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Nelle terre di nessuno perdiamo i nostri figli

Nelle terre di nessuno perdiamo i nostri figli
ANSA

Quanti sono i buchi neri che, nelle nostre città, inghiottono la vita di giovani disperati? Ieri vi abbiamo raccontato la storia di Desirée, una ragazzina di 16 anni che dopo aver messo piede in uno stabile occupato nel centro di Roma, è stata drogata e violentata da più persone. Il suo corpo senza vita lo hanno trovato fra le impalcature del rudere, con una coperta lercia che lo ricopriva. Due sere prima la ragazzina aveva telefonato alla nonna per dirle di aver perso l'autobus per tornare a casa, annunciandole che sarebbe rimasta a dormire da un'amica. Nessuno sa dire perché abbia varcato la porta dell'inferno, uno stabile abbandonato che la polizia aveva già sgomberato più volte. Lì dentro avevano trovato rifugio spacciatori e senzatetto, extracomunitari e sbandati. Una vera fabbrica dell'illegalità nel centro della Capitale, a San Lorenzo, un quartiere popolare. Desirée forse cercava di recuperare un tablet che aveva perduto o che le era stato rubato. O forse cercava solo una dose o qualche soldo per comprarsela. Certo, qualche sofferenza nell'anima l'aveva e probabilmente questa l'ha spinta a entrare nel mondo oscuro, dove la legge non esiste. Ma la colpa (...)

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La prova del fuoco di Richter: «Prima di vederla dirigere vorrei sentire come suona»
Svjatoslav Richter (Getty Images)
Non scorderò mai la sfida all’ultimo tema d’opera alla mia festa di nozze tra Svjatoslav e Rota al piano. Conservo uno spartito che lui firmò nel punto in cui ebbe un’amnesia.

Circolo ravennate «Gli amici del camino» - un ritrovo oggi non più esistente, in cui gli argomenti di discussione favoriti erano la cucina e l’opera lirica - Richter e Rota intrattennero tutti i presenti fino a tarda sera con una «gara» tra i due, che a turno accennavano al pianoforte due battute di un’opera e l’altro doveva indovinare e andare avanti. Tra l’interesse e il divertimento di tutti, la cosa proseguì a oltranza, tanto che io e mia moglie Cristina a un certo punto decidemmo di andare via, mentre Rota al pianoforte accennava il tema di Ritorna vincitor, indirizzato a me!

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Il tuttologo che l’Lsd ha «donato» alla fisica
Carlo Rovelli (Ansa)
La sinistra lo usa come «maître-a-penser» su questioni distanti anni luce dal suo campo di studio. Ma tanto per Carlo Rovelli il tempo è relativo e la realtà stessa è solo un gioco di specchi. Si votò alla teoria quantistica dopo un’esperienza lisergica: «L’orologio si era fermato».

Cognome e nome: Rovelli Carlo. Fisico teorico, capo dell’Equipe de gravité quantique dell’Università francese di Aix-Marseille, i cui libri sono stati tradotti in 40 paesi.

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La democrazia novecentesca cade sulla frattura tra promesse e realtà
Zoran Mamdani (Getty Images)
Mamdani e Trump incoerenti? I nodi insoluti sono ruolo delle élite e multiculturalismo.

Zoran Mamdani viene eletto sindaco di New York sulla base di una piattaforma politica socialista, promette mezzi pubblici gratis, alloggi gratis, requisizione delle case ai ricchi, aumento delle tasse. In meno di tre mesi è costretto ad affrontare i buchi di bilancio, non riesce a dare copertura economica a nessuna delle sue promesse, i ricchi se ne vanno in Florida per non essere tassati, la criminalità aumenta e gli unici risultati politici concreti sono la nomina di due comunisti nella sua giunta: la responsabile dell’Office to Protect Tenants, Cea Weaver, nota per aver detto che il possesso di una casa è segno di «suprematismo bianco» ma la cui famiglia possiede una casa di campagna a Nashville del valore di due milioni di dollari (e quando le hanno fatto notare la contraddizione si è messa a piangere), e il rapper Mysonne Linen nel Criminal Legal System Committee, già condannato per due rapine a mano armata per un totale di sette anni di carcere, a definitiva conferma che l’unico effettivo potere che un politico può esercitare è quello di nomina.

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Mentre il sindaco di Genova Silvia Salis, star della sinistra, sogna il Grande fratello fiscale a mezzo Ia, gli Usa ordinano ai colossi del digitale di consentire al governo qualsiasi uso della loro tecnologia. Ci sono milioni di lavoratori a rischio, ma il potere pensa solo al controllo.

Non temere l’Intelligenza artificiale in sé, semmai l’Intelligenza artificiale in te. Quella che vuole entrare nei tuoi affari, prima che nella tua testa - e per conto dello Stato. Perché la politica, qui, gioca una partita ambigua: da un lato spiega che bisogna regolamentare l’algoritmo e che si devono proteggere i cittadini; dall’altro vuole appropriarsi delle tecnologie, magari per rivolgerle contro le persone stesse. In forma etico-socialistica, come nell’idea del sindaco di Genova, astro nascente della sinistra italiana: se fosse presidente del Consiglio, ha detto ieri alla Stampa Silvia Salis, impiegherebbe «un bel programma di Intelligenza artificiale per scovare gli evasori». Oppure in forma amorale: è il caso delle nuove regole che ha stilato l’amministrazione americana, dopo la lite con Anthropic sull’uso del supercomputer per sorveglianza di massa e armi autonome. La Casa Bianca, riferisce il Financial Times, costringerà i colossi dell’Ia a garantire al governo l’utilizzo dei loro modelli per qualsiasi scopo legale. Laddove ciò che è legale lo stabilisce lo stesso potere politico che se ne serve.

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