{{ subpage.title }}

La Verità cresce in edicola e senza contributi. Grazie ai lettori

Stellantis saluta 300 dipendenti mentre la Fiom pensa a Cuba
(Ansa)
Mentre Stellantis annuncia altri 300 esuberi, il sito di Cassino sciopera e l’indotto perde pezzi, la priorità per la Fiom è invitare all’assemblea l’ambasciatore dell’isola. Obiettivo? Organizzare il viaggio nei Caraibi della nuova Flotilla contro le minacce Usa.

Si chiama Jorge Luis Cepero Aguilar e il 17 marzo sarà una sorta d’ospite speciale nella seconda giornata dell’assemblea Fiom. Cosa c’azzecchi l’ambasciatore cubano in Italia con la principale riunione dei rappresentanti dei lavoratori metalmeccanici è difficile intuirlo. E staremmo ancora brancolando nel buio se non fosse che i comunicatori della Cgil si sono premurati di venirci in soccorso. La presenza di Aguilar è prevista «nel giorno in cui parte Let Cuba Breathe-European Convoy for Cuba, la flotilla per rompere il blocco statunitense e portare aiuti umanitari, cui partecipa anche la Fiom».

Continua a leggereRiduci
La legge dei giudici: sì adozioni alle coppie gay
(IStock)
Il Tribunale dei minori di Venezia manda alla Consulta il caso di due uomini uniti civilmente che vogliono prendere come figlio un bimbo di un orfanotrofio estero. Per le toghe, il vincolo matrimoniale presente nella legislazione italiana è «discriminante».

Se la questione di legittimità venisse accolta dalla Consulta, anche le coppie omosessuali unite civilmente potranno adottare bambini. A chiedere ai giudici della Corte di esprimersi sulla ipotizzata incostituzionalità della normativa italiana in tema di adozioni è il Tribunale dei minorenni di Venezia, che ha valutato positivamente il ricorso presentato da due quarantenni veneziani.

Continua a leggereRiduci
Vale la pena lottare per gli iraniani
Ansa
Il popolo persiano non è mai stato domato. Il libro di uno dei suoi scrittori spiega perché il fondamentalismo religioso che lo opprime è ancora più pericoloso del comunismo.

L’Iran non sta perdendo la guerra. Non ci sono i segnali di crollo che si erano verificati in Libia e in Iraq dopo i primi giorni. L’Iran si è preparato per decenni alla guerra ed è in grado di resistere. Se una parte della sua popolazione vuole la libertà dallo Stato islamico anche a costo della morte, è indubbio che un’altra parte sia disposta a combattere per lo Stato islamico fino alla morte. D’altronde, quattro decenni di indottrinamento non possono essere passati invano. La domanda è: «Perché attaccare l’Iran?» Chi ce lo fa fare di far morire un po’ di gente, aumentare le distruzioni, prendere a calci le nostra già scalcinate economie? L’Iran è un Paese atroce e ingiusto. Innegabile. Lo è anche la Corea del Nord, se per questo. Non è la stessa cosa. La risposta a queste domande esiste. Vale la pena di fare la guerra all’Iran anche a costo di morti e distruzioni, anche a costo di povertà, esattamente come valeva la pena di combattere Hitler. Lo spiega un iraniano.

Continua a leggereRiduci

Sulla crisi in Medio Oriente il ministro ha dichiarato: «L’Italia non partecipa e non parteciperà assolutamente alla guerra. Noi lavoriamo con la nostra diplomazia per cercare di impedire un allargamento del conflitto».

Tajani ha poi sottolineato l’importanza del traffico nello Stretto di Hormuz: «Ci auguriamo che quanto prima si possa tornare a transitare attraverso Hormuz per impedire che ci sia un’impennata nel costo dell’energia». Infine, il ministro ha assicurato controlli contro eventuali speculazioni: «Stiamo vigilando affinché non ci sia assolutamente speculazione da parte delle imprese. Chi specula verrà sanzionato».

Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy