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Occhi sul sistema di frenata del tram

Occhi sul sistema di frenata del tram
I soccorsi ai feriti dell'incidente al tram di Milano del 27 febbraio (Ansa)
Proseguono le indagini sull’incidente di Milano: una tecnologia automatica avrebbe dovuto fermare il convoglio non appena il conducente avesse smesso di rispondere.

Trenta secondi. È in quell’arco di tempo che si concentra ora l’attenzione degli inquirenti della Procura di Milano, a meno di 24 ore dall’incidente che in viale Vittorio Veneto è costato la vita a due persone e ne ha coinvolte complessivamente più di 50, con decine di feriti ancora ricoverati. Il sistema di sicurezza cosiddetto «uomo morto», installato sui Tramlink (prodotti da una ditta straniera a cui è stato affidato l’appalto nel 2019 per 190 milioni di euro) è progettato per intervenire quando il conducente non è più in grado di agire sui comandi.

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Mai dire Blackout | L’IA fa alzare la bolletta energetica

L’Arabia saudita aumenta l’export di petrolio. Trump convoca le Big Tech sull’energia. Gas dall’Artico per l’Ue. Sale il petrolio, inflazione su?

Il raid chirurgico annienta figure chiave della Difesa e dei Guardiani della rivoluzione. Confermata in serata pure la morte di Khamenei: «Ritrovato il cadavere». I miliziani intanto si preparano a gestire la transizione.

Khamenei è morto. Lo ha confermato in serata un funzionario israeliano - citato sia da Channel 12 che da Sky News Arabia - secondo il quale il corpo sarebbe stato recuperato sotto le macerie del suo compound a Teheran. Il destino della Guida Suprema iraniana aveva lasciato con il fiato sospeso l’Iran, perché il futuro del regime ruota attorno alla sorte del suo leader.

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Blitz di Trump: ucciso Khamenei. Il regime iraniano è alle corde
L'ayatollah Ali Khamenei (Getty Images)
  • Usa e Israele attaccano: il corpo del leader trovato in serata. Teheran bombarda Qatar, Arabia, Emirati e Kuwait: decine di italiani bloccati. Il presidente Usa: «Posso chiuderla in pochi giorni».
  • Un primo bilancio parla di oltre 200 morti. Starmer: «Coinvolti anche jet britannici».

Lo speciale contiene due articoli.

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Centri sociali ed ex Br fanno festa. Impedirono 50 sfratti: tutti salvi
L'ex sede del centro popolare occupato «Gramigna» di Padova (Ansa)
Dopo 11 anni, reato prescritto per 75 attivisti pro occupazioni di Padova. Avevano addirittura minacciato dei non udenti, legittimi assegnatari di uno stabile. Tra gli imputati due nomi legati alle nuove Brigate rosse.

Un’organizzazione dedita all’occupazione abusiva di appartamenti ed edifici pubblici, che per anni ha imperversato a Padova e dintorni. Così almeno l’hanno definita gli uomini della Digos che hanno indagato 75 persone, accusandone alcune di associazione a delinquere, occupazione abusiva, violenza e resistenza a pubblico ufficiale. Ma il tribunale, di fronte alle accuse, ha decretato il liberi tutti: non perché i fatti non sussistano, ma in quanto il processo è arrivato troppo tardi, con una sentenza emessa 11 anni dopo l’accertamento degli abusi. I giudici perciò hanno dichiarato prescritti i reati e buonanotte ai suonatori, anzi: agli occupatori.

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