{{ subpage.title }}

True

L’Italia intanto lavora ad accordi sull’Ucraina

L’Italia intanto lavora ad accordi sull’Ucraina
Antonio Tajani (Imagoeconomica)
Domani, in occasione del funerale del Papa, sembra esclusa l’ipotesi di un vertice sulle tariffe. Antonio Tajani: «Ci potranno essere incontri informali durante la cerimonia ma organizzare bilaterali mi sembra difficile». Possibili e più opportuni, invece, colloqui sulla pace.
Continua a leggereRiduci
Raid o intesa, Trump sbaglia sempre. Allora esporti la democrazia in Uk
Donald Trump e Keir Starmer (Ansa)
Se interviene in Venezuela passa per imperialista, se non lo fa in Asia pensa solo ai suoi affari. Tanto vale ordire un bel regime change nel Regno Unito, dove vengono nascosti i crimini ma si arresta per dei commenti.

Anche la politica estera è fatta di dilemmi morettiani: mi si nota di più se bombardo o non bombardo? Se esporto la democrazia o se mi faccio gli affari miei incurante del mondo? Questioni complicatissime da sciogliere, sebbene pure la destra talvolta tentenni, soprattutto per la sinistra italiana. La quale sembra aver optato per un modello di intervento veltroniano: esportiamo la democrazia ma anche no. Per esempio: ieri il Partito democratico e i suoi alleati verdi e sinistri sono scesi in piazza (non con grande seguito, visto che è rimasta mezza vuota) a sostegno del popolo iraniano. In Aula il Pd vota con 5 stelle e Avs, e Peppe Provenzano dichiara: «Il Pd ha votato la mozione che esprime pieno sostegno al popolo iraniano contro un regime che sta massacrando la sua gente. Abbiamo votato a favore del punto proposto dal Movimento 5 stelle perché riteniamo che abbiano ragione quegli attivisti iraniani che ci stanno dicendo che il cambiamento arriverà dal popolo e non da interventi esterni che rischiano di creare il caos nella regione». Problema: dal solo popolo, almeno per ora, il cambiamento non arriverà.

Continua a leggereRiduci
L’Iran cancella le esecuzioni e Trump ringrazia l’ayatollah. Resta il pressing su Teheran
I resti di un autobus bruciato durante i violenti scontri a Teheran (Ansa)
Witkoff riceve il capo del Mossad e specifica: «Preferiamo la diplomazia». Il tycoon sposta una portaerei in Medio Oriente. Putin teme di perdere influenza e vuol mediare.

Si allontana lo scenario di un attacco degli Usa alla Repubblica islamica? Forse sì. Ma forse anche no. Quando ieri gli è stato chiesto chi lo abbia convinto ad annullare i bombardamenti contro l’Iran, Donald Trump ha risposto: «Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo. Ieri avevi programmate oltre 800 impiccagioni. Non hanno impiccato nessuno. Hanno annullato le impiccagioni. Questo ha avuto un impatto enorme». Poco prima, su Truth, il presidente americano aveva ringraziato la leadership iraniana per aver cancellato le esecuzioni. Insomma, a prima vista parrebbe arrivata la distensione.

Continua a leggereRiduci
Trovato lo stipendio per Emiliano: Puglia sbloccata
Michele Emiliano (Getty)
L’ex governatore da 20 anni è in politica ed è ancora magistrato in aspettativa. Però non vuole tornare a lavorare e pretendeva un posto in giunta che Antonio Decaro gli nega. Farà il consulente. A 11.000 euro al mese.

Esultate popoli: Michele Emiliano ha trovato una poltrona. Non è proprio quella che desiderava, gli amici lo descrivono come «furibondo e ferito», nemmeno un vassoio di cozze pelose per festeggiare. Però, ecco, l’ex governatore potrà consolarsi con uno stipendio di tutto rispetto: 130.000 euro l’anno, oltre 10.000 euro al mese, per fare il consigliere giuridico del nuovo presidente della Puglia, Antonio Decaro. Il quale Decaro, per altro, si prende come consigliere a 130.000 euro l’anno colui che ha cercato in tutti i modi di far fuori dalla Regione: non l’ha voluto come consigliere, non l’ha voluto come assessore, però non può fare a meno dei suoi consigli tanto da pagargli 10.000 euro e passa al mese. Non è fantastico? Ma così, intanto, almeno un risultato positivo lo si è ottenuto: finalmente si può potrà varare la giunta della Puglia, bloccata da 52 giorni nell’attesa di sapere quale poltrona sarebbe stata assegnata a Emiliano. Quando si dice la politica a servizio dei cittadini.

Continua a leggereRiduci
Giorgia Meloni a Tokyo (Ansa)

«Ritengo che la questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia sia un tema serio, che però sta nell’ambito del dialogo all’interno dell’Alleanza Atlantica, cioè la Groenlandia va considerata territorio di responsabilità della Nato. La questione che gli americani pongono è una questione seria, ovviamente, e credo che il ragionamento di rafforzare la nostra presenza sia un ragionamento sicuramente necessario da fare all’interno dell’Alleanza Atlantica. Credo che quello però sia l’ambito nel quale discutere questa materia, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza». Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa all’ambasciata d’Italia a Tokyo.

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy