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Mai senza mascara: il beauty punta tutto sui prodotti per le ciglia. Che piacciono anche a Beckham

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Mai senza mascara: il beauty punta tutto sui prodotti per le ciglia. Che piacciono anche a Beckham
Giphy
  • Il mercato dei prodotti di bellezza per gli occhi è in continua crescita. Nel 2017 l'incasso è stato di 370 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto al 2016. A trainare il settore è il mascara, seguito da eyeliner e matita e ombretti. Tra i trend in crescita spiccano i prodotti bio e le ciglia finte.
  • Il mascara diventa «manscara» e conquista anche il pubblico maschile. Lo usano il frontman dei Maneskin ma anche il sex symbol David Beckham. A lanciare la moda del make up per gli uomini, nel 2008, fu Ysl che lanciò sul mercato una selezione di cosmetici che includevano, oltre al mascara, anche il «guy-liner» e una versione maschile del correttore Touche eclat, dall'effetto opaco e senza profumo.
  • L'ultima moda: cambiarsi il colore degli occhi in base al trucco. Il mercato delle lenti a contatto spopola oltreoceano dove le star e le influencer abbinano le tonalità dell'ombretto a quelle delle iridi.
  • Il Cosmoprof di Bologna, la fiera dedicata alla bellezza, ricorda il genio di Leonardo da Vinci, a 500 anni dalla sua morte.

Lo speciale contiene quattro articoli e due gallery fotografiche.

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«Colpa della Brexit, serve più Ue». L’eurofesta alla faccia della realtà
Keir Starmer (Ansa)
Il «Corriere» ribalta la frittata sul tracollo laburista, Sergio Mattarella prova a convincerci che aderire al «progetto comunitario» ci abbia portato «fiducia nel futuro». Quando questa Unione, ormai, si regge solo sui ricatti.

Confondere il sintomo con l’origine della malattia. È successo al Corriere della Sera, dove Paolo Lepri, ieri, si è sforzato di elaborare il malessere per la batosta elettorale rimediata da Keir Starmer nel Regno Unito, ricorrendo a una «ipotesi suggestiva»: «E se […] fosse proprio la Brexit ad essere la causa dei mali […]?». Quello di dieci anni fa, dunque, sarebbe stato il primo «strappo», che ha legittimato una serie di tesi masochiste: il «meglio fare da soli», l’«ossessione contro gli “altri”», l’«illusione di un radioso avvenire che non si è concretizzato», ovviamente solo perché le «promesse del leave», fallaci dall’inizio, «non sono state mantenute».

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Mentre Sempio entra nel mirino degli inquirenti, la figura di Stasi torna in discussione. Se gli elementi contro Sempio dovessero concretizzarsi, lo Stato italiano si troverebbe davanti a un cortocircuito giuridico senza precedenti.

Con la partecipazione di Cuno Jacob Tarfusser e Benedetta Giacinti.

Ci risiamo: il Pd vuol mangiare la CO2
iStock
Comune di Piacenza ed Emilia-Romagna sprecano denaro in un progetto per catturare anidride carbonica. Meglio sarebbe investire quei soldi in soluzioni contro le alluvioni.

Consigliereste oggi il fumo di sigaretta adducendo che fa bene ai polmoni? Nei primi decenni del Novecento fumare era pubblicizzato e consigliato contro l’irritazione alla gola. Lo stesso, consigliereste oggi l’uso della margarina al posto del burro? Per decenni le massaie hanno sostituito il burro - un alimento che, se usato con moderazione, è sano e abbastanza innocuo - con la margarina, ritenuta «salutare per il cuore», ma oggi sappiamo che gli abbondanti grassi idrogenati della margarina peggiorano il profilo lipidico. Vi ostinereste a mettere i neonati a dormire proni, come si prescriveva nei primi decenni del Novecento?

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Berlino vede gli scali paralizzati: a rischio 20 milioni di viaggiatori
Aeroporto di Berlino Willy Brandt (Ansa)
L’associazione degli aeroporti stima che migliaia di voli siano in forse per l’impennata dei costi del cherosene. Le compagnie dovranno rimborsare e in alcuni casi risarcire i passeggeri. E non potranno aumentare i prezzi.

Il conflitto in Iran, iniziato a fine febbraio e che ha portato alla chiusura dello Stretto di Hormuz, punto di transito chiave per gli idrocarburi a livello mondiale, sta alimentando i timori di una carenza di carburante quest’estate. Tra i settori più colpiti c’è il trasporto aereo. L’associazione degli aeroporti tedeschi (Adv) ha deliberato uno scenario che prospetta un’estate da incubo per circa 20 milioni di viaggiatori in Germania a causa della possibile cancellazione dei voli.

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