
- La denuncia dell'esorcista don Gianni Sini: «I nostri riti sono fra quelli bloccati. Gli indemoniati ne hanno bisogno ogni settimana ma la Chiesa li ha allontanati»
- Solitudine, paura, miseria: denunciato un aumento di persone che si consegnano a indovini e occultisti per superare la crisi
Lo speciale contiene due articoli
Siamo ancora tenuti lontani dalle messe (la data di ripresa delle celebrazioni è stata fissata per il 18 maggio), abbiamo dovuto sopportare la vergogna di funerali negati ai morti per il coronavirus e ci sono altre vittime della liturgia negata. Sono le migliaia di indemoniati lasciati soli, dimenticati. «Nel divieto dei vescovi di amministrare i sacramenti rientrano anche gli esorcismi, perché richiedono una vicinanza con l'ossesso. Molti poveretti, che ogni settimana dovevano ricorrere alle preghiere di liberazione, sono stati allontanati dalla Chiesa, costretti in casa da due mesi con le loro pene. Assieme a loro, anche i familiari sono sprofondati in un inferno», spiega don Gianni Sini, 65 anni, parroco di Nostra Signora de La Salette a Olbia.
Sacerdote da 40 anni, esorcista da 32 (è stato tra i più giovani ad essere stato nominato da un vescovo), prima dell'emergenza coronavirus seguiva ogni settimana almeno cinque indemoniati gravi, assieme a una quindicina di malcapitati che arrivavano da fuori diocesi, anche dal Continente. In 33 anni si è occupato di più di 5.000 casi di posseduti accertati, non di persone solo con problemi psichici. Autore di sette libri sul principe degli angeli decaduti, Sini fa parte dell'Associazione internazionale esorcisti, l'Aie: «In Italia siamo circa 300 iscritti, la metà di quelli che operano nel mondo. L'età media è 75 anni, la maggior parte ha superato gli 80», spiega il parroco.
Oltre agli esorcisti dell'Aie, nel nostro Paese ce ne sono un centinaio che hanno ricevuto esplicito mandato dal loro vescovo. La licenza viene concessa «solo al sacerdote che sia ornato di pietà, di scienza, di prudenza e di integrità di vita», stabilisce il codice di diritto canonico. Per rafforzarsi in questa missione bisogna pregare molto, almeno quattro ore al giorno, fare penitenza e digiuno. I 400 esorcisti attivi in Italia sono fermi da mesi, senza poter aiutare gli ossessi di cui non si conosce il numero complessivo mentre è certo che circa mezzo milione di italiani chiedono aiuto per essere liberati dal Male.
Don Sini, quale inferno vive un indemoniato lasciato a sé stesso?
«Mi chiamano dicendo che è una sofferenza tremenda. Il percorso di liberazione dal Maligno prevede anche la somministrazione dei sacramenti, l'ossesso sa che ne ha bisogno e non gli basta l'eucarestia spirituale. La messa puoi seguirla da casa, l'esorcismo no. Non puoi farlo via skype, serve un ministro».
In preda del demonio, le chiedono di poter fare la comunione?
«La possessione non dura ventiquattr'ore, si manifesta in alcuni momenti con violenze ingiustificate, atti tremendi, offese a Dio e ai santi, però nella stessa giornata quella persona può andare a messa, pregare anche se con sforzi enormi, può cercare di farsi aiutare da un sacerdote con una benedizione e trovando forza nell'Eucarestia. Adesso i malcapitati sono soli».
Prima, invece?
«Li dovevo seguire almeno una volta la settimana. Per qualche giorno stanno bene, poi diventavano intrattabili. Certi esorcismi sono lunghi, possono durare anni. La possessione può non arrivare all'improvviso, si manifesta con gradualità e anche una liberazione può tardare molto tempo. Viene premiata la continuità nell'accostarsi ai sacramenti ma in questo lungo periodo, invece, il demonio che è stato sconfitto proprio sulla croce e non tollera di vedere una persona in comunione con Dio e con gli altri fedeli, che si insinua là dove ci sono nostre fragilità, ha potuto solo gioire».
Più uomini o più donne chiedono aiuto all'esorcista?
«Soprattutto donne, in una fascia di età compresa tra 18 e 50 anni. Sono anche quelle che più facilmente ricorrono ai maghi, alle fattucchiere o si dedicano all'occultismo. Gli uomini, un po' per vergogna e per incredulità, sono in numero inferiore. Bisogna anche dire che il Maligno va a colpire chi ha una vita di fede regolare, non ha bisogno di tentare persone che hanno fatto le loro scelte e si sono già allontanate dalla Chiesa. Se poi entri in un gruppo satanico e rinunci alla fede cristiana, già appartieni a Lucifero».
L'età degli indemoniati più gravi che segue?
«Nessuno di loro ha più di sessant'anni, il più giovane ne ha una quarantina».
I familiari che cosa le confidano?
«Che non è possibile sopportare tanta pena ma anche tanta violenza. Quando un indemoniato va in crisi, il parente non è in grado di gestire la situazione. Si spaventa. Da due mesi genitori, fratelli, coniugi di chi è preda del Maligno non hanno aiuto e io non li posso vedere».
Senza l'esorcista, un posseduto che cosa può fare?
«Può contare solo sulla preghiera a distanza del sacerdote e su quella dei suoi familiari. Ma quando la sente recitare, l'indemoniato va in crisi e chi è in grado di gestirlo con un cellulare? Certo, il Signore può liberare senza bisogno di rituali, come è capitato ad alcuni mistici o santi che sono guariti con la forza della loro preghiera e per la loro fede così grande. La nostra, invece, è così piccola e fragile, anche in questa pandemia continuiamo a mettere alla prova Dio dicendo se ci sei, liberaci dal virus».
L'Aie ammonisce: «L'uso illegittimo e improprio da parte di sacerdoti e fedeli laici di ogni formula esorcistica riservata all'ambito liturgico […] può avere conseguenze spirituali più o meno gravi, compreso il divenire causa occasionale di disturbi diabolici straordinari». Che cosa sta a significare?
«Prima di tutto che non esiste un esorcismo fai da te. Poi che si possono rivolgere a San Michele arcangelo preghiere di protezione contro gli spiriti maligni - anche se non c'è preghiera più forte del Padre Nostro -, ma che le formule del rituale di esorcismo con cui ci si rivolge a Satana come “taci, esci da lui" devono essere pronunciate solo da un sacerdote autorizzato dalla Chiesa. Altrimenti il prete stesso si espone a un grave pericolo, non ha armi per tutelarsi. Figuriamoci un laico, sarebbe una leggerezza imperdonabile, può diventare a sua volta vittima del demonio. Non sa quante persone vadano su Internet cercando frasi “efficaci" per auto esorcismi. Le hanno proposte anche contro il coronavirus. Per carità, chiediamo invece al Signore che ci liberi dalla pandemia».
C'è il Maligno dietro questo virus misterioso e micidiale?
«Se venisse accertato che c'è stato il concorso umano per creare il Covid-19 e provocare un danno enorme a milioni di persone allora sì, vedrei l'azione del Maligno. Il diavolo non agisce direttamente, altrimenti vorrebbe dire che il Signore lo ha lasciato fare e un credente sa che non è possibile».
Avremo più posseduti quando sarà finita questa pandemia?
«Non lo so. Si è parlato ben poco di salute spirituale, solo della dimensione fisica del nostro star male per il virus. Se i credenti, costretti in questo periodo a restare distanti dai sacramenti hanno sofferto perché non si sono sentititi tutelati dalla Chiesa, molti che già non si sentivano accolti dalla comunità cristiana, di fronte alla precarietà della vita, alla mancanza di lavoro e di mezzi di sostentamento, saranno tentati di rivolgersi altrove. Da tempo c'è un interesse malsano per la sfera del demoniaco e l'obiettivo del Maligno è sempre l'uomo. Cerca di togliergli la calma, la pace interiore, perché non trovi più forza e conforto nella fede, nella preghiera. Il demonio c'è, super attivo anche nell'emergenza coronavirus e la Chiesa non deve avere paura a ricordarcelo».






