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2022-03-01
I parchi per rilanciare il turismo delle nostre città
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Chi ama andare in giro per parchi alzi la mano! Gli amanti della natura, infatti, trovano sollazzo non solo al mare, in montagna o al lago, ma anche nei polmoni verdi di città e paesi.
Organizzare un weekend in una città più o meno grande, infatti, non significa solo andare alla ricerca di vie e monumenti principali, ma anche dei suoi parchi, che offrono, oltre alla possibilità di riposare, una prospettiva diversa sulla storia, l’arte e l’urbanistica.
Chissà perché per alcuni si tratta di una perdita di tempo; come a dire che il parco toglie spazio a cose più importanti. Non è così: il genius loci non lo si ritrova solo tra statue e botteghe tipiche. Esso campeggia anche sugli alberi, in mezzo alle aiuole e tra le installazioni con cui molti artisti - guarda caso - decidono spesso di decorare le aree verdi.
Viene in mente «Back to nature, Arte contemporanea a Villa Borghese», esposizione con cui il critico e storico dell’arte Costantino D’Orazio, nel 2021, ha approfondito il rapporto tra uomo e natura proprio nel parco principale della capitale. Alberi avvolti da trame create all’uncinetto, elementi inseriti nell’ambiente e simboli non immediatamente comprensibili, ma capaci di far fermare e riflettere gli avventori di Villa Borghese.
Ecco perché visitare un luogo non può prescindere dai suoi parchi e giardini. Scopriamone alcuni in giro per l’Italia.
Roma - Villa Torlonia

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Non solo Villa Borghese. La Città Eterna, che vanta ben 18 aree protette, è il più grande comune agricolo d’Europa! Parlando di parchi urbani, i più grandi sono 10 e tra questi spicca Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano.
Prima proprietà della famiglia Torlonia, poi residenza di Mussolini, oggi è un vero e proprio museo all’aperto grazie ai tanti edifici storici che la costellano.
Un motivo per visitarla in questo periodo è dato dalla riapertura della Serra Moresca, progettata dall’architetto veneto Giuseppe Jappelli nel 1839. Dopo anni di restauro, è di nuovo aperta al pubblico con le sue piante esotiche, i vetri policromi e le iscrizioni in arabo. Per accedere si paga un biglietto di 4 €. Chiusa il lunedì, è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 16.00.
E se si vuole mangiare un boccone da queste parti, all’interno del parco si trova La Limonaia, ristorante-pizzeria situato in un casolare dell’800.
Per dormire, c’è Villa Pirandello (Via Antonio Bosio, 15B), una bellissima oasi di tranquillità in mezzo al caos cittadino.
Valeggio sul Mincio (VR) - Parco Giardino Sigurtà

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Nel 2013 ha vinto il titolo di Parco più bello d’Italia. Ben 60 ettari di verde, che richiedono almeno mezza giornata se si vogliono incorporarne i benefici camminando. Fortunatamente, però, il parco mette a disposizione (a pagamento) sia un trenino che biciclette, shuttle e golf-cart.
Cos’ha di speciale il Parco Giardino Sigurtà? Il modo in cui è tenuto, sicuramente; e poi i suoi vari punti di interesse, dal Viale delle Rose alla Valle dei Daini, dalla Panchina degli Innamorati alla Grotta Votiva. E poi le fioriture: quella dei tulipani è una delle più apprezzate. Da metà marzo a metà maggio si può assistere a una vera e propria tulipomania.
Il parco riapre dal 6 marzo al 13 novembre 2022. Meglio comprare il biglietto online per evitare file.
Per mangiare, basta fare un salto a Borghetto sul Mincio, splendida frazione di Valeggio sul Mincio, precisamente all’Antica Locanda Mincio, romantico ristorante affacciato sul fiume. In Via Michelangelo Buonarroti, 12. Da provare: i tortellini di Valeggio.
Per dormire: Le Finestre su Borghetto (Via Raffaello Sanzio 24), un luogo di charme.
Firenze - Giardino di Boboli

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Un giardino all’italiana di immensa bellezza. Anzi: il giardino all’italiana per eccellenza. Creato dalla famiglia dei Medici, il modello venne esportato nelle maggiori corti europee.
Statue e grotte, fontane, palazzi e un anfiteatro lo puntellano, dichiarando la loro appartenenza di diritto alla storia più fastosa della città. Tra le sculture come quella di Giove assiso, gli edifici come la Kaffeehaus e le innumerevoli specie botaniche come il Limone Mellarosa, l’animo non può che sentirsi profondamente grato di questa visione.
Il giardino è aperto tutti i giorni, dalle 8.15 alle 16.30. A partire da marzo la chiusura sarà posticipata di due ore fino a maggio, mentre in estate si chiude alle 19.00. Il primo e l’ultimo lunedì del mese (a esclusione di giugno) il parco rimane chiuso. Il biglietto intero costa 6€.
Per mangiare, consigliamo l’Olivia Bistrot del Frantoio Santa Téa, in Piazza de' Pitti, 14r, incentrato sull’olio d’oliva (come porrebbe essere altrimenti?).
Per dormire, l’affittacamere L'Antico Canto dei Salterelli, Piazza de’ Salterelli 1, a un minuto dalla celeberrima Piazza della Signoria.
Palermo - Parco della Favorita

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Voluto nel 1799 da Ferdinando III di Borbone, la real tenuta si trova all’interno della Riserva naturale orientata Monte Pellegrino.
I suoi due viali, dedicati ad Ercole e Diana, trasudano storia e mito. Percorrendoli per intero, si raggiunge la famosissima spiaggia di Mondello. Viale Pomona, che li interseca, è invece dedicato alla dea della frutta e dei giardini.
A margine del parco si trova la Casina Cinese, residenza dei Borbone costruita in stile orientale. La costruzione che si trova accanto ospita il Museo Etnografico G. Pitrè.
L’ingresso al parco è gratuito e permette di respirare a pieni polmoni con la sensazione di trovarsi a molti chilometri da una delle città più belle e caotiche d’Italia.
Per mangiare: Friggitoria Da Davide, V.le della Croce Rossa, 199/201, dove assaggiare non solo le fritture, ma anche il panino con la milza.
Per dormire: B&B Hotels - Hotel Palermo Quattro Canti, Via Vittorio Emanuele, 29, modernissimo hotel in posizione strategica.
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Da Verona a Firenze, da Roma a Palermo, ecco un breve itinerario per visitare alcuni dei parchi più belli in giro per l'Italia.Chi ama andare in giro per parchi alzi la mano! Gli amanti della natura, infatti, trovano sollazzo non solo al mare, in montagna o al lago, ma anche nei polmoni verdi di città e paesi.Organizzare un weekend in una città più o meno grande, infatti, non significa solo andare alla ricerca di vie e monumenti principali, ma anche dei suoi parchi, che offrono, oltre alla possibilità di riposare, una prospettiva diversa sulla storia, l’arte e l’urbanistica.Chissà perché per alcuni si tratta di una perdita di tempo; come a dire che il parco toglie spazio a cose più importanti. Non è così: il genius loci non lo si ritrova solo tra statue e botteghe tipiche. Esso campeggia anche sugli alberi, in mezzo alle aiuole e tra le installazioni con cui molti artisti - guarda caso - decidono spesso di decorare le aree verdi.Viene in mente «Back to nature, Arte contemporanea a Villa Borghese», esposizione con cui il critico e storico dell’arte Costantino D’Orazio, nel 2021, ha approfondito il rapporto tra uomo e natura proprio nel parco principale della capitale. Alberi avvolti da trame create all’uncinetto, elementi inseriti nell’ambiente e simboli non immediatamente comprensibili, ma capaci di far fermare e riflettere gli avventori di Villa Borghese.Ecco perché visitare un luogo non può prescindere dai suoi parchi e giardini. Scopriamone alcuni in giro per l’Italia.<div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/parchi-rilanciare-turismo-nostre-citta-2656797000.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="roma-villa-torlonia" data-post-id="2656797000" data-published-at="1645880409" data-use-pagination="False"> Roma - Villa Torlonia iStock Non solo Villa Borghese. La Città Eterna, che vanta ben 18 aree protette, è il più grande comune agricolo d’Europa! Parlando di parchi urbani, i più grandi sono 10 e tra questi spicca Villa Torlonia, nel quartiere Nomentano.Prima proprietà della famiglia Torlonia, poi residenza di Mussolini, oggi è un vero e proprio museo all’aperto grazie ai tanti edifici storici che la costellano.Un motivo per visitarla in questo periodo è dato dalla riapertura della Serra Moresca, progettata dall’architetto veneto Giuseppe Jappelli nel 1839. Dopo anni di restauro, è di nuovo aperta al pubblico con le sue piante esotiche, i vetri policromi e le iscrizioni in arabo. Per accedere si paga un biglietto di 4 €. Chiusa il lunedì, è visitabile dal martedì alla domenica, dalle 10.00 alle 16.00.E se si vuole mangiare un boccone da queste parti, all’interno del parco si trova La Limonaia, ristorante-pizzeria situato in un casolare dell’800.Per dormire, c’è Villa Pirandello (Via Antonio Bosio, 15B), una bellissima oasi di tranquillità in mezzo al caos cittadino. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/parchi-rilanciare-turismo-nostre-citta-2656797000.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="valeggio-sul-mincio-vr-parco-giardino-sigurta" data-post-id="2656797000" data-published-at="1645880409" data-use-pagination="False"> Valeggio sul Mincio (VR) - Parco Giardino Sigurtà iStock Nel 2013 ha vinto il titolo di Parco più bello d’Italia. Ben 60 ettari di verde, che richiedono almeno mezza giornata se si vogliono incorporarne i benefici camminando. Fortunatamente, però, il parco mette a disposizione (a pagamento) sia un trenino che biciclette, shuttle e golf-cart.Cos’ha di speciale il Parco Giardino Sigurtà? Il modo in cui è tenuto, sicuramente; e poi i suoi vari punti di interesse, dal Viale delle Rose alla Valle dei Daini, dalla Panchina degli Innamorati alla Grotta Votiva. E poi le fioriture: quella dei tulipani è una delle più apprezzate. Da metà marzo a metà maggio si può assistere a una vera e propria tulipomania.Il parco riapre dal 6 marzo al 13 novembre 2022. Meglio comprare il biglietto online per evitare file.Per mangiare, basta fare un salto a Borghetto sul Mincio, splendida frazione di Valeggio sul Mincio, precisamente all’Antica Locanda Mincio, romantico ristorante affacciato sul fiume. In Via Michelangelo Buonarroti, 12. Da provare: i tortellini di Valeggio.Per dormire: Le Finestre su Borghetto (Via Raffaello Sanzio 24), un luogo di charme. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/parchi-rilanciare-turismo-nostre-citta-2656797000.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="firenze-giardino-di-boboli" data-post-id="2656797000" data-published-at="1645880409" data-use-pagination="False"> Firenze - Giardino di Boboli iStock Un giardino all’italiana di immensa bellezza. Anzi: il giardino all’italiana per eccellenza. Creato dalla famiglia dei Medici, il modello venne esportato nelle maggiori corti europee.Statue e grotte, fontane, palazzi e un anfiteatro lo puntellano, dichiarando la loro appartenenza di diritto alla storia più fastosa della città. Tra le sculture come quella di Giove assiso, gli edifici come la Kaffeehaus e le innumerevoli specie botaniche come il Limone Mellarosa, l’animo non può che sentirsi profondamente grato di questa visione.Il giardino è aperto tutti i giorni, dalle 8.15 alle 16.30. A partire da marzo la chiusura sarà posticipata di due ore fino a maggio, mentre in estate si chiude alle 19.00. Il primo e l’ultimo lunedì del mese (a esclusione di giugno) il parco rimane chiuso. Il biglietto intero costa 6€.Per mangiare, consigliamo l’Olivia Bistrot del Frantoio Santa Téa, in Piazza de' Pitti, 14r, incentrato sull’olio d’oliva (come porrebbe essere altrimenti?).Per dormire, l’affittacamere L'Antico Canto dei Salterelli, Piazza de’ Salterelli 1, a un minuto dalla celeberrima Piazza della Signoria. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/parchi-rilanciare-turismo-nostre-citta-2656797000.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="palermo-parco-della-favorita" data-post-id="2656797000" data-published-at="1645880409" data-use-pagination="False"> Palermo - Parco della Favorita iStock Voluto nel 1799 da Ferdinando III di Borbone, la real tenuta si trova all’interno della Riserva naturale orientata Monte Pellegrino.I suoi due viali, dedicati ad Ercole e Diana, trasudano storia e mito. Percorrendoli per intero, si raggiunge la famosissima spiaggia di Mondello. Viale Pomona, che li interseca, è invece dedicato alla dea della frutta e dei giardini.A margine del parco si trova la Casina Cinese, residenza dei Borbone costruita in stile orientale. La costruzione che si trova accanto ospita il Museo Etnografico G. Pitrè.L’ingresso al parco è gratuito e permette di respirare a pieni polmoni con la sensazione di trovarsi a molti chilometri da una delle città più belle e caotiche d’Italia.Per mangiare: Friggitoria Da Davide, V.le della Croce Rossa, 199/201, dove assaggiare non solo le fritture, ma anche il panino con la milza.Per dormire: B&B Hotels - Hotel Palermo Quattro Canti, Via Vittorio Emanuele, 29, modernissimo hotel in posizione strategica.
Ecco #DimmiLaVerità del 12 marzo 2026. Il nostro Stefano Graziosi ci spiega come sta reagendo il popolo americano alla guerra in Iran.
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O almeno così sostengono da InvestCloud. La multinazionale americana con sede in California che opera nel settore della tecnologia finanziaria ha fatto sapere a parti sociali e istituzionali di aver avviato le pratiche per il licenziamento collettivo di tutti i 37 dipendenti dell’unica sede italiana. Motivo? Il nuovo modello organizzativo, basato su sistemi integrati con l’intelligenza artificiale «non prevede il mantenimento di strutture locali autonome».
Nella lettera l’azienda spiega che l’attuale configurazione del business, «sviluppata nel tempo secondo un modello fortemente distribuito in diversi Paesi nel mondo e parzialmente basato su soluzioni adattate a livello locale, non risulta più compatibile con l’obiettivo di realizzare una piattaforma tecnologica integrata centrata su soluzioni basate sull’Ia». Una comunicazione asettica, probabilmente realizzata inserendo qualche parola chiave («tagli»?, «Italia»?, «profitti»?) su ChatGpt, Gemini o Grok, che se ne frega altamente del destino dei lavoratori.
E pensare che il motto aziendale, «Experience Wealth Connected», presuppone l’obiettivo di connettere tecnologia avanzata (quindi l’Ia), dati e persone per rendere più efficienti le relazioni tra consulenti e clienti. Alla faccia della coerenza.
«Nei prossimi giorni», spiega alla Verità il segretario generale della Cisl Veneto Michele Zanocco, «è prevista un’assemblea per valutare quali strumenti normativi opporre alla decisione, anche attraverso l’apertura di un tavolo di crisi della Regione Veneto. E chiederemo di parlare il prima possibile con un rappresentante dell’azienda. Detto questo, siamo consapevoli di non avere grandi armi a disposizione. Se una multinazionale decide di cambiare il suo modello organizzativo e di chiudere o ridimensionare una sede all’estero, purtroppo c’è ben poco che possiamo fare. Abbiamo degli esempi recenti non solo in questo campo. Qui in Italia penso ad Amazon».
E veniamo al punto. Che lo tsunami dell’intelligenza artificiale avrebbe travolto il mondo del lavoro è chiaro da tempo. Che quest’onda impetuosa avrebbe colpito alcuni settori (quello dei software e delle nuove tecnologie per esempio) più di altri era altrettanto evidente. Il problema sta nell’individuare le soluzioni e nel farlo in fretta.
«Pensare di fermare il processo in atto», continua Zanocco, «è pura illusione. Se lo blocchi in Italia continuerà a svilupparsi altrove provocando un gap competitivo del quale non sentiamo il bisogno. Nessuno ha la bacchetta magica, ma studio il fenomeno da tempo e quello che possiamo fare è gestirlo. Innanzitutto con una politica a livello nazionale che individui i settori sui quali puntare e le nuove professioni che questa rivoluzione può creare. Poi sta al territorio indicare le singole priorità sia industriali che di formazione e riqualificazione professionale».
Lo tsunami insomma non si può fermare, ma va di certo arginato. E qualche spunto in questa direzione potrebbe arrivare dal nuovo contratto della Pubblica Amministrazione. Se ne sta discutendo in queste ore. E per la prima volta prevede una regolamentazione articolata dell’Ia. Nelle bozze per esempio viene messo nero su bianco che «l’utilizzo di sistemi di intelligenza artificiale non può dar luogo a decisioni esclusivamente automatizzate [...] senza l’intervento dell’uomo», così come è evidenziato che il lavoratore ha il diritto di conoscere in forma comprensibile i criteri generali di funzionamento dell’Ia utilizzati per esempio per la valutazione della prestazione dei dipendenti.
Prevedere esplicitamente l’intervento dell’uomo e dare la possibilità anche ai lavoratori di comprendere l’algoritmo che sta alla base dell’Intelligenza artificiale va di certo nella corretta direzione. Altra cosa è capire come nella pratica tutto ciò sarà possibile. Probabilmente si procederà per tentativi. E per fallimenti. La speranza è di accelerare per evitare che quello di Marghera (Venezia) sia il primo «strike» di posti di lavoro di una lunga serie.
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Keir Starmer (Ansa)
Secondo un documento di due diligence consegnato a Downing Street nel novembre 2024, il premier britannico sarebbe stato al corrente che i rapporti tra Mandelson ed Epstein continuarono anche dopo la prima condanna di quest’ultimo nel 2008, e «proseguirono tra il 2009 e il 2011». Il file afferma che la relazione iniziò quando Mandelson era ministro del Commercio e continuò anche dopo la fine del governo laburista. Nel documento si legge inoltre che Mandelson «soggiornò nella casa di Epstein mentre questo era in prigione nel giugno 2009». Ciò significa che Starmer era stato avvertito dei legami personali tra Mandelson ed Epstein almeno fino al 2011, ma decise comunque di nominarlo.
Inoltre, il consigliere per la sicurezza nazionale del Regno Unito, Jonathan Powell, giudicò come «stranamente affrettata» la nomina politica ad ambasciatore negli Usa di Mandelson. La dichiarazione di Powell risulta dal resoconto di una telefonata avuta a suo tempo col consulente legale del primo ministro, Mike Ostheimer. Da un documento emerge poi che Mandelson suggerì a Starmer di usare il leader del partito Reform Uk, Nigel Farage, per «migliorare i collegamenti del Regno Unito con l’amministrazione Trump».
All’epoca dei fatti Starmer fu anche informato dei legami di Mandelson con la Russia prima della sua nomina ad ambasciatore. Nel dossier viene citato un articolo del Daily Mail che ricorda come Mandelson fosse direttore non esecutivo del conglomerato russo Sistema. La società è l’azionista di maggioranza di Rti, azienda di tecnologia militare che produce radar e sistemi di comunicazione satellitare per il sistema russo di allerta precoce dei missili terrestri. Il presidente del gruppo era Yevgeny Primakov, alleato del presidente russo, Vladimir Putin, ed ex primo ministro russo. Il documento sottolinea inoltre che Mandelson rimase nel consiglio fino a giugno 2017, anni dopo l’annessione della Crimea nel 2014. Queste informazioni erano state incluse nel dossier consegnato a Downing Street prima della decisione sulla nomina.
In un file, risalente a dicembre 2024, si cita Mandelson mentre afferma, contrariamente alla politica del governo britannico, che Farage «non si può ignorare, è un membro del Parlamento eletto» e «una testa di ponte sia verso il presidente Trump sia verso Elon Musk e altri». Mandelson avrebbe aggiunto che «l’interesse nazionale viene servito nei modi più strani e meravigliosi». Il documento menziona anche interrogativi sul suo rapporto con l’ex finanziere condannato per pedofilia e traffico sessuale.
Mandelson, avrebbe organizzato nel maggio 2002 un incontro tra Epstein, e l’allora premier britannico, Tony Blair. In un memo inviato prima dell’incontro del 14 maggio 2002, il segretario privato di Blair, Matthew Rycroft, descriveva Epstein come «molto ricco» e «vicino al Duca di York», ricordando che possedeva una casa da 30 milioni di dollari a New York, un ranch di 10.000 acri nel New Mexico e una villa a Palm Beach. Come si legge nel documento, «Peter dice che Epstein ora viaggia con Clinton e Clinton vuole che tu lo incontri», ritenendo utile discutere con lui di «scienza» e di «tendenze economiche e monetarie internazionali». La nota ricordava anche i legami di Epstein con il principe Andrea, incontrato tramite Ghislaine Maxwell, e le sue visite a Sandringham e Windsor.
Ma i colpi di scena potrebbero essere solo all’inizio e potrebbero arrivare anche da oltreoceano. Un hacker straniero avrebbe tentato una sorta di Epsteinleaks, cercando di accedere ai files originali (e non censurati) dell’indagine Fbi su Epstein. L'incursione informatica è avvenuta tre anni fa presso l’ufficio di New York del Federal Bureau, secondo una fonte informata e documenti del Dipartimento di Giustizia recentemente pubblicati e visionati da Reuters. In una dichiarazione, l’Fbi ha affermato che quello che ha definito un «cyber incident» è stato «un episodio isolato».
«L’Fbi ha limitato l’accesso all’attore malevolo e ha ripristinato la rete. L’indagine rimane in corso, quindi al momento non abbiamo ulteriori commenti da fornire», è la scarna dichiarazione trapelata, ma al momento non è chiaro se e quali files l’hacker abbia trafugato. Secondo la fonte, l’intrusione sembrerebbe essere stata opera di un cybercriminale piuttosto che di un governo straniero. «Chi non cercherebbe di mettere le mani sui file Epstein se fossi i russi o qualcuno interessato al kompromat?» Ha detto Jon Lindsay, ricercatore sulle tecnologie emergenti e la sicurezza globale al Georgia Institute of Technology.
L’hackeraggio sarebbe avvenuto dopo che un server del Child Exploitation Forensic Lab dell’ufficio Fbi di New York è stato involontariamente lasciato vulnerabile dall’agente speciale Aaron Spivack, mentre cercava di orientarsi nelle procedure dell’agenzia per la gestione delle prove digitali, secondo la fonte e i documenti. Una cronologia redatta dallo stesso Spivack, inclusa nel vasto archivio di documenti su Epstein pubblicati quest’anno, indica che l’intrusione è avvenuta il 12 febbraio 2023. La violazione sarebbe stata scoperta il giorno successivo, quando l’agente ha acceso il computer e ha trovato un file testuale che avvertiva che la rete era stata compromessa.
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Imola si prepara a un weekend di adrenalina pura. Dal 17 al 19 aprile, l’Autodromo Internazionale Enzo e Dino Ferrari ospiterà la FIA WEC 6 Hours of Imola 2026, che apre quest’anno il mondiale di endurance dopo il rinvio della tappa in Qatar. Saranno 14 le case costruttrici al via tra le categorie Hypercar e LMGT3, con Ferrari pronta a giocare in casa davanti ai propri tifosi, in una stagione che si annuncia tra le più competitive degli ultimi anni.
La presentazione ufficiale dell’evento si è svolta mercoledì a Milano, nella cornice della Rinascente di piazza Duomo, scelta simbolica per raccontare un progetto che vuole andare oltre il semplice evento sportivo e mettere insieme motori, territorio e Made in Italy. Così, per il terzo anno consecutivo, il circuito romagnolo sarà teatro di una delle tappe più attese del campionato. «Il WEC sta crescendo molto», ha spiegato il Ceo Frédéric Lequien, sottolineando come la categoria endurance stia attirando sempre più marchi automobilistici e pubblico. «Oggi abbiamo una presenza di costruttori che non si era mai vista prima nel motorsport». Il format delle gare di durata – con più classi di vetture in pista e numerosi sorpassi – contribuisce a rendere lo spettacolo accessibile anche ai nuovi appassionati. «Vogliamo restare una categoria popolare», ha aggiunto Lequien, ricordando che il prezzo medio dei biglietti resta contenuto proprio per favorire la partecipazione di famiglie e giovani.
Sul fronte sportivo, i piloti del team Proton Competition, Giammarco Levorato e Stefano Gattuso, hanno anticipato le sfide del weekend: dalle strategie di endurance alle soste e al cambio pilota, fino al lavoro di squadra che trasforma ogni gara in una prova di resistenza e precisione. «Correre a Imola è un’emozione unica – ha raccontato Levorato – il circuito combina tecnica e passione, e il pubblico italiano rende ogni giro ancora più intenso». Tra le grandi case protagoniste, la più attesa sarà sicuramente la Ferrari, reduce da una stagione 2025 straordinaria nel mondiale endurance. «È stata l’annata più bella di sempre per Ferrari nell’endurance», ha ricordato Antonello Coletta, Global Head of Ferrari Endurance and Corse Clienti, citando il titolo costruttori, il successo alla 24 Ore di Le Mans e la vittoria a Imola davanti al pubblico italiano. Tornare sul circuito intitolato a Enzo e Dino Ferrari, ha aggiunto Coletta, «sarà un’emozione speciale. Correre in casa significa avere una responsabilità in più, ma anche una motivazione enorme».
Tuttavia, l’appuntamento non si limiterà alla pista. Accanto alla gara, Imola ospiterà un ricco programma di iniziative pensate per coinvolgere cittadini e visitatori. Sul piano dell'intrattenimento, infatti, il circuito emiliano non è più solo una pista: è un palcoscenico globale dove sport, tecnologia e cultura italiana si intrecciano. Dentro il tracciato, la Fan zone accoglierà appassionati di tutte le età con attività, aree food e intrattenimento. Sabato sera, a incendiare l’atmosfera ci penserà il dj e producer francese Martin Solveig, protagonista di festival e club di tutto il mondo, con il suo sound house ed elettronico.
L'evento del 17-18-19 aprile coinvolgerà inoltre tutta la città e sarà preceduto, già dal pomeriggio di giovedì 16, dalla tradizionale presentazione dei piloti nel centro storico di Imola che si trasformerà in un teatro a cielo aperto. Un appuntamento che permette al pubblico di incontrare i protagonisti del mondiale. Dal venerdì alla domenica, l’Imola Fan City Experience proporrà concerti, dj set, laboratori, simulatori di guida, esposizioni di auto storiche e show car, tour guidati tra motori e cultura, installazioni artistiche e artigianato locale. Al centro, il Made in Italy, celebrato in tutte le sue forme, dal cibo alla moda, dall’arte ai motori. «Vogliamo che chi arriva a Imola viva un’esperienza completa», ha spiegato il direttore dell’autodromo Pietro Benvenuti, sottolineando il legame tra circuito e territorio. Per il sindaco Marco Panieri, l’obiettivo è ambizioso: rendere la tappa italiana la più partecipata dell’intero mondiale. «Non è solo una sfida per Imola, ma per tutto il Paese», ha detto. «Il motorsport è una parte fondamentale della nostra identità industriale e culturale».
La conferenza stampa di presentazione ha reso chiaro quanto la città e il circuito siano legati alla Motor Valley e all’orgoglio italiano nel motorsport. Con il prologo e la prima gara della stagione concentrati nello stesso weekend, Imola diventerà il centro del mondiale endurance. Tra Hypercar, tifosi e grandi marchi dell’automotive, la stagione 2026 partirà proprio dalla Motor Valley, dove la passione per i motori è parte dell’identità del territorio.
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