienziato ma di uno scrittore, George Bernard Shaw: «Non aspettare il momento opportuno: crealo!». A questo punto il mistero della fondazione cara a Parnasi nonostante le dotte frasi non è ancora risolto e allora converrà schiacciare il bottone che consente di scoprire oltre alla mission di Eyu anche le persone che si prefiggono di realizzarla. E qui abbiamo la sorpresa. Chi spunta come presidente di Eyu? Francesco Bonifazi.

Crediamo che alla maggior parte dei lettori questo nome non dica nulla, ma a noi che siamo osservatori di professione il nome ricorda quello del tesoriere del Pd, una figura del Giglio magico assai in vista nella passata legislatura. Bonifazi non è infatti solo colui che nel partito di Renzi si occupava della cassa: l’onorevole toscano è anche l’ex fidanzato di Maria Elena Boschi, nonché socio di studio del fratello della madonnina di Laterina. Tuttavia, oltre che per la vicinanza all’ex sottosegretaria, Bonifazi è noto per essere stato uno degli esponenti del Pd nominati nella commissione banche, organismo messo in piedi in fretta e furia da Renzi e compagni per far luce, si fa per dire, sugli scandali bancari. Insomma, Bonifazi non è un peso piuma. E tuttavia, nonostante nei brogliacci ricorra la sigla di una fondazione di cui il tesoriere del Pd sarebbe presidente, alla faccenda nel migliore dei casi è stata dedicata solo una riga, mentre al resto, cioè a Lega e 5 stelle, sono riservate paginate e titoli di prima.

Probabilmente ci sarà una ragione che giustifichi tale sproporzione. Forse in alcune redazioni ci sarà il convincimento che l’inchiesta stia per alzare il velo sugli affari del nuovo governo. Ma forse, più semplicemente, dopo una vittoria che ha spiazzato un po’ tutti, in particolare un establishment che non si attendeva il sorpasso di Lega e 5 stelle, ora è scattata la reazione. Forse ha ragione un esponente della Lega che invita a serrare i ranghi: vedrete, cercheranno di trovare scheletri ovunque pur di farci pagare un risultato che li ha spazzati via. Così, perfino un biglietto per assistere all’ultima partita di Francesco Totti può diventare un atto d’accusa. Occhio dunque, perché un invito a cena e uno allo stadio possono anche cambiare il corso del governo di cambiamento. Soprattutto se c’è chi chiude gli occhi a sinistra per guardare solo a destra.

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