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12 anni di immagini di Bergoglio

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12 anni di immagini di Bergoglio
Papa Francesco (Imagoeconomica)

Jorge Mario Bergoglio (Buenos Aires 17 dicembre 1936-Città del Vaticano 21 aprile 2025) è stato il 266° Papa della Chiesa cattolica, eletto il 13 marzo 2013 con il nome di Francesco.



Jorge Mario Bergoglio arcivescovo di Buenos Aires all'inizio degli anni 2000 (Getty Images)

In onore del protettore della gola tutta Italia si fa prendere per la gola
Panettone (iStock)
Il 3 febbraio si celebra San Biagio, figura legata alla tradizione contadina. A Milano si mangia una fetta di panettone avanzato da Natale. Ma l’intera Penisola celebra il martire armeno a colpi di dolci e polpette.

Ci sono le polpette di Lanzara, in provincia di Salerno; oppure dolci tradizionali preparati con ingredienti come miele, noci, mandorle o frutta secca; si confezionano anche torte e ciambelle e piccoli pani, soprattutto in Sicilia o in Abruzzo. A Milano si mangia il panettone avanzato a Natale. Il 3 febbraio si celebra in tutta Italia la festa di San Biagio, una solennità molto particolare: tante comunità, dal Nord Italia fino alla Sicilia, sono devote alla figura del Santo, noto per essere il protettore dei malati di gola e, per questo, una delle tradizioni del periodo è proprio quella della benedizione della gola che viene generalmente effettuata attraverso l’uso di due candele intrecciate, con cui si tocca la gola dei fedeli. Messe e processioni dedicate a San Biagio animano, poi, chiese e santuari dove si ringrazia il santo per la protezione della gola e si chiede anche la sua intercessione per la salute.

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Silvagni: «Bisogna limitare le importazioni dalla Cina»
Valleverde. Nel riquadro, Elvio Silvagni
L’imprenditore: «Valleverde proveniva da due fallimenti ma ora è tornata sul mercato. Produrre in Europa sta diventando troppo costoso per il consumatore medio. I grandi marchi sportivi arrivano direttamente dall’Oriente e sono competitor forti».

Fondata negli anni Settanta, Valleverde è uno dei marchi italiani di calzature che meglio rappresentano un’idea di stile accessibile, comfort e continuità industriale. Il 2015 segna una svolta decisiva nella sua storia: l’ingresso nel gruppo Silver1, di proprietà della famiglia Silvagni, dà avvio a un percorso di rilancio e sviluppo che in dieci anni ha riportato il brand a splendere, superando i 30 milioni di euro di fatturato. Ne parliamo con Elvio Silvagni, alla guida del gruppo Silver1, per ripercorrere le tappe di questo percorso e approfondire strategie, mercati e progetti futuri.

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Il bullo spacciagossip che nel fango sta da Dio
Fabrizio Corona (Ansa)
Non si sente un paparazzo o un fotografo, ma il «re della comunicazione». Le notizie non le aspetta, se serve le crea. Lo scopo? Il denaro, tanto, subito, anche se «marcio». L’ultimo assedio ad Alfonso Signorini conferma la sua dipendenza: senza una guerra non esiste.

Cognome e nome: Corona Fabrizio. Catania, 1974. Se non ci fosse, bisognerebbe non inventarlo (il simbolo, of course, non la persona).

Ex fotografo? «Mi arrabbio se mi chiamano così, non ho mai fatto una foto in vita mia». Imperatore dei paparazzi, allora? No.

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Babbo Renzi perde con la «Verità». «Nessuna diffamazione negli articoli»
I signori Renzi (Imagoeconomica)
Il papà dell’ex premier dovrà risarcirci. Quanto scritto tra il 2018 e il 2019 si basava su fatti. Ad esempio, vari regali ricevuti da Matteo Renzi a Chigi erano stati trasferiti in un capannone dell’azienda di famiglia e prelevati da più soggetti.

L’ex premier Matteo Renzi, da qualche tempo, si è fatto paladino della libertà di stampa chiedendo a più riprese al governo di dare spiegazioni sul presunto spionaggio realizzato attraverso un’applicazione israeliana sui cellulari di giornalisti e attivisti. Anche se non è stato accertato che tutte le presunte vittime siano state effettivamente infettate dal malware, né che il governo abbia ordinato ai servizi segreti di spiare i cellulari dei sopra citati, l’ex premier si è erto a difensore dei cronisti. Peccato che sia lui che la sua famiglia da tempo portino avanti una temeraria guerra alla libertà di stampa condotta a colpi di querele e cause risarcitorie. Un modo per provare a mettere la mordacchia ai giornali toccando gli editori nel portafogli.

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