{{ subpage.title }}

Omofobia: «Sabato in piazza per la libertà. Anche l'oro della transgender Petrillo non si può più contestare»

Omofobia: «Sabato in piazza per la libertà. Anche l'oro della transgender Petrillo non si può più contestare»

"In piazza per la libertà, noi #restiamoliberi e testimonieremo la nostra opposizione al ddl Zan sull'omotransfobia sabato 17 ottobre 2020 alle 14:30 a piazza del popolo. Tanti i paradossi di questa legge che intende riconoscere gay, lesbiche e transessuali come soggetti appunto "diversi", quindi meritevoli di una tutela speciale rispetto agli altri, aggiungendo alle discriminazioni su base razziale, etnica e religiosa comprese nella c.d. legge Mancino, le discriminazioni legate a motivi fondati sul genere, sull'orientamento sessuale o sull'identità di genere. Un obbrobrio giuridico che seminerà privilegi particolari e specifici solo per una categoria di persone, quelle arcobaleno" ha dichiarato Toni Brandi, presidente di Pro Vita e Famiglia onlus che sarà in piazza sabato.

"Facciamo un esempio concreto. Sui 200 femminili dei Campionati Italiani Master di Arezzo il transgender Valentina Petrillo ha conquistato l'oro, battendo due velociste di valore internazionale come Cristina Sanulli, pluricampionessa mondiale ed europea di staffetta, e la milanese Denise Neumann, ex iridata dei 200 W40 indoor. Ora se questa legge passasse e qualche giornalista, opinionista o le stesse altre atlete provassero ad alzare un dito e a dire che non si è di fronte a una gara alla pari, cosa succederebbe? Esistono o no dei vantaggi atletici intrinseci che provengono da un corpo maschile? La riduzione del testosterone non annulla questi vantaggi fisiologici e l'equità per le atlete non dovrebbe essere un problema politico o di parte. Basta leggere la lettera di Save Women's Sports sul no ad atleti transgender in gare femminili per capire come stia scoppiando il problema oltreoceano" ha ribadito il vice presidente Coghe.

"Come la vera parità atletica per le donne richiede che gli sport femminili siano protetti rispettando la realtà biologica, così la vera giustizia deve essere uguale per tutti o non sarà vera giustizia. Gli atti di violenza sono già puniti penalmente e la discriminazione è già illecita: si applichi la legge e si applichi la stessa norma per tutti" ha concluso Brandi.

Schlein, maxi balla sulla sentenza CasaPound
Elly Schelin (Ansa)
Il segretario dem: «Il tribunale di Bari ha stabilito che ha tentato di riorganizzare il partito fascista violando la Costituzione e la legge Scelba: ora il movimento va sciolto». Ma non è vero: i militanti sono stati condannati per lesioni e per un reato meno grave.

Nel vecchio Partito comunista italiano, composto da dirigenti seri, un corto circuito come quello di ieri non sarebbe mai potuto accadere. Per tutto il giorno i rappresentanti del campo progressista hanno inneggiato alla sentenza storica che certificava la ricostituzione del partito fascista operata in quel di Bari da una banda di (presunti sino al terzo grado di giudizio) sciamannati picchiatori. Una notizia che per questi esimi leader, privi evidentemente di consiglieri capaci di comprendere il dispositivo di una sentenza, attestava la rinascita del partito mussoliniano sotto le insegne di CasaPound (gli imputati nel processo barese sono in gran parte membri dell’associazione di estrema destra).

Continua a leggereRiduci
Il Csm mette Emiliano nel freezer
Michele Emiliano (Ansa)
Il Consiglio superiore non ha ancora dato via libera alla sua nomina a consulente giuridico del governatore Antonio Decaro. In ballo c’è una poltrona da 130.000 euro l’anno.

Michele Emiliano s’era apparecchiato un (finale?) di carriera di tutto rispetto. Scaduto da governatore, inviso dal neo presidente della Puglia, Antonio Decaro, l’esponente dem era riuscito a strappare al suo successore il ruolo di «consulente giuridico». Una lauta poltrona dai contorni lavorativi non proprio nitidissimi ma con un’imbottitura da 130.000 euro l’anno. Non male come paracadute per chi sognava di correre per un terzo mandato ma che è stato spodestato proprio dall’erede (politico).

Continua a leggereRiduci
L’ex Ilva riparte, le toghe la spengono
Ansa
A un mese dal referendum, il gip di Taranto dice no al dissequestro dell’altoforno 1. Il governo mette 1,2 miliardi nell’acciaieria, ma grazie ai magistrati ne bruciamo 2,5.

Con un timing perfetto, a un mese circa dal referendum sulla riforma della giustizia, la magistratura mette un paletto al piano del governo sull’Ilva. Il gip del tribunale di Taranto, Mariano Robertiello, ha rigettato l’istanza di dissequestro per l’altoforno 1 presentata da Acciaierie d’Italia. L’istanza era stata discussa nell’udienza di lunedì e tutti si aspettavano il parere favorevole per riavviare la produzione dell’impianto siderurgico.

Continua a leggereRiduci
Edicola Verità | la rassegna stampa del 13 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 13 febbraio con Carlo Cambi

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy