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Omofobia, Pro Vita & Famiglia: «Ddl Zan-Scalfarotto è osceno. In piazza contro la dittatura»

Omofobia, Pro Vita & Famiglia: «Ddl Zan-Scalfarotto è osceno. In piazza contro la dittatura»
Ansa

«Abbiamo finalmente letto il testo del progetto di legge, è osceno: con il ddl Zan-Scalfarotto possiamo affermare che la teoria del gender diventerà legge e che i bambini saranno obbligati a festeggiare l'identità transgender già dall'asilo, questo succederà in ogni scuola di ordine e grado. I genitori che vorranno opporsi all'indottrinamento rischieranno la galera o la multa. Signori, questa è la fine della libertà e l'entrata dell'Italia in una nuova dittatura» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente Pro Vita e Famiglia onlus.

«Avevamo sperato che la maggioranza e il Minculpop Lgbt si rendessero conto dell'assurdità di certe iniziative e norme divisive e ad alto tasso di rischio ideologico, nonché della situazione critica economica del momento (che invece non ha impedito di stabilire fondi di 4milioni di euro per le attività di prevenzione e il contrasto delle discriminazioni come riporta il testo di Zan e Scalfarotto). Ma la maggioranza Pd-M5s ha deciso di invocare una legge violenta per tappare la bocca per sempre a chi dice che un bambino ha bisogno di papà e mamma. E questo è inaccettabile» hanno continuato Brandi e Coghe.

«Non hanno ascoltato le tantissime voci che si levavano da tutta Italia, - hanno poi concluso Brandi e Coghe - dalle femministe che non vogliono che nella legge ci sia un riferimento all'identità di genere fino al mondo cristiano che con la Cei ha espresso il proprio parere negativo. Per questo scenderemo in piazza l'11 luglio in più di 100 città come stiamo organizzando attraverso il sito www.restiamoliberi.it, perché tornino il buon senso e la ragione e nessuno rischi di finire in carcere per le proprie idee e perché difende la famiglia! Non ci fermerà nessuno, in difesa di tutti».

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Il Papa raddrizza la barra dopo le uscite di monsignor Francesco Savino. Moniti pure sul riarmo.

«Non tutte le vite sono ugualmente rispettate e la salute non è né protetta né promossa allo stesso modo per tutti». È una denuncia netta, quella scandita ieri da papa Leone XIV nel discorso rivolto nella Sala Clementina del Palazzo apostolico ai membri della Pontificia accademia per la Vita, riunita sul tema «Healthcare for all. Sustainability and equity».

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Ecco #DimmiLaVerità del 17 febbraio 2026. Con il nostro Alessandro Rico commentiamo la dissoluzione dell'Europa dei burocrati.

Quando il sacro si fa ovvio, evapora. Ratzinger lo aveva capito nel 1958
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Pubblicata un’antologia (con un testo inedito) del Papa tedesco. Colpisce la chiaroveggenza: «L’Occidente si è identificato col cristianesimo. Ma questo ha reso la religione banale. Serve tornare comunità di credenti».

Fa quasi spavento notare quanto del mondo di oggi avesse compreso e intravisto Joseph Ratzinger già nel 1958. Pubblicò quell’anno un intervento intitolato «I nuovi pagani e la Chiesa», ora ristampato nel volume antologico La fede del futuro. Il futuro della Chiesa, pubblicato da Cantagalli e impreziosito da un testo inedito. Quell’articolo del giovane teologo contiene già il cuore pulsante del pensiero ratzingeriano sulla «demondanizzazione».

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