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Mattarella ringrazia Ue e Papa. Glissa sul governo

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Mattarella ringrazia Ue e Papa. Glissa sul governo
Sergio Mattarella prima della diretta di fine anno (Ansa)

Quattordici lunghissimi minuti di tradizionale predica, resa ancora più retorica dal Coronavirus. Così, Sergio Mattarella, nel suo discorso di fine anno non ha risparmiato nulla di ciò che si poteva agevolmente immaginare. Intanto, il consueto repertorio eurolirico, omettendo di menzionare la fuga in avanti tedesca sui vaccini. Elogi sperticati a Bruxelles, capace di compiere un balzo in avanti, con l'Italia definita "protagonista in questo cambiamento" rispetto alle risposte inadeguate che l'Europa diede anni fa alla crisi finanziaria. Sul fronte interno invece un astuto tentativo di muoversi su due binari: Conte potrà ricavarne la sensazione di essere stato implicitamente puntellato dalla richiesta presidenziale di unità, ma Matteo Renzi e gli avversari del premier potranno obiettare che da parte del Capo dello Stato non sia giunta alcuna difesa esplicita del governo, anzi nemmeno una marginale menzione.

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Sondaggio: il 55% di chi si affida al partito di Elly ha uno status economico medio-alto o elevato, mentre è scelto da appena il 12% dei poveri, dietro a M5s e Lega. D’altronde i dem pensano a battaglie da fighetti, mentre i cittadini temono clandestini e maranza.

Da tempo sospettavo che il Pd fosse un partito per ricchi: senza un sostanzioso conto in banca, infatti, mi pareva impossibile assecondare le battaglie che tanto piacciono a Elly Schlein e compagni, tipo quelle sul green deal o sui diritti civili. Solo chi è ricco, pensavo, può sposare senza problemi campagne superflue come quelle in favore dell’auto elettrica e delle piste ciclabili o misure contro l’omofobia e provvedimenti per legalizzare l’utero in affitto. Solo chi abita in un attico in pieno centro, dove non si registrano problemi di sicurezza, può essere contrario all’introduzione di pene più severe contro ladri e scippatori o a interventi per espellere gli immigrati clandestini.

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Scaricano le colpe sull’Ia ma sono gli uomini stolti a sbiancare il paggio nero
Teatro San Samuele
La veneziana Fondazione Cini ha commissionato un’installazione artistica dedicata a Casanova. Ma qualcosa è andato storto: il servitore moretto del dipinto non c’è più.

In un video che promuove una mostra della Fondazione Cini nell’Isola di San Giorgio a Venezia sulla vita di Giacomo Casanova, riproducendo la celebre opera di Bernardo Bellotto dal titolo Il giardino di palazzo Liechtenstein a Vienna, il servitore di colore, un «negretto», cambia carnagione diventando bianco, e postura, nel senso che non è più, come nell’opera originale, un paggio servitore.

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Incidente in Ferrari per Del Vecchio. L’accusa: si è fatto sostituire alla guida
Leonardo Maria Del Vecchio (Ansa)
Il neo proprietario del gruppo editoriale Qn sarebbe rimasto coinvolto in un sinistro in Tangenziale a Milano. Per la polizia, potrebbe essersi allontanato senza soccorrere la donna ferita e mettendo un amico al volante.

Ci sono ancora diversi punti da chiarire nella vicenda che riguarda Leonardo Maria Del Vecchio, presidente di LMDV Capital, destinatario di un verbale di accertamento per l’incidente stradale avvenuto il 16 novembre scorso sulla Tangenziale Est di Milano, con la conseguente decurtazione di dieci punti dalla patente. Gli atti sono stati trasmessi alla Procura che, al momento (a quanto risulta alla Verità), non ha aperto alcun fascicolo penale, riservandosi di valutare le ipotesi di sostituzione di persona e omissione di soccorso emerse dagli accertamenti della Polizia stradale.

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Franzoni vince e piange Franzoso
Giovanni Franzoni festeggia sul podio dopo la discesa libera maschile della Coppa del Mondo di sci alpino a Kitzbuehel (Ansa)
L’azzurro trionfa nella discesa di Kitzbühel e sul podio si commuove per il compagno deceduto in un allenamento in Cile: «Avevo in testa lui, stavamo in stanza assieme».

A meno di due settimane dallo start dei Giochi invernali di Milano-Cortina 2026, lo sci alpino italiano ha vissuto una giornata da incorniciare. A regalarcela è stato Giovanni Franzoni, un ragazzo di 25 anni di Manerba del Garda, capace di trionfare nella discesa libera sulla mitica Streif di Kitzbühel, diventando così il quarto italiano di sempre a conquistare uno dei tracciati più temuti e prestigiosi del Circo Bianco.

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