L’Italia e l’Iniziativa dei Tre Mari: un convegno alla Camera
L'apertura del forum dell'iniziativa Tre Mari a Bucarest dello scorso 7 settembre (Ansa)

Il rafforzamento delle relazioni transatlantiche passa anche attraverso l’Iniziativa dei Tre Mari. È questo il senso del convegno The Three Seas Initiative and Italy, organizzato dal Centro Studi Machiavelli in partnership con il think tank statunitense Heritage Foundation. L’evento si terrà oggi, alle ore 15, presso la Sala Matteotti di Palazzo Theodoli-Bianchelli della Camera dei deputati, in Piazza del Parlamento 19.

La tempistica del convegno è quantomai opportuna. Giorgia Meloni ha lasciato chiaramente intendere di non avere intenzione di rinnovare il controverso memorandum d’intesa sulla Nuova via della seta: una decisione che potrebbe innescare delle ritorsioni da parte di Pechino sul piano politico ed economico-commerciale. Non è d’altronde un caso che il presidente del Consiglio, negli scorsi mesi, abbia rinsaldato i rapporti di Roma con Washington e Nuova Delhi.

Ebbene, proprio in quest’ottica, è possibile prendere in considerazione un eventuale ingresso dell’Italia in seno all’Iniziativa Tre Mari, anche alla luce della recentissima ammissione della Grecia nel consesso. Se Roma entrasse nel forum, potrebbe innanzitutto rafforzare i propri legami con il fianco orientale della Nato (a partire dalla Polonia). Uno scenario, questo, che rafforzerebbe il governo italiano anche in sede europea, arginando le manovre ostili dell’asse franco-tedesco.

Inoltre, l’Iniziativa Tre Mari potrebbe a sua volta contare su una maggiore influenza nel bacino del Mediterraneo: un’influenza che non si fermerebbe più al solo Mare Adriatico. Tutto questo, senza trascurare il ruolo del Middle Corridor che potrebbe collegarsi maggiormente all’Iniziativa Tre Mari, indebolendo contestualmente i propri legami con Pechino. Sotto questo aspetto, non va trascurato che l’attuale governo italiano sta rafforzando i propri legami economici con vari Paesi dell’Asia centrale.

Di tutto questo si parlerà nel corso del convegno, il cui obiettivo è duplice: rinsaldare le relazioni transatlantiche e mettere l’Europa (a partire dall’Italia) nelle condizioni di contrastare l’influenza cinese. Un’influenza che si sta facendo sempre più pressante e che, nonostante l’addio alla Nuova via della seta, continua a mettere nel mirino le nostre infrastrutture strategiche (a partire da quelle portuali). Si tratta di un nodo geopolitico rilevante, a cui è necessario prestare la massima attenzione.

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