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Il blitz Usa non tocca le grandi Borse ma crescono quelle del Sudamerica

Né la cattura di Maduro né i dazi di Washington hanno frenato i titoli: Caracas segna +148% dal 23 dicembre. Messico da record, il Brasile rimane attraente. Gli operatori considerano l’area troppo cruciale per tutti.

Dopo il blitz Usa in Venezuela e la clamorosa «cattura» di Nicolás Maduro, i mercati non frenano: dal 23 dicembre la borsa di Caracas è salita del 148%. Reuters lega il repricing alla riapertura del dossier ristrutturazione (150-170 miliardi di debito, con la Cina esposta per 13-15), ma le sanzioni americane restano l’ostacolo tecnico che può accelerare o congelare tutto.

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Sindaco musulmano e canto del muezzin. New York è il futuro dell’Occidente vinto
Zohran Mamdani (Ansa)
Il centro di Manhattan ormai sembra una città mediorientale. L’Islam vuol uscire dalla sfera privata, i cristiani si nascondono.

È l’Occidente che aveva descritto lo scrittore Michel Houellebecq: premier islamici (Humza Yousaf, ex primo ministro di Scozia), sindaci islamici (Sadiq Khan e Zohran Mamdani, primi cittadini delle metropoli occidentali più influenti e globali, Londra e New York) e adesso nella Grande Mela è sbarcato anche il canto del muezzin diffuso con l’altoparlante. Pochi giorni fa, un video girato a Midtown, a un solo isolato dal Madison Square Garden, è diventato virale: il commento fuori onda della donna che riprende la chiamata alla preghiera (Adhan, che in arabo vuol dire annuncio), talmente ad alto volume da sovrastare il trambusto del traffico newyorkese, riassume lo sconcerto di chiunque guardi quelle immagini: «Mai nella mia vita avrei immaginato di poter ascoltare l’Adhan a New York». Soprattutto a quel volume, a dispetto delle regole che stabiliscono che i dispositivi siano impostati su livelli di decibel adeguati (fino a 10, rispetto al livello sonoro).

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 9 gennaio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 9 gennaio con Carlo Cambi

L’omicida di Aurora è un pregiudicato. Ma nel casellario risulta incensurato
Aurora Livoli. Nel fotogramma, il suo omicida catturato in un frame delle videocamere di sorveglianza (Ansa)
Surreale interrogatorio del peruviano accusato di aver abusato e poi ammazzato la diciannovenne a Milano. «L’ho strangolata, non sapevo d’averla fatta fuori. Pensavo fosse in dormiveglia». Il giallo dei precedenti spariti.

Non si conoscevano. Si sono incrociati per caso su una banchina della linea 2 della metropolitana di Milano, stazione Cimiano. Lei, Aurora Livoli, 19 anni, gli avrebbe chiesto qualche euro per comprare le sigarette. Lui, Emilio Gabriel Valdez Velazco, 57 anni, peruviano, in carcere per rapina, ieri, durante un interrogatorio a tratti surreale e zeppo di particolari, ha confessato di averla uccisa nel condominio di via Paruta.

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«I cittadini iraniani si libereranno da soli»
Reza Pahlavi (Getty Images)
Reza Pahlavi, figlio dell’ultimo Scià: «Rubio è il primo Segretario di Stato a capire il mio Paese. Gli ayatollah presto cadranno». Anche i Mojahiddin del popolo rilanciano: «Teheran è ormai corrotta fino al midollo, non è più in grado di soddisfare nessuno».

Il presidente statunitense Donald Trump ha più volte messo in guardia l’Iran, ventilando un possibile intervento militare nel caso in cui il regime intervenisse con violenza contro i manifestanti che da settimane protestano contro il caro vita. Le parole di Trump non sono piaciute a Teheran che ha parlato di una linea rossa da non superare e il Maggior Generale Amir Hatami, capo delle Forze armate degli Ayatollah, ha minacciato un’azione militare preventiva contro infrastrutture americane presenti in Medio Oriente.

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