La Merkel va in vacanza in Spagna e Madrid si becca i profughi tedeschi

L'idillio tra Pedro Sánchez e Angela Merkel prosegue nel profondo sud dell'Andalusia, a due passi dall'Africa. Il prossimo fine settimana la cancelliera tedesca sarà ospite del premier socialista spagnolo alla finca Las Marismillas nel parco naturale di Doñana, tra Huelva e Siviglia. Sede estiva di rappresentanza del governo spagnolo, riserva di caccia dei reali, la villa ha una magnifica riserva, che si estende lungo 30 chilometri di costa atlantica ed è la principale area di sosta europea di tutti gli uccelli migratori da e per l'Africa.
Che luogo formidabile, per parlare di accoglienza, di migranti accolti a braccia aperte ma già con qualche limitazione, come sta accadendo con la Open Arms e le 87 persone soccorse al largo della Libia, in arrivo oggi ad Algeciras, pochi chilometri dal luogo di villeggiatura della Merkel. Dopo la grande solidarietà mostrata a Valencia, a Barcellona, a Maiorca, il governo spagnolo ha annunciato che i migranti non godranno di privilegi particolari. Saranno trattati come ogni altro clandestino.
Anche la cancelliera, dopo la sbornia aperturista del 2015 e del 2016, ha cambiato linea in seguito alla batosta elettorale dell'anno scorso e alle minacce del ruvido alleato Horst Seehofer di far saltare il governo. Merkel ora è impegnata a stringere accordi con mezza Europa per rispedire indietro i migranti accolti negli ultimi anni. Sabato 11 agosto, giorno in cui la cancelliera arriverà in Spagna, entrerà in vigore proprio l'intesa raggiunta con Madrid, che ha accettato di riprendere tutti i migranti trasferitisi in Germania ma registrati in precedenza in territorio spagnolo. L'accordo, firmato lunedì, prevede che i profughi «saranno rimandati in Spagna entro 48 ore». Alla faccia dell'accoglienza.
Merkel avrà modo di festeggiare nella villa andalusa con Pedro Sánchez, che per l'occasione sfoggerà il suo miglior profilo europeista. Non in chiave anti Ciudadanos, ma per guadagnare altri punti con la teutonica. Angela Merkel arriverà sabato mattina, ancora incerta la presenza del consorte, e alloggerà nella finca che già ospitò l'ex leader cristianodemocratico Helmut Kohl e tra gli altri Tony Blair, Francois Mitterand, Michail Gorbaciov.
I giornali spagnoli scrivono che la Merkel sicuramente visiterà il parco, riserva della biosfera, riconosciuto come patrimonio mondiale dell'Unesco dal 1994. Più di 50.000 ettari tra boschi e macchia mediterranea, paludi, dune di sabbia e lagune. In una zona di difficile accesso e visitabile con poche escursioni organizzate, la finca si può raggiungere solo risalendo in barca il fiume Guadalquivir o approfittando della bassa marea, percorrendo i 30 chilometri di spiaggia che separano la residenza dall'Atlantico. Insomma, quasi una fortezza. Sicuramente una residenza lussuosa, dove nel 1796 Francisco Goya realizzò il famoso ritratto della duchessa di Alba.
La cancelliera sarà sistemata in una delle 15 stanze con altrettanti bagni e certamente siederà alla tavola del salone principale, ricavata da un unico pezzo di mogano lungo 15 metri. La Merkel forse non sarebbe tanto a suo agio nel sapere quanti soldi della Comunità europea sono stati spesi per sistemare il villone che l'accoglierà. Tra il 2006 e il 2016, dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), la Spagna ha ricevuto più di 4 milioni di euro per la conservazione del parco. Di questi fondi, l'88,8% furono spesi per sistemare Las Marismillas, come sede di rappresentanza del governo. I dati, del ministero dell'Ambiente, furono pubblicati dal Mundo nel settembre dello scorso anno. Per la protezione della lince iberica e di altre specie a rischio solo una manciata di euro. Chissà se l'Angela approverebbe: 3.682.362 euro per rendere confortevole una residenza agostana.
Altre sorprese l'aspettano, visitando la riserva. La salute del parco è minacciata dalle coltivazioni intensive di fragole, lamponi, more e mirtilli, là dove dovrebbero esserci solo boschi di pino e di eucalipto. Soprattutto le fragole sono devastanti con tutti i capannoni costruiti, però rappresentano più dell'80% della produzione nazionale e i troppi interessi in gioco non riescono a far rispettare le leggi di tutela del parco. Nel 2016, la Germania era il maggior importatore europeo di fragole da Huelva, con 107.438 tonnellate di prodotto che viene coltivato per il 60% nel parco utilizzando centinaia di pozzi illegali. La cancelliera sarà sicuramente una consumatrice del rosso conocarpo spagnolo, adesso vedrà che le belle colture mettono a rischio quella che è considerata la zona umida protetta più vasta d'Europa.
Se si spinge oltre le dune, potrà vedere gli impianti di stoccaggio di gas naturale intorno al parco, fonte di preoccupazione per ecologisti e geologi che parlano di forti rischi sismici nella zona. Quando il cielo è sgombro e sull'Atlantico non c'è troppa umidità, l'Africa è a due passi, sembra quasi di poter toccare le coste del Marocco. I grandi uccelli trasvolatori si fanno portare dal vento. I migranti usano altri mezzi. Sarà un soggiorno istruttivo per la signora Merkel.






