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Euro 5, pronto il decreto anti blocco, ma Firenze parte con altri divieti

Euro 5, pronto il decreto anti blocco, ma Firenze parte con altri divieti
Getty Images
  • In una nota, i vertici piemontesi di Fdi annunciano che i ministri Gilberto Pichetto Fratin e Raffaele Fitto presenteranno, in cdm, una norma che sposta di due anni il blocco di 650.000 auto nel Torinese. Proprio mentre, nel continente, la domanda di carburanti tradizionali s’impenna.
  • Il dem Dario Nardella conferma l’allargamento della zona a traffico limitato, che colpirà almeno 1.400 macchine. Insorge l’opposizione: «Approccio ideologico». Gli esercenti chiedono incentivi per l’acquisto di mezzi nuovi.
  • Blindate le ztl, ora la rivoluzione ecologica, spacciata per dovere morale, serve a espellere i meno abbienti dalle città. Separando il centro privilegiato dai sobborghi.

Lo speciale contiene tre articoli.

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Il pacchetto sicurezza alla prova
Il ministro dell'Interno Matteo Piantedosi (Ansa)
Il prossimo corteo del centro sociale Askatasuna potrebbe essere il battesimo delle nuove norme. Gasparri: «Oltre a togliere loro la sede, speriamo arrivino le giuste condanne».

Torino, Milano e ancora Torino. Askatasuna rilancia e convoca una nuova piazza per il 28 marzo nel capoluogo piemontese. Un attacco allo Stato lo aveva definito gran parte dell’esecutivo, che, evidentemente, prosegue. L’annuncio è stato preceduto da un’intervista del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi al Corriere della Sera (ieri a Tripoli per una nuova missione dedicata al dossier migratorio e alla cooperazione in materia di sicurezza) che prevedeva nuove mobilitazioni.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 10 febbraio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 10 febbraio con Carlo Cambi

Askatasuna lancia la sfida: «Il 28 marzo si torna in piazza contro il governo»
Ansa
Gli attivisti alzano il tiro e si danno appuntamento a Roma. Obbiettivo: la Meloni. Un blog anarchico rivendica il sabotaggio dei treni: «Fuoco alle Olimpiadi».

Una nuova manifestazione contro il governo. Appuntamento il 28 marzo, stavolta a Roma. Perché a detta di Askatasuna la questione va «complessificata». Parola degli autonomi. Dunque pazienza se lo scorso 31 gennaio la città di Torino è stata messa a ferro e fuoco, se decine di negozi sono stati distrutti e le vetrine sfondate. Pazienza per i 103 feriti oltre al poliziotto Alessandro Calista colpito con il martello. Chi ha innalzato il livello dello scontro, dichiara una portavoce del centro sociale a margine di un incontro con i media, «è chi ha ordinato lo sgombero. Un governo nemico del popolo».

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In giro 30.000 stranieri condannati
(iStock)
Oltre 140.000 persone sono state punite dalla giustizia ma restano fuori dal carcere, o per aver commesso reati cosiddetti lievi o perché non c’era posto nelle strutture. Il 20% di questi soggetti non è nato in Italia: un esercito di «invisibili» pronti a delinquere.

Ci sono trentamila stranieri condannati per reati più o meno gravi che non stanno in prigione ma sono lasciati liberi di circolare nelle nostre città e, spesso, di tornare a delinquere. Il ministero della Giustizia li classifica con una dicitura un po’ oscura, ossia «adulti in area penale esterna», un modo burocratico-ministeriale per dire che semplicemente non sono rinchiusi in una cella.

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