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Julie Mehretu e Pierre Huyghe in mostra tra Palazzo Grassi e Punta della Dogana

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Julie Mehretu in mostra a Palazzo Grassi
Portrait Julie Mehretu /Photo: Josefina Santos

E ’la splendida cornice di Palazzo Grassi, che insieme a Punta della Dogana è uno dei due musei di arte contemporanea della Pinault Collection a Venezia, ad ospitare ( sino al 6 gennaio 2025) la prima grande mostra europea di Julie Mehretu, nota artista statunitense di origine etiope. Tra grandi tele e incisioni, esposte una cinquantina di sue opere , in un vivace dialogo con quelle di alcuni amici artisti, con i quali la Mehretu condivide una forte affinità e un rapporto stretto di scambio e collaborazione. A Punta della Dogana, Liminal, la visionaria mostra (sino al 24 novembre 2024) del'artista francese Pierre Huyghe , che da sempre si interroga sul complesso rapporto tra l'umano e il non umano.

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Il campo largo «attira» più schiavi e poi piange sui campi di pomodori
Elly Schlein, Maurizio Landini e Nicola Fratoianni durante la manifestazione organizzata dalla Cgil per le strade di Amendolara marina dopo l'omicidio di 4 braccianti - tre afghani e un pachistano - avvenuto lunedì scorso (Ansa)
Ad Amendolara, teatro della strage compiuta dai caporali pakistani, ipocrita passerella di Schlein, Landini e Fratoianni. Che chiedono l’esproprio delle aziende «non etiche», dimenticando le coop stile Soumahoro.

Manifestare per importare più schiavi e poi manifestare contro chi li tratta da schiavi. Anche questo è Made in Italy. Ed è la sintesi disarmante del corteo di Amendolara in provincia di Cosenza, dove Maurizio Landini trascina Elly Schlein e la sinistra unita nel più strumentale dei gesti, pur determinato dal più nobile dei motivi: portare umanità dove quattro braccianti sono stati arsi vivi dentro un minivan perché chiedevano di essere pagati.

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A Certosa una gang di 17 persone. Un ricercato fuggito all’estero
Ansa
Identificati 8 membri della banda che ha ammazzato Ibarra Silvera. C’è pure un trapper.

Sono almeno 17 le persone coinvolte nell’omicidio, che gli inquirenti considerano premeditato, di Gianluca Ibarra Silvera, il ventiduenne aggredito e ucciso alla stazione Milano Certosa tra il 26 e il 27 maggio scorso da un gruppo di giovani di origine sudamericana.

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Sono le idee woke che hanno ucciso Nowak
Getty Images
La newsletter di Feltrinelli accusa gli italiani di razzismo, accollando a noi persino la colpa dei reati commessi dagli stranieri. È questa criminalizzazione di un’intera società che porta degli agenti a snobbare la sofferenza di un giovane bianco accoltellato.

Come si arriva al punto in cui degli agenti di polizia ammanettano e trattano da criminale un ragazzo moribondo, che sputa sangue e dice di non riuscire a respirare, soltanto perché è bianco? È quanto accaduto a Henry Nowak, e purtroppo non è difficile comprendere perché si sia giunti a questo livello di abiezione.

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