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Resta vietato licenziare e sfrattare. E' sempre Contedraghi

Resta vietato licenziare e sfrattare. E' sempre Contedraghi
Giuseppe Conte e Mario Draghi (Getty images)
Non serviva l'ex presidente della Bce per avere più comunismo. E rendere stabili gli interventi emergenziali del Conte bis su lavoro e immobili. Ma questo accade se si sceglie come ministro Orlando, cresciuto nel Pci
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Il locale di Crans era fuori controllo da 5 anni
Ansa
  • Il sindaco di Crans: «Pronti ad assumerci responsabilità, gestori negligenti». Il seminterrato poteva ospitare 100 clienti al massimo.
  • Giorgia Meloni ha incontrato anche i familiari, assicurando la massima vicinanza dell’esecutivo. Oggi i funerali di Chiara Costanzo e Achille Barosi a Milano, di Riccardo Minghetti a Roma e di Giovanni Tamburi a Bologna.

Lo speciale contiene due articoli.

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Enrico Costa: «Proveranno anche l’ostruzionismo ma approveremo il testo in tempo»
Enrico Costa (Imagoeconomica)
Il deputato di Fi: «L’opposizione vuol far melina perché sa di non poter vincere».

Enrico Costa, deputato di Forza Italia, è vicepresidente della commissione Giustizia di Montecitorio.

Onorevole Costa, Alessandro Sallusti ieri sulla Verità scrive che il fronte del no al referendum sulla giustizia punta a ritardare il più possibile la consultazione popolare per arrivare alle elezioni del prossimo Csm, anche in caso di vittoria del sì, con le norme attuali. Condivide l’allarme?

«Condivido l’allarme di Sallusti perché l’avevo già lanciato giorni fa. È evidente che questo tentativo di allungare il brodo, di fare melina, di buttare la palla in tribuna da parte del fronte del no, che chiede di non celebrare il referendum nel prossimo mese di marzo ma di rinviarlo più avanti, ha un obiettivo che secondo me non è quello di un improbabile recupero sul sì: sono convinto che più tempo c’è per spiegare le ragioni della riforma più persone si convincono a votare a favore».

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Gli immigrati che accoltellano: capotreno ucciso, agente ferito
Nel riquadro Jelenic Marin, il croato che ha accoltellato il giovane capotreno a Bologna (Getty Images)
Indisturbati, commettono reati: a Bologna un croato fa fuori un 34enne con una pugnalata, a Milano un egiziano non ammazza un poliziotto per miracolo ed è grave il giovane colpito da un nordafricano per difendere l’amico.

C’era un tempo in cui tutto era più semplice: le guardie prendevano i ladri e i ladri presi dalle guardie finivano in galera. Era talmente semplice da prestarsi a un gioco, quello del «guardie e ladri». Poi è successo un qualcosa che lentamente ha complicato le regole e ci siamo ritrovati che nessuno ha più voglia di scherzarci su e, nella divisione, è la guardia che rischia di passare i guai (sempre che non gli sia passata la voglia di fare bene il suo lavoro di guardia). L’ultima è successa nella periferia Ovest di Milano, la sera del 5 gennaio, in un palazzo dove i residenti decidono di chiamare le forze dell’ordine per bloccare un uomo «particolarmente molesto».

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Mattarella scelga: toghe rosse o democrazia
Sergio Mattarella (Ansa)
Il Colle deve decidere se stare col Parlamento e con la maggioranza degli italiani, se questi confermassero la legge Nordio, oppure con chi vuol sabotarne l’applicazione. Potrebbe accettare che il popolo chieda un cambiamento, ma poi le regole non si tocchino?

Ieri, sulla Verità, Alessandro Sallusti ha raccontato le manovre per evitare che la riforma della Giustizia varata dal governo Meloni determini il prossimo Consiglio superiore della magistratura. Da portavoce del comitato del Sì al referendum che dovrà approvare o cancellare la legge che porta il nome del ministro Nordio, Sallusti ha svelato il vero senso della discussione attorno alla data della consultazione popolare. Non si tratta di dare più tempo per organizzarsi a quelli che si oppongono alle nuove norme, ma di fare in modo che la riforma non abbia effetti sul prossimo Csm. Più in là nel tempo si va, nel chiedere agli italiani se sono d’accordo o meno a cambiare la Costituzione e a separare le carriere di pm e giudici, e più diventa impossibile che in autunno, quando l’attuale Csm esaurirà il proprio mandato, si possano eleggere i nuovi Consigli superiori della magistratura previsti dalla riforma.

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