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Le Maldive sono un serbatoio di jihadisti per l'Isis

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  • Proprio mentre inizia la stagione migliore per visitare il paradiso delle vacanze amatissimo anche dai turisti italiani, torna il pericolo del terrorismo islamico. Lunedì scorso, in un'operazione di antiterrorismo sono state arrestate 14 persone appartenenti a un gruppo di estremisti basati nell’atollo di Addu.
  • Secondo i dati ufficiali delle forze dell'ordine maldiviane, almeno 173 uomini si sono recati in Siria per combattere e 432 hanno tentato di farlo. A dicembre 2019 nell'arcipelago c’erano almeno circa 1.400 «estremisti religiosi» (dato riconfermato anche per il 2022) e un maldiviano su 2.000 ha combattuto per l'Isis in Siria.
  • Dopo lo tsunami del 2004 arrivarono nelle Maldive diverse onlus islamiche finanziate da alcuni Paesi del Golfo Persico. Due in particolare finirono nella lista del Dipartimento di Stato americano perché contigue al gruppo terroristico Lashkar-e Taiba, tra i più temuti in Asia meridionale.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Fuorisalone 2026, Iliad testa sul campo il 5G Standalone
iStock

Alla Milano Design Week 2026 l'operatore sperimenta il 5G Standalone per gestire accessi e accrediti. La rete, indipendente dal 4G, consente tempi di risposta più rapidi e maggiore capacità, mantenendo i check-in fluidi anche con migliaia di dispositivi connessi.

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Ridate il patriarcato alle autrici femministe
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Le librerie traboccano di «femminanza» e cliché: mestieri dimenticati e storie conficcate fra gli anni Venti e Trenta, per poter raccontare l’emancipazione delle donne in costante retrospettiva, come se nel frattempo il mondo non fosse arrivato al 2026.

Ci sono la governante, la levatrice e la portalettere, in una sorta di sezione «mestieri di una volta». Poi ci sono le figure eccentriche, sonnambule e donne che incartano la frutta.

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La realtà spazza il (luogo)comunismo. Chi urla al «regime» finisce smentito
Ansa
I compagni insistono con il mantra della democrazia a rischio, con patriarcato annesso, quando governano le destre. Poi i fatti li contraddicono: a Budapest il voto non è stato «inquinato» e in Italia il premier è donna.

Allarmismi democratici. Luogocomunismo e ossessioni. Mantra e tormentoni ripetuti fino allo sfinimento. Una tecnica comunicativa che paga nel breve periodo, ma che non regge alla prova dei fatti.

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Dimmi La Verità | Flaminia Camilletti: «Disorienta lo scontro tra Trump e la Meloni»

Ecco #DimmiLaVerità del 15 aprile 2026. Con la nostra Flaminia Camilletti commentiamo lo scontro tra Donald Trump e Giorgia Meloni.

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