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Omotransfobia, Pro Vita e Famiglia: «Faremo di tutto per contrastare questa deriva anticostituzionale»

Omotransfobia, Pro Vita e Famiglia: «Faremo di tutto per contrastare questa deriva anticostituzionale»
Antonio Brandi (Ansa)

«L'omotransfobia è reato ma non la cicciofobia, la anzianofobia, la bimbofobia etc? Una follia incostituzionale, mentre la crisi morde e i lavoratori muoiono di fame. I nostri bambini di prima elementare verranno indottrinati sull'omosessualità, la bisessualità, il transgenderismo, la transessualità, la pansessualità, la asessualità e decine di altri "generi". E'una mostruosità giuridica, etica e psicologica» ha dichiarato il presidente di Pro Vita e Famiglia onlus, Antonio Brandi, dopo l'approvazione della Camera del Ddl Zan sull'omotransfobia.

«Faremo di tutto per contrastare questa deriva e per difendere l'art. 30 della Costituzione, sono i genitori a dover mantenere, istruire ed educare i propri figli. Siamo esterrefatti che anche alcuni deputati di centrodestra abbiano potuto sostenere una legge che non è affatto contro l'odio ma che lo provocherà. I corsi previsti nelle scuole di ogni ordine e grado saranno ore di rieducazione alla teoria gender in mano alle associazioni LGBTQI+ che riceveranno 4 milioni di euro per indottrinare i nostri figli. Tutto questo è vergognoso» ha aggiunto Jacopo Coghe, vice presidente della Onlus.

«Il M5s la chiama conquista di civiltà. Per Zingaretti sarà un'Italia più umana e civile. La verità è che siamo di fronte a una casta privilegiata, tutelata per legge e differente dalle altre, che ha ottenuto un'attenzione particolare di fronte all'odio e alla violenza. Come se ci fossero vittime di serie A e di serie B. Bene Cirielli che avverte di abrogarla appena cambierà il governo di questo Paese» ha concluso la nota di PV&F.

Il tributo della Meloni a Kenshiro manda in tilt gli antifa da fumetto
Giorgia Meloni e Tetsuo Hara (Ansa)
Il premier rivendica un immaginario che ha sempre messo a disagio i progressisti.

Giorgia Meloni a Tokyo. Nostalgia degli anni Quaranta, diranno le malelingue. No, degli anni Ottanta. Il compleanno del premier all’ombra del monte Fuji è stato caratterizzato da una immersione nel lato più pop della cultura nipponica. Prima ha postato sui social un selfie con la collega giapponese, Sanae Takaichi, in versione manga. Poi ha incontrato Tetsuo Hara, il papà di Ken il guerriero che per l’occasione le ha regalato una tavola con disegnati alcuni personaggi della serie e il messaggio «Buon compleanno Meloni». Eloquente il post della leader di Fdi per commentare l’incontro: «Oggi ho avuto il piacere di incontrare Tetsuo Hara, creatore di Ken il guerriero. Lo ringrazio di cuore per il dono prezioso che mi ha voluto fare e per un’opera che ha segnato la crescita di intere generazioni di italiani, diventando parte dell’immaginario collettivo della nostra nazione». Panico nelle redazioni dei giornaloni: dopo 20 anni che studiano Tolkien e i Campi Hobbit senza capirci nulla, ora la Meloni li manda al manicomio mettendo in mezzo Ken il guerriero. Tra altri 20 anni i pronipoti scemi di Furio Jesi ci staranno ancora sbattendo la testa.

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Il Garante privacy fu scelto dai dem in base all’età per fermare La Russa
Pasquale Stanzione (Ansa)
Enrico Costa svela i giochi del Nazareno. Intanto Scorza, membro del Collegio, si dimette.

A volte avere una certa età aiuta. Non tanto per la saggezza accumulata, quanto per ottenere prestigiosi incarichi, talvolta inaspettati. È un po’ quello che è successo a Pasquale Stanzione, quasi 81 anni, che da tranquillo professore di Istituzioni di diritto privato alla facoltà di Giurisprudenza di Salerno si è ritrovato a essere prima consigliere della Banca d’Italia, poi giudice tributario, poi componente laico del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, ma soprattutto, dal 29 luglio 2020, in piena pandemia, durante il secondo governo Conte, presidente del Garante della privacy. All’epoca aveva 75 anni.

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Renzi segue il piano Garofani e lavora al «listone» civico resuscitando la Margherita
Matteo Renzi (Ansa)
Come auspicato dal consigliere del Quirinale, il capo di Iv lancia una forza centrista anti Meloni che vuol scalzare il Pd. Attirando i riformisti trascurati dalla Schlein.

Ricomincia a sfogliare la Margherita. Matteo Renzi è un romantico, da lì è arrivato e lì vorrebbe tornare per uscire dal tunnel dell’irrilevanza. Nel grigio gennaio milanese l’ex premier ci riprova e dal palco dell’assemblea nazionale di Italia viva a palazzo Castiglioni riesuma il fiore di campo che salverà il centrosinistra: «Nasca una Margherita 4.0, nasca una cosa diversa, ma per andare avanti in questo percorso è fondamentale il protagonismo dei sindaci, di chi non crede più nello stare in questo Pd. Da qui comincia il cammino verso una nuova casa riformista».

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Cardinale è vicino a ripagare Elliott. Un manager del tennis può prendersi il Milan
Gerry Cardinale (Getty Images)
Redbird pronto a rimborsare il prestito da più di mezzo miliardo. Al posto dell’ad Furlani si fa il nome di Calvelli (ex capo dell’Atp).

Potrebbe partire con il botto il 2026 del Milan. Le novità in casa rossonera non riguardano l’acquisto di un nuovo bomber, il sogno della maggior parte dei tifosi delusi dal rendimento di Santiago Giménez e Christopher Nkunku ma anche dall’arrivo poco pubblicizzato di un panzer un po’ sgualcito come Niclas Füllkrug, bensì l’assetto societario.

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