norimberga

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«Norimberga» è una lezione sul Male. Chi lo vuole estirpare, non vede il suo
Russel Crowe in Norimberga, il film
Il film ripercorre i confronti fra uno psichiatra americano e il gerarca Göring prima del processo ai nazisti. Porta a galla una verità: la malvagità è parte dell’umano. Tentare di asportarla chirurgicamente è da illusi.

La bellezza e la potenza di Norimberga, film di James Vanderbilt ora nelle sale, non stanno tanto nel soggetto trattato - sempre perversamente affascinante - e nemmeno nella straordinaria interpretazione di Russell Crowe, calatosi con grande talento nelle trippe strabordanti di un Hermann Göring gonfiato e imbolsito dal potere. Sì, certo, il lungometraggio ha una trama affascinante e scorre tutto sommato veloce, beneficia del lavoro di bravi interpreti e di una bella sceneggiatura. Quando affronta l’enorme tema dell’Olocausto cerca di evitare la retorica e opta per un orrore brutale che lascia congelati. Ma questi sono elementi accessori, benché importanti.

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Terrore sul treno per Norimberga. Passeggeri pugnalati da un siriano
Ansa
Il rifugiato, bloccato dai reparti speciali, si trova da sette anni in Germania. Due feriti in gravi condizioni. Esclusa la matrice terroristica, per le autorità è solo «folle». In Baviera torna l'incubo fondamentalismo.
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La confusione è diventata l'elemento comune della nostra informazione e educazione civile e religiosa. Non solo si son lasciate confondere le verità su cosa sta succedendo, ma anche cosa è bene e male in ciò che succede. In tal contesto emerge un fatto ancora più confondente: l'«obbedienza politica» richiesta a chi si candida a governare un paese avendone il diritto democratico dato dal voto e conseguentemente la possibilità di proporre soluzioni alla confusione vigente.
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