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«Norimberga» è una lezione sul Male. Chi lo vuole estirpare, non vede il suo

«Norimberga» è una lezione sul Male. Chi lo vuole estirpare, non vede il suo
Russel Crowe in Norimberga, il film
Il film ripercorre i confronti fra uno psichiatra americano e il gerarca Göring prima del processo ai nazisti. Porta a galla una verità: la malvagità è parte dell’umano. Tentare di asportarla chirurgicamente è da illusi.

La bellezza e la potenza di Norimberga, film di James Vanderbilt ora nelle sale, non stanno tanto nel soggetto trattato - sempre perversamente affascinante - e nemmeno nella straordinaria interpretazione di Russell Crowe, calatosi con grande talento nelle trippe strabordanti di un Hermann Göring gonfiato e imbolsito dal potere. Sì, certo, il lungometraggio ha una trama affascinante e scorre tutto sommato veloce, beneficia del lavoro di bravi interpreti e di una bella sceneggiatura. Quando affronta l’enorme tema dell’Olocausto cerca di evitare la retorica e opta per un orrore brutale che lascia congelati. Ma questi sono elementi accessori, benché importanti.

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Basta trattare i poliziotti da criminali
(Imagoeconomica)
Ok a più agenti e stipendi migliori, ma le forze dell'ordine devono essere più tutelate.

Nei talk mi capita spesso di sentire la voce della sinistra che si lamenta del governo sulla sicurezza. A loro dire «il governo dovrebbe assumere di più e aumentare i salari delle forze dell’ordine». Un ritornello facile facile che apre qualche breccia pure tra qualche elettore del centrodestra, insoddisfatto per gli episodi di criminalità e di delinquenza raccontati in televisione.

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Dimmi La Verità | Fabio Amendolara: «Ecco perché bisogna rimborsare la Ong Sea Watch»

Ecco #DimmiLaVerità del 19 febbraio 2026. Il nostro Fabio Amendolara ci spiega la vicenda del rimborso alla Ong Sea Watch.

Per il caso Epstein arriva il primo arresto eccellente: il fratello di Re Carlo, fin dall'inizio coinvolto nelle scabrose vicende del faccendiere. Ma è solo l'inizio del terremoto.

In dieci anni le ditte tricolori sono calate del 5% mentre quelle straniere sono aumentate del 21%. E adesso il 10% degli imprenditori è nato all’estero. Un boom che parla cinese e romeno e che fotografa il nostro declino.

Prendi i soldi e scappa. Viene da dire così leggendo i dati diffusi dalla Camera di Commercio di Venezia e Rovigo, ed elaborati dalla Fondazione Leone Moressa, sulla nazionalità delle imprese che operano in Italia. L’italiano non è più la lingua ufficiale dell’imprenditoria visto che quelle condotte da stranieri crescono e quelle tricolori deperiscono.

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