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Gli immigrati che accoltellano: capotreno ucciso, agente ferito

Gli immigrati che accoltellano: capotreno ucciso, agente ferito
Nel riquadro Jelenic Marin, il croato che ha accoltellato il giovane capotreno a Bologna (Getty Images)
Indisturbati, commettono reati: a Bologna un croato fa fuori un 34enne con una pugnalata, a Milano un egiziano non ammazza un poliziotto per miracolo ed è grave il giovane colpito da un nordafricano per difendere l’amico.

C’era un tempo in cui tutto era più semplice: le guardie prendevano i ladri e i ladri presi dalle guardie finivano in galera. Era talmente semplice da prestarsi a un gioco, quello del «guardie e ladri». Poi è successo un qualcosa che lentamente ha complicato le regole e ci siamo ritrovati che nessuno ha più voglia di scherzarci su e, nella divisione, è la guardia che rischia di passare i guai (sempre che non gli sia passata la voglia di fare bene il suo lavoro di guardia). L’ultima è successa nella periferia Ovest di Milano, la sera del 5 gennaio, in un palazzo dove i residenti decidono di chiamare le forze dell’ordine per bloccare un uomo «particolarmente molesto».

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Sulla giustizia Musk segue «La Verità»: sbagliato lasciare in libertà chi delinque
Elon Musk e il suo like al tweet de «La Verità» (Ansa)
Il tycoon ha apprezzato l’articolo sul peruviano con precedenti indagato per il caso Aurora Livoli. Lui vuol salvare vite con la scienza.

Nell’era della «singolarità tecnologica», ci vediamo costretti a combattere con le singolari decisioni dei giudici. Siamo abbastanza convinti che Elon Musk, l’imprenditore più innovatore e discusso della nostra epoca, sottoscriverebbe in toto un tweet di questo tenore, anche perché il paradosso tra le potenzialità esponenziali delle nuove tecnologie (si veda quello che il magnate sta facendo con Neurolink nella sanità o con Space X nello spazio) e le incredibili contraddizioni dovute alla ipertrofia legislativa e alle cervellotiche decisioni della magistratura le evidenzia da tempo.

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La vittoria di Giorgia Meloni che non ha rivendicato il femminismo ha mandato in crisi il paradigma dominante. Il saggio «Belle Ciao! Come Giorgia Meloni e la destra hanno mandato in tilt il femminismo» di Barbara Saltamartini critica i dogmi del femminismo progressista, contesta l’idea di un’unica voce legittimata a parlare per le donne e rilegge Giorgia Meloni come espressione di una tradizione femminile di destra rimossa dal racconto ufficiale. Il libro denuncia un’ideologia che ha mercificato la libertà e cancellato la differenza sessuale, rilanciando identità, maternità e comunità come valori politici. Un testo provocatorio che segna una rottura culturale.

La sinistra strilla ma ha avuto ciò che voleva
Beppe Sala (Getty Images)
Il sindaco milanese, che si oppose a un convegno sulla remigrazione, invoca espulsioni una volta compreso che i balordi clandestini hanno reso la città un far west. Gli editorialisti progressisti martellano il governo: ma siamo qui grazie a politiche sui flussi care a loro.

Beppe Sala, sindaco di Milano, è sul piede di guerra e affila le spade della polemica. Se la prende con il governo dopo il brutale omicidio di Aurora Livoli, per cui è fortemente indiziato un peruviano di 57 anni, Emilio Gabriel Valdez Velazco, che aveva già commesso almeno altre tre violenze sessuali e aveva altri precedenti penali per rapina aggravata. Sala, furibondo, dichiara alla stampa che Velazco «aveva ricevuto un foglio di via nel 2024, ma non era stato eseguito perché ritenuto inidoneo a stare in un Cpr. Di fatto è risultato idoneo ad ammazzare una ragazza; si continua a blaterare su rimpatri, remigration, ma nella realtà non succede nulla, chi commette un crimine piccolo o grande deve pagare una pena».

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Edicola Verità | la rassegna stampa dell'8 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'8 gennaio con Carlo Cambi

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