True
2022-01-24
In Italia abbiamo più di 34.000 grotte
True
Peccato per i claustrofobici: il viaggio che stiamo per fare ha a che fare con antri bui e profondi, entro i quali la storia si fa sentire strato dopo strato, stalattite su stalagmite.
L’Italia, oltre a essere Paese di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, lo è infatti anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano circa 34.000 grotte carsiche, ma il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte.
La maggior parte di quelle visitabili si sviluppa lungo Alpi e Appennini, ma anche in Sardegna. Si tratta di opere d’arte che la natura ci ha consegnato dopo milioni di anni di lavorio continuo sotto terra: sale e gallerie somigliano a quelle dei sontuosi palazzi usciti dalla fantasia degli scrittori. Stalattiti e stalagmiti, invece, richiamano le guglie di chiese e cattedrali gotiche.
Sarà per questo – nonché per il buio, il silenzio e la presenza di forme di vita misteriose – che le grotte sono spesso state devolute a riti sacri e profani. Antri dove avventurarsi scortati da un guida, perché entrare in solitaria in queste caverne dove la vita scorre tranquilla, ma sottilmente pericolosa, è come fare un viaggio nell’inconscio, oscuro alla maggior parte degli esseri umani.
Tra le grotte più belle e famose del mondo, si segnalano l’Antelope Canyon (Arizona), il Sacro Cenote dello Yucatan e le Batu Caves, in Malesia, queste ultime rese speciali dalla presenza di templi induisti raggiungibili dopo 272 scalini. Impossibile non citare anche la Grotta Benagil, in Algarve, la cui forma deve la sua bellezza all’erosione provocata negli anni dall’oceano.
Grotte di ghiaccio, di cristallo o di calcare, grotte marine, sacre o profane: tutte hanno in comune la natura da libro Fantasy. Come questo genere letterario insegna, infatti, nulla è come sembra, soprattutto qua dentro, dove una formazione calcarea sembra un mostro, un antro una bocca spalancata e una parete una massa di capelli femminili.
Ma quali sono le grotte più famose e belle d’Italia? E soprattutto, quali sono quelle visitabili? Il nostro giro parte dal Nord.
Piemonte: grotta di Bossea - Frabosa Soprana (CN)

iStock
Se si vogliono assaporare atmosfere da fiaba, si può partire da questo borgo del Cuneese. Qui si trova una delle grotte più belle d’Italia, il cui interno è simile a un canyon, grazie al lavoro di un fiume sotterraneo.
La visita è piuttosto semplice: si tratta infatti di 3 km tra andata e ritorno, durante i quali ammirare stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane. Ma la Grotta di Bossea val bene una visita anche per il contesto in cui è inserita, la Val Corsaglia, dove fare escursioni a piedi o in mountain bike.
Visitabili solo su prenotazione, chiamando i numeri:
Dormire a Frabosa Soprana e dintorni
- Stalle Lunghe Deluxe Apartments, Prato Nevoso, Via Corona Boreale, a circa 4 km da Frabosa Soprana;
- Rododendro, Piazza Dodero 15, Prato Nevoso. Appartamento con vista sulla pista da sci.
Mangiare a Frabosa Soprana e dintorni
- La Piazzetta, Via Vittorio Emanuele III, 1. Ottime sia la pizza che la birra;
- Baita delle Stelle, Via Monte Moro, 1. Vale la pena anche solo per la vista;
- RioDue PratoNevoso, Via Sirio, 13. Da provare: la polenta.
Liguria: grotte di Toirano (SV)

iStock
Estremamente suggestive per la presenza di 150 caverne, di cui solo alcune sono visitabili. Al loro interno sono state rinvenute antiche orme umane e animali. In particolare, gli speleologi hanno trovato, nella grotta della Bàsura, le ossa dell’orso delle caverne, un mammifero ormai estinto che trascorreva qui il periodo del suo letargo.
Le Grotte di Toirano riaprono il 9 febbraio.
Dormire a Toirano e dintorni
- Residence Villa Chiara, Lungomare Nazario Sauro 15, Loano (a circa 5 km da Toirano). Splendida villa e ben posizionata;
- Residence Sabrina, Via Orti Del Largo 135, Ceriale (SV): struttura fronte mare.
Mangiare a Toirano
- Il Portico, Piazza Libertà, 10: ottime la pizza e la pasta fresca;
- La Ferla, Via Provinciale, 53: bella la location in cui si trova questo agriturismo;
- Rosa dei Venti, Via Giuseppe Polla, 42: da provare i piatti di pesce.
Marche: grotte di Frasassi - Genga (AN)

iStock
Una delle grotte più grandi e famose non d’Italia, ma del mondo: le Grotte di Frasassi sono il più grande complesso ipogeo d’Europa. Qui il bianco delle formazioni calcaree si alterna al verde smeraldo del torrente Sentino.
Scoperte nel 1971, sono lunghe circa 30 km e alte 240 metri e non possono non colpire per la loro “stazza”. Non per niente, al loro interno è possibile ammirare I Giganti, un gruppo di stalagmiti alte 20 metri!
Per prenotare, basta andare sul sito Ticket One.
Dormire a Genga e dintorni
- Hotel Le Grotte, Loc. Pontebovesecco, Genga. Apprezzatissimo anche per la sua spa;
- Casa Gola della Rossa, Località Baronci Frazione San Donnino: una casa immersa nella natura.
Mangiare a Genga
- Ristorante Francesco, Via S. Vittore, 2/a, Genga. Famoso per la carne e il tartufo;
- Ristorante Bar Da Maria, Frazione Pierosara, 67. Da provare i ravioli al tartufo e la ricotta tartufo e zafferano;
- La Taverna di Frasassi, Frazione S. Vittore, 1. Specialità: il gelato al Pecorino.
Puglia: grotte di Castellana (BA)

iStock
Colonne, cristalli, stalattiti e stalagmiti si dipanano lungo i 3 km di queste celeberrime grotte pugliesi, che richiedono un paio d’ore per essere visitate.
La loro bellezza, che le situa nella top 10 delle grotte più visitate, è esaltata dalla posizione, proprio alle porte della Valle d’Itria. È da visitare anche l’annesso Museo Speleologico.
Per informazioni, chiamare il numero verde 800.213.976.
Dormire a Castellana e dintorni
- Hotel La Vetta Europa, Via Vito Matarrese, 33, Castellana Grotte: a soli 200 metri dalle grotte;
- Il Trullo di Nonna Enza, Contrada Termiteto 5, Castellana Grotte: dormire in un trullo è una delle esperienze da fare nella vita, prima o poi.
Mangiare a Castellana
- Non Solo Carni – Braceria Macelleria, Via Conversano, 110: per piatti di carne di ottima qualità;
- Trattoria ARCO Persio, Via Arco Persio, 13. Da provare: orecchiette salsiccia e funghi;
- Ristorante Al Pozzo, Via Polignano, 82/c. Cucina tradizionale a base di ingredienti freschi.
Sardegna: grotta di Nettuno - Alghero (SS)

iStock
Queste splendide grotte sono raggiungibili sia via terra che via mare (quest’ultima è l’opzione più comoda, visto che l’altra prevede 654 gradini per raggiungerle).
Tra le diverse attrazioni, spicca sicuramente il lago sotterraneo di acqua salata La Marmora.
Per informazioni, chiamare i numeri 3683536824 e 3317229999 o scrivere a info@grottedinettuno.it.
Dormire ad Alghero
- Las Palmas, Regione Scala Mala 18. Una bellissima struttura nelle campagne di Alghero;
- B&B Alguer, Vua Cavour, 100. Nel cuore di Alghero, offre la possibilità di fare colazione in terrazza.
Mangiare ad Alghero
- Trattoria Lo Romanì, Via Principe Umberto, 29. Da provare l’antipasto misto di mare;
- Ristorante Osteria Mandras Lentas, Via Gioberti, 34. Cucina della tradizione rivisitata;
- Boqueria, Via Cagliari, 13. Ottimi i crudi e i fritti.
Continua a leggereRiduci
Oltre a essere ricco di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, il nostro Paese lo è anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano moltissime grotte carsiche e che il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte. Ecco un viaggio da Nord a Sud alla scoperta delle più caratteristiche: dalla grotta di Bossea in Piemonte fino a quelle di Frasassi nelle Marche. Peccato per i claustrofobici: il viaggio che stiamo per fare ha a che fare con antri bui e profondi, entro i quali la storia si fa sentire strato dopo strato, stalattite su stalagmite. L’Italia, oltre a essere Paese di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, lo è infatti anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano circa 34.000 grotte carsiche, ma il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte. La maggior parte di quelle visitabili si sviluppa lungo Alpi e Appennini, ma anche in Sardegna. Si tratta di opere d’arte che la natura ci ha consegnato dopo milioni di anni di lavorio continuo sotto terra: sale e gallerie somigliano a quelle dei sontuosi palazzi usciti dalla fantasia degli scrittori. Stalattiti e stalagmiti, invece, richiamano le guglie di chiese e cattedrali gotiche. Sarà per questo – nonché per il buio, il silenzio e la presenza di forme di vita misteriose – che le grotte sono spesso state devolute a riti sacri e profani. Antri dove avventurarsi scortati da un guida, perché entrare in solitaria in queste caverne dove la vita scorre tranquilla, ma sottilmente pericolosa, è come fare un viaggio nell’inconscio, oscuro alla maggior parte degli esseri umani. Tra le grotte più belle e famose del mondo, si segnalano l’Antelope Canyon (Arizona), il Sacro Cenote dello Yucatan e le Batu Caves, in Malesia, queste ultime rese speciali dalla presenza di templi induisti raggiungibili dopo 272 scalini. Impossibile non citare anche la Grotta Benagil, in Algarve, la cui forma deve la sua bellezza all’erosione provocata negli anni dall’oceano. Grotte di ghiaccio, di cristallo o di calcare, grotte marine, sacre o profane: tutte hanno in comune la natura da libro Fantasy. Come questo genere letterario insegna, infatti, nulla è come sembra, soprattutto qua dentro, dove una formazione calcarea sembra un mostro, un antro una bocca spalancata e una parete una massa di capelli femminili. Ma quali sono le grotte più famose e belle d’Italia? E soprattutto, quali sono quelle visitabili? Il nostro giro parte dal Nord. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="piemonte-grotta-di-bossea-frabosa-soprana-cn" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Piemonte: grotta di Bossea - Frabosa Soprana (CN) iStock Se si vogliono assaporare atmosfere da fiaba, si può partire da questo borgo del Cuneese. Qui si trova una delle grotte più belle d’Italia, il cui interno è simile a un canyon, grazie al lavoro di un fiume sotterraneo.La visita è piuttosto semplice: si tratta infatti di 3 km tra andata e ritorno, durante i quali ammirare stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane. Ma la Grotta di Bossea val bene una visita anche per il contesto in cui è inserita, la Val Corsaglia, dove fare escursioni a piedi o in mountain bike.Visitabili solo su prenotazione, chiamando i numeri:348735625034844011623332728944Dormire a Frabosa Soprana e dintorniStalle Lunghe Deluxe Apartments, Prato Nevoso, Via Corona Boreale, a circa 4 km da Frabosa Soprana;Rododendro, Piazza Dodero 15, Prato Nevoso. Appartamento con vista sulla pista da sci.Mangiare a Frabosa Soprana e dintorniLa Piazzetta, Via Vittorio Emanuele III, 1. Ottime sia la pizza che la birra;Baita delle Stelle, Via Monte Moro, 1. Vale la pena anche solo per la vista;RioDue PratoNevoso, Via Sirio, 13. Da provare: la polenta. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="liguria-grotte-di-toirano-sv" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Liguria: grotte di Toirano (SV) iStock Estremamente suggestive per la presenza di 150 caverne, di cui solo alcune sono visitabili. Al loro interno sono state rinvenute antiche orme umane e animali. In particolare, gli speleologi hanno trovato, nella grotta della Bàsura, le ossa dell’orso delle caverne, un mammifero ormai estinto che trascorreva qui il periodo del suo letargo.Le Grotte di Toirano riaprono il 9 febbraio.Dormire a Toirano e dintorniResidence Villa Chiara, Lungomare Nazario Sauro 15, Loano (a circa 5 km da Toirano). Splendida villa e ben posizionata;Residence Sabrina, Via Orti Del Largo 135, Ceriale (SV): struttura fronte mare.Mangiare a ToiranoIl Portico, Piazza Libertà, 10: ottime la pizza e la pasta fresca;La Ferla, Via Provinciale, 53: bella la location in cui si trova questo agriturismo;Rosa dei Venti, Via Giuseppe Polla, 42: da provare i piatti di pesce. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="marche-grotte-di-frasassi-genga-an" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Marche: grotte di Frasassi - Genga (AN) iStock Una delle grotte più grandi e famose non d’Italia, ma del mondo: le Grotte di Frasassi sono il più grande complesso ipogeo d’Europa. Qui il bianco delle formazioni calcaree si alterna al verde smeraldo del torrente Sentino.Scoperte nel 1971, sono lunghe circa 30 km e alte 240 metri e non possono non colpire per la loro “stazza”. Non per niente, al loro interno è possibile ammirare I Giganti, un gruppo di stalagmiti alte 20 metri!Per prenotare, basta andare sul sito Ticket One.Dormire a Genga e dintorniHotel Le Grotte, Loc. Pontebovesecco, Genga. Apprezzatissimo anche per la sua spa;Casa Gola della Rossa, Località Baronci Frazione San Donnino: una casa immersa nella natura.Mangiare a GengaRistorante Francesco, Via S. Vittore, 2/a, Genga. Famoso per la carne e il tartufo;Ristorante Bar Da Maria, Frazione Pierosara, 67. Da provare i ravioli al tartufo e la ricotta tartufo e zafferano;La Taverna di Frasassi, Frazione S. Vittore, 1. Specialità: il gelato al Pecorino. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="puglia-grotte-di-castellana-ba" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Puglia: grotte di Castellana (BA) iStock Colonne, cristalli, stalattiti e stalagmiti si dipanano lungo i 3 km di queste celeberrime grotte pugliesi, che richiedono un paio d’ore per essere visitate.La loro bellezza, che le situa nella top 10 delle grotte più visitate, è esaltata dalla posizione, proprio alle porte della Valle d’Itria. È da visitare anche l’annesso Museo Speleologico.Per informazioni, chiamare il numero verde 800.213.976.Dormire a Castellana e dintorniHotel La Vetta Europa, Via Vito Matarrese, 33, Castellana Grotte: a soli 200 metri dalle grotte;Il Trullo di Nonna Enza, Contrada Termiteto 5, Castellana Grotte: dormire in un trullo è una delle esperienze da fare nella vita, prima o poi.Mangiare a CastellanaNon Solo Carni – Braceria Macelleria, Via Conversano, 110: per piatti di carne di ottima qualità;Trattoria ARCO Persio, Via Arco Persio, 13. Da provare: orecchiette salsiccia e funghi;Ristorante Al Pozzo, Via Polignano, 82/c. Cucina tradizionale a base di ingredienti freschi. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem5" data-id="5" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=5#rebelltitem5" data-basename="sardegna-grotta-di-nettuno-alghero-ss" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Sardegna: grotta di Nettuno - Alghero (SS) iStock Queste splendide grotte sono raggiungibili sia via terra che via mare (quest’ultima è l’opzione più comoda, visto che l’altra prevede 654 gradini per raggiungerle).Tra le diverse attrazioni, spicca sicuramente il lago sotterraneo di acqua salata La Marmora.Per informazioni, chiamare i numeri 3683536824 e 3317229999 o scrivere a info@grottedinettuno.it.Dormire ad AlgheroLas Palmas, Regione Scala Mala 18. Una bellissima struttura nelle campagne di Alghero;B&B Alguer, Vua Cavour, 100. Nel cuore di Alghero, offre la possibilità di fare colazione in terrazza.Mangiare ad AlgheroTrattoria Lo Romanì, Via Principe Umberto, 29. Da provare l’antipasto misto di mare;Ristorante Osteria Mandras Lentas, Via Gioberti, 34. Cucina della tradizione rivisitata;Boqueria, Via Cagliari, 13. Ottimi i crudi e i fritti.
Jacques e Jessica Moretti con i loro avvocati (Ansa)
L’interrogatorio di oggi, a quanto risulta, ha riguardato i beni della coppia e le loro (sempre meno chiare) attività imprenditoriali, mentre un nuovo confronto sull’incendio si dovrebbe tenere domani. Ma questo è bastato per far prendere alle autorità svizzere, finalmente, la decisione di applicare per i due, accusati di omicidio colposo, lesioni e incendio colposo, le misure cautelari che i parenti delle vittime si aspettavano già da giorni. Per quanto riguarda Jaques, la procuratrice Catherine Seppey ha ritenuto che la sua nazionalità francese e le sue abitudini di spostarsi frequentemente da un luogo all’altro per affari fossero elementi sufficienti per ipotizzare che l’uomo potesse lasciare la Svizzera per tornare in patria. Soprattutto perché la Francia è un Paese che non estrada i suoi cittadini. L’uomo, al termine dell’incontro in Procura, è stato visto salire su un mezzo della polizia per essere tradotto in carcere.
La signora Moretti, invece, è uscita dagli uffici della polizia scortata dai suoi legali ed è stata mandata a casa, dove la Procura avrebbe chiesto per lei le misure domiciliari: dovrà indossare un braccialetto elettronico e presentarsi ogni tre giorni per la firma. Nell’immensa tragedia che ha stravolto la vita di tante famiglie, questo è il primo momento di riallineamento alla realtà dell’inchiesta svizzera, che fino ad oggi - anche a fronte di evidenze gravissime, dagli abusi dei gestori ai mancati controlli da parte degli enti pubblici - aveva tenuto un approccio ritenuto da molti troppo blando.
Nelle prossime 48 ore, comunque, la decisione dell’arresto e delle misure cautelari dovrà essere confermata dal giudice che si occupa, a livello cantonale, dei provvedimenti coercitivi.
Jessica, dunque, si sarebbe risparmiata il carcere in quanto - secondo alcuni media francesi - sarebbe madre di un bambino di 10 mesi (oltre a un primo figlio più grande, presente la sera dell’incendio come capo staff del locale andato a fuoco). La donna era arrivata oggi mattina a Sion, sede della procura generale del Canton Vallese, mano nella mano con Jaques, accompagnata dagli avvocati che seguono la coppia e scortata dalla polizia. I due erano entrati da una porta laterale degli uffici e lei - che la notte dell’incendio era presente a Le Constellation - con gli occhialoni scuri calati sulla faccia non aveva risposto ai giornalisti che la sollecitavano a porgere le scuse alle vittime.
Una volta uscita dall’interrogatorio, invece, trovatasi sola e con il marito in partenza per il carcere, Jessica ha parlato: «I miei pensieri costanti vanno alle vittime e alle persone che lottano tutt’oggi. È una tragedia inimmaginabile e mai avremmo pensato che potesse accadere. Si è verificata nella nostra struttura e ci tengo a chiedere scusa», ha detto, piangendo. Parole che, però, nella mente di chi vive un lutto così enorme, non riescono a cancellare l’idea che lei, quella notte davanti al fuoco che divampava, sia fuggita senza prestare soccorsi, se non addirittura con l’incasso della serata stretto tra le braccia.
Oggi, in Svizzera, era lutto nazionale e durante la cerimonia commemorativa dedicata alle vittime il consigliere di Stato del Canton Vallese, Stéphane Ganzer, ha fatto una promessa: «Adesso arriva il tempo della giustizia», ha detto. «È chiaro che avremmo potuto evitare questo dramma. Avremmo dovuto evitarlo. Ma ora la giustizia agirà in maniera rigorosa e indipendente».
Sempre oggi, il premier Giorgia Meloni, intervenendo alla usuale conferenza stampa di inizio anno, ha dichiarato: «Quello che è successo a Crans-Montana non è una disgrazia, è il risultato di troppe persone che non hanno fatto il loro lavoro o che pensavano di fare soldi facili. Ora le responsabilità devono essere individuate e perseguite». Ma torniamo, per un momento, a Jessica e al marito con due particolari che, se confermati, dicono molto della coppia, riportati dal quotidiano svizzero Inside Paradeplatz. Innanzitutto i domiciliari: la signora Moretti li passerà in un ambiente particolarmente confortevole, ossia la villa da 500 metri quadrati, di cui 147 di giardino, acquistata appena un anno fa dai due nel Comune di Lens per oltre 400.000 franchi. Per quanto riguarda Jaques, invece, sempre lo stesso quotidiano, scavando meglio sugli arresti che l’uomo in passato aveva scontato, ha scoperto che già avevano a che fare con la Svizzera. Secondo quanto riportato, infatti, Jaques, allora trentenne, abitava in un paesino francese ai confini con la Svizzera e da lì inviava giovani donne francesi a Ginevra per fare le «accompagnatrici» nelle località di lusso. Nel 2005 i francesi allertarono la polizia, ma poiché in Svizzera la prostituzione non è illegale, Jaques fu condannato in Francia a 12 mesi di carcere, dei quali ne scontò appena quattro. Intanto spuntano nuove accuse per la coppia: la notte della strage tolsero dai social video e foto del locale. A riferirlo uno dei legali delle vittime, l’avvocato Romain Jordan.
Continua a leggereRiduci
«Gomorra. Le Origini» (Sky)
Non sarebbe stato il futuro, hanno deciso infine, ma il passato a permettere loro di continuare a vivere di Gomorra e dei suoi personaggi. Così, a cinque anni dall’ultima puntata della serie televisiva, dopo un film che ha approfondito verticalmente l’esistenza di uno fra i suoi protagonisti, gli sceneggiatori hanno scelto di confezionare un prequel di Gomorra. E di farlo insieme a Roberto Saviano. La storia, infatti, è frutto di un guizzo estemporaneo, calato, però, all'interno del romanzo originale: riavvolgere il nastro e spiegare (o provare a) come si sia arrivati laddove tutto è cominciato, a Secondigliano e alle lotte per il potere.
Pietro Savastano, allora, non boss, ma ragazzino. Gomorra: Le Origini, su Sky dalla prima serata di venerdì 9 gennaio, torna al 1977, all'anno in cui don Pietro Savastano è solo Pietro: un adolescente di strada, figlio di una famiglia indigente, di una Secondigliano povera e priva di mezzi. Sogna un futuro migliore, come gli amici che lo circondano. Ma questo futuro non sa come costruirlo, né con quali strumenti. Di lì, dunque, la scelta di accodarsi ad Angelo, detto 'a Sirena, reggente di quel pezzo di Napoli che per Savastano e i suoi amici è un tutto senza confini. Di qui, il fascino subito, l'invidia, la voglia di detenere un giorno quello stesso potere, quella stessa ricchezza.
Lo show, in sei episodi, racconta l'ascesa di don Pietro, quel don Pietro che sarebbe diventato padre di Gennaro Savastano e, dunque, motore della Gomorra vera e propria. Pare un romanzo di formazione al contrario, un romanzo di corruzione, la storia di un ragazzino che ha scelto di non scegliere, rimanendo dentro quelle storture che la prossimità gli ha insegnato a conoscere e riconoscere. Pietro Savastano, andando appresso ad Angelo, 'a Sirena, viene introdotto tra le fila della Camorra, al modus operandi della criminalità. Diventa quel che avrebbe dovuto evitare di essere. Ed è in questa sua metamorfosi che germina il seme di Gomorra, così come sette anni di messa in onda televisiva ce l'hanno raccontata.
Continua a leggereRiduci
iStock
La normativa europea ha previsto un sistema graduale: nel 2024 copertura del 40% delle emissioni prodotte, poi salita al 70% nel 2025 e al 100% quest’anno. Un report del Centro studi Confindustria Sardegna ha disegnato uno scenario degli impatti della direttiva Ets trasporto marittimo sulle imprese dell’isola. Nello studio si sottolinea che se per un verso l’imposta dovrebbe accelerare l’introduzione di «innovazioni tecnologiche in grado di fornire un contributo estremamente significativo nella transizione ecologica, per un altro, ad oggi, assistiamo a un incremento esorbitante delle tariffe delle navi a totale discapito del sistema produttivo e del mercato finale». Considerando le due tratte più battute, la Cagliari-Livorno e, viceversa, la Olbia-Livorno, nel primo caso, nel 2024 l’Ets costava 6 euro a metro lineare per mezzo imbarcato (la misura media è di 13,6 metri lineari), con un costo complessivo di 81,60 euro. Nel 2025 l’importo a metro è passato a 16 euro con un sovraccosto di 217,60 euro. Per il 2026 con l’Ets al 100% l’onere, come ipotizza Confindustria, sarà di 27,14 euro a metro lineare e una maggior spesa per mezzo imbarcato di 369,10 euro. Questi rincari si scaricano lungo la filiera fino al consumatore finale. Il sistema Ets sta portando a un aumento anche del costo dei biglietti per i passeggeri. Le compagnie di navigazione hanno inserito nei preventivi una voce specifica, spesso chiamata «Supplemento Ets» o «Eco-Surcharge». Non è una tariffa fissa, ma varia in base alla lunghezza della tratta (ad esempio, la Civitavecchia-Olbia costa meno di supplemento rispetto alla Genova-Porto Torres). Poiché nel 2026 le compagnie devono coprire il 100% delle loro emissioni l’impatto sul prezzo finale è ora più visibile. C’è una nota parzialmente positiva: l’Unione europea ha previsto una deroga (esenzione) per i contratti di Continuità Territoriale fino al 2030. Questo significa che sulle rotte soggette a oneri di servizio pubblico (quelle «statali» con tariffe agevolate per i residenti), l’aumento dovrebbe essere nullo o molto contenuto. Il problema però è che molte rotte per la Sardegna sono operate in regime di «libero mercato» (soprattutto in estate o su tratte non coperte dalla continuità). Su queste navi, il rincaro Ets viene applicato pienamente e pagato da tutti, residenti e turisti. Alcune compagnie stanno cercando di compensare questi costi viaggiando a velocità ridotta per consumare meno carburante e pagare meno tasse, allungando però i tempi di percorrenza. Le aziende sarde hanno problematiche da affrontare anche per rimanere competitive. Per chi vuole risparmiare vale la regola dei voli, ovvero prenotare prima possibile perché i last minute sono diventati sensibilmente più costosi rispetto al passato.
Confitarma, l’associazione degli armatori, ha stimato che l’impatto totale per il sistema Italia nel 2026 dagli Ets a pieno regime, supererà i 600 milioni di euro. Questo costo, avverte l’organizzazione, non può essere assorbito dagli armatori senza mettere a rischio la sopravvivenza delle rotte. È inevitabile, se ne deduce, che potrebbe essere scaricato sulle tariffe. Cifre ufficiali non ci sono.Non c’è solo l’Ets. La Fuel Eu, altro regolamento europeo per diminuire le emissioni di gas serra, crea un costo aggiuntivo in Europa nel 2025 almeno tra 250 e 300 euro a tonnellata. L’aumento dei costi dei traghetti potrebbe spingere alcune aziende a preferire il trasporto tutto su gomma, dove possibile o a delocalizzare, aumentando le emissioni. Pertanto l’imprenditoria sarda si trova a dover pagare una tassa ambientale che chi produce in Lombardia o in Francia, usando camion su strada, non deve pagare allo stesso modo, creando una disparità di mercato. Cna Fita Sardegna ha segnalato che gli aumenti incidono in modo particolare sulle piccole imprese artigiane, già penalizzate dall’assenza di economie di scala e dall’impossibilità di accedere a meccanismi di compensazione automatica.
Sulla Cagliari-Livorno il costo a metro lineare è salito recentemente a 28,50 euro, con un totale di 387,60 euro per semirimorchio. Confrontando i dati con l’ultimo trimestre del 2025, la crescita arriva al 50%. La tratta Olbia-Livorno registra 23,60 euro a metro lineare, con un incremento del 43% rispetto al trimestre precedente. Le tariffe rischiano di rendere insostenibile la logistica per le aziende e c’è il pericolo di una stangata sui prezzi dei beni che viaggiano via mare.Intanto i marittimi respingono l’idea che questi aumenti abbiano a che fare con il costo del lavoro. «Sulle navi si naviga con equipaggi sempre più ridotti», spiegano, «spesso al limite della sicurezza. Non solo non beneficiamo di questi rincari, ma ne subiamo le conseguenze». Secondo i rappresentanti dei lavoratori del mare, negli ultimi anni le compagnie hanno puntato al contenimento dei costi comprimendo il personale. «Si parla di sostenibilità ambientale, ma non di sostenibilità sociale», sottolineano.
Continua a leggereRiduci
Ecco #DimmiLaVerità del 9 gennaio 2026. Il costituzionalista Stefano Ceccanti, ex parlamentare Pd, spiega le ragioni del comitato La Sinistra che vota Si al referendum sulla giustizia.