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2022-01-24
In Italia abbiamo più di 34.000 grotte
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Peccato per i claustrofobici: il viaggio che stiamo per fare ha a che fare con antri bui e profondi, entro i quali la storia si fa sentire strato dopo strato, stalattite su stalagmite.
L’Italia, oltre a essere Paese di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, lo è infatti anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano circa 34.000 grotte carsiche, ma il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte.
La maggior parte di quelle visitabili si sviluppa lungo Alpi e Appennini, ma anche in Sardegna. Si tratta di opere d’arte che la natura ci ha consegnato dopo milioni di anni di lavorio continuo sotto terra: sale e gallerie somigliano a quelle dei sontuosi palazzi usciti dalla fantasia degli scrittori. Stalattiti e stalagmiti, invece, richiamano le guglie di chiese e cattedrali gotiche.
Sarà per questo – nonché per il buio, il silenzio e la presenza di forme di vita misteriose – che le grotte sono spesso state devolute a riti sacri e profani. Antri dove avventurarsi scortati da un guida, perché entrare in solitaria in queste caverne dove la vita scorre tranquilla, ma sottilmente pericolosa, è come fare un viaggio nell’inconscio, oscuro alla maggior parte degli esseri umani.
Tra le grotte più belle e famose del mondo, si segnalano l’Antelope Canyon (Arizona), il Sacro Cenote dello Yucatan e le Batu Caves, in Malesia, queste ultime rese speciali dalla presenza di templi induisti raggiungibili dopo 272 scalini. Impossibile non citare anche la Grotta Benagil, in Algarve, la cui forma deve la sua bellezza all’erosione provocata negli anni dall’oceano.
Grotte di ghiaccio, di cristallo o di calcare, grotte marine, sacre o profane: tutte hanno in comune la natura da libro Fantasy. Come questo genere letterario insegna, infatti, nulla è come sembra, soprattutto qua dentro, dove una formazione calcarea sembra un mostro, un antro una bocca spalancata e una parete una massa di capelli femminili.
Ma quali sono le grotte più famose e belle d’Italia? E soprattutto, quali sono quelle visitabili? Il nostro giro parte dal Nord.
Piemonte: grotta di Bossea - Frabosa Soprana (CN)

iStock
Se si vogliono assaporare atmosfere da fiaba, si può partire da questo borgo del Cuneese. Qui si trova una delle grotte più belle d’Italia, il cui interno è simile a un canyon, grazie al lavoro di un fiume sotterraneo.
La visita è piuttosto semplice: si tratta infatti di 3 km tra andata e ritorno, durante i quali ammirare stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane. Ma la Grotta di Bossea val bene una visita anche per il contesto in cui è inserita, la Val Corsaglia, dove fare escursioni a piedi o in mountain bike.
Visitabili solo su prenotazione, chiamando i numeri:
Dormire a Frabosa Soprana e dintorni
- Stalle Lunghe Deluxe Apartments, Prato Nevoso, Via Corona Boreale, a circa 4 km da Frabosa Soprana;
- Rododendro, Piazza Dodero 15, Prato Nevoso. Appartamento con vista sulla pista da sci.
Mangiare a Frabosa Soprana e dintorni
- La Piazzetta, Via Vittorio Emanuele III, 1. Ottime sia la pizza che la birra;
- Baita delle Stelle, Via Monte Moro, 1. Vale la pena anche solo per la vista;
- RioDue PratoNevoso, Via Sirio, 13. Da provare: la polenta.
Liguria: grotte di Toirano (SV)

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Estremamente suggestive per la presenza di 150 caverne, di cui solo alcune sono visitabili. Al loro interno sono state rinvenute antiche orme umane e animali. In particolare, gli speleologi hanno trovato, nella grotta della Bàsura, le ossa dell’orso delle caverne, un mammifero ormai estinto che trascorreva qui il periodo del suo letargo.
Le Grotte di Toirano riaprono il 9 febbraio.
Dormire a Toirano e dintorni
- Residence Villa Chiara, Lungomare Nazario Sauro 15, Loano (a circa 5 km da Toirano). Splendida villa e ben posizionata;
- Residence Sabrina, Via Orti Del Largo 135, Ceriale (SV): struttura fronte mare.
Mangiare a Toirano
- Il Portico, Piazza Libertà, 10: ottime la pizza e la pasta fresca;
- La Ferla, Via Provinciale, 53: bella la location in cui si trova questo agriturismo;
- Rosa dei Venti, Via Giuseppe Polla, 42: da provare i piatti di pesce.
Marche: grotte di Frasassi - Genga (AN)

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Una delle grotte più grandi e famose non d’Italia, ma del mondo: le Grotte di Frasassi sono il più grande complesso ipogeo d’Europa. Qui il bianco delle formazioni calcaree si alterna al verde smeraldo del torrente Sentino.
Scoperte nel 1971, sono lunghe circa 30 km e alte 240 metri e non possono non colpire per la loro “stazza”. Non per niente, al loro interno è possibile ammirare I Giganti, un gruppo di stalagmiti alte 20 metri!
Per prenotare, basta andare sul sito Ticket One.
Dormire a Genga e dintorni
- Hotel Le Grotte, Loc. Pontebovesecco, Genga. Apprezzatissimo anche per la sua spa;
- Casa Gola della Rossa, Località Baronci Frazione San Donnino: una casa immersa nella natura.
Mangiare a Genga
- Ristorante Francesco, Via S. Vittore, 2/a, Genga. Famoso per la carne e il tartufo;
- Ristorante Bar Da Maria, Frazione Pierosara, 67. Da provare i ravioli al tartufo e la ricotta tartufo e zafferano;
- La Taverna di Frasassi, Frazione S. Vittore, 1. Specialità: il gelato al Pecorino.
Puglia: grotte di Castellana (BA)

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Colonne, cristalli, stalattiti e stalagmiti si dipanano lungo i 3 km di queste celeberrime grotte pugliesi, che richiedono un paio d’ore per essere visitate.
La loro bellezza, che le situa nella top 10 delle grotte più visitate, è esaltata dalla posizione, proprio alle porte della Valle d’Itria. È da visitare anche l’annesso Museo Speleologico.
Per informazioni, chiamare il numero verde 800.213.976.
Dormire a Castellana e dintorni
- Hotel La Vetta Europa, Via Vito Matarrese, 33, Castellana Grotte: a soli 200 metri dalle grotte;
- Il Trullo di Nonna Enza, Contrada Termiteto 5, Castellana Grotte: dormire in un trullo è una delle esperienze da fare nella vita, prima o poi.
Mangiare a Castellana
- Non Solo Carni – Braceria Macelleria, Via Conversano, 110: per piatti di carne di ottima qualità;
- Trattoria ARCO Persio, Via Arco Persio, 13. Da provare: orecchiette salsiccia e funghi;
- Ristorante Al Pozzo, Via Polignano, 82/c. Cucina tradizionale a base di ingredienti freschi.
Sardegna: grotta di Nettuno - Alghero (SS)

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Queste splendide grotte sono raggiungibili sia via terra che via mare (quest’ultima è l’opzione più comoda, visto che l’altra prevede 654 gradini per raggiungerle).
Tra le diverse attrazioni, spicca sicuramente il lago sotterraneo di acqua salata La Marmora.
Per informazioni, chiamare i numeri 3683536824 e 3317229999 o scrivere a info@grottedinettuno.it.
Dormire ad Alghero
- Las Palmas, Regione Scala Mala 18. Una bellissima struttura nelle campagne di Alghero;
- B&B Alguer, Vua Cavour, 100. Nel cuore di Alghero, offre la possibilità di fare colazione in terrazza.
Mangiare ad Alghero
- Trattoria Lo Romanì, Via Principe Umberto, 29. Da provare l’antipasto misto di mare;
- Ristorante Osteria Mandras Lentas, Via Gioberti, 34. Cucina della tradizione rivisitata;
- Boqueria, Via Cagliari, 13. Ottimi i crudi e i fritti.
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Oltre a essere ricco di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, il nostro Paese lo è anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano moltissime grotte carsiche e che il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte. Ecco un viaggio da Nord a Sud alla scoperta delle più caratteristiche: dalla grotta di Bossea in Piemonte fino a quelle di Frasassi nelle Marche. Peccato per i claustrofobici: il viaggio che stiamo per fare ha a che fare con antri bui e profondi, entro i quali la storia si fa sentire strato dopo strato, stalattite su stalagmite. L’Italia, oltre a essere Paese di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, lo è infatti anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano circa 34.000 grotte carsiche, ma il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte. La maggior parte di quelle visitabili si sviluppa lungo Alpi e Appennini, ma anche in Sardegna. Si tratta di opere d’arte che la natura ci ha consegnato dopo milioni di anni di lavorio continuo sotto terra: sale e gallerie somigliano a quelle dei sontuosi palazzi usciti dalla fantasia degli scrittori. Stalattiti e stalagmiti, invece, richiamano le guglie di chiese e cattedrali gotiche. Sarà per questo – nonché per il buio, il silenzio e la presenza di forme di vita misteriose – che le grotte sono spesso state devolute a riti sacri e profani. Antri dove avventurarsi scortati da un guida, perché entrare in solitaria in queste caverne dove la vita scorre tranquilla, ma sottilmente pericolosa, è come fare un viaggio nell’inconscio, oscuro alla maggior parte degli esseri umani. Tra le grotte più belle e famose del mondo, si segnalano l’Antelope Canyon (Arizona), il Sacro Cenote dello Yucatan e le Batu Caves, in Malesia, queste ultime rese speciali dalla presenza di templi induisti raggiungibili dopo 272 scalini. Impossibile non citare anche la Grotta Benagil, in Algarve, la cui forma deve la sua bellezza all’erosione provocata negli anni dall’oceano. Grotte di ghiaccio, di cristallo o di calcare, grotte marine, sacre o profane: tutte hanno in comune la natura da libro Fantasy. Come questo genere letterario insegna, infatti, nulla è come sembra, soprattutto qua dentro, dove una formazione calcarea sembra un mostro, un antro una bocca spalancata e una parete una massa di capelli femminili. Ma quali sono le grotte più famose e belle d’Italia? E soprattutto, quali sono quelle visitabili? Il nostro giro parte dal Nord. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="piemonte-grotta-di-bossea-frabosa-soprana-cn" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Piemonte: grotta di Bossea - Frabosa Soprana (CN) iStock Se si vogliono assaporare atmosfere da fiaba, si può partire da questo borgo del Cuneese. Qui si trova una delle grotte più belle d’Italia, il cui interno è simile a un canyon, grazie al lavoro di un fiume sotterraneo.La visita è piuttosto semplice: si tratta infatti di 3 km tra andata e ritorno, durante i quali ammirare stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane. Ma la Grotta di Bossea val bene una visita anche per il contesto in cui è inserita, la Val Corsaglia, dove fare escursioni a piedi o in mountain bike.Visitabili solo su prenotazione, chiamando i numeri:348735625034844011623332728944Dormire a Frabosa Soprana e dintorniStalle Lunghe Deluxe Apartments, Prato Nevoso, Via Corona Boreale, a circa 4 km da Frabosa Soprana;Rododendro, Piazza Dodero 15, Prato Nevoso. Appartamento con vista sulla pista da sci.Mangiare a Frabosa Soprana e dintorniLa Piazzetta, Via Vittorio Emanuele III, 1. Ottime sia la pizza che la birra;Baita delle Stelle, Via Monte Moro, 1. Vale la pena anche solo per la vista;RioDue PratoNevoso, Via Sirio, 13. Da provare: la polenta. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="liguria-grotte-di-toirano-sv" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Liguria: grotte di Toirano (SV) iStock Estremamente suggestive per la presenza di 150 caverne, di cui solo alcune sono visitabili. Al loro interno sono state rinvenute antiche orme umane e animali. In particolare, gli speleologi hanno trovato, nella grotta della Bàsura, le ossa dell’orso delle caverne, un mammifero ormai estinto che trascorreva qui il periodo del suo letargo.Le Grotte di Toirano riaprono il 9 febbraio.Dormire a Toirano e dintorniResidence Villa Chiara, Lungomare Nazario Sauro 15, Loano (a circa 5 km da Toirano). Splendida villa e ben posizionata;Residence Sabrina, Via Orti Del Largo 135, Ceriale (SV): struttura fronte mare.Mangiare a ToiranoIl Portico, Piazza Libertà, 10: ottime la pizza e la pasta fresca;La Ferla, Via Provinciale, 53: bella la location in cui si trova questo agriturismo;Rosa dei Venti, Via Giuseppe Polla, 42: da provare i piatti di pesce. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="marche-grotte-di-frasassi-genga-an" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Marche: grotte di Frasassi - Genga (AN) iStock Una delle grotte più grandi e famose non d’Italia, ma del mondo: le Grotte di Frasassi sono il più grande complesso ipogeo d’Europa. Qui il bianco delle formazioni calcaree si alterna al verde smeraldo del torrente Sentino.Scoperte nel 1971, sono lunghe circa 30 km e alte 240 metri e non possono non colpire per la loro “stazza”. Non per niente, al loro interno è possibile ammirare I Giganti, un gruppo di stalagmiti alte 20 metri!Per prenotare, basta andare sul sito Ticket One.Dormire a Genga e dintorniHotel Le Grotte, Loc. Pontebovesecco, Genga. Apprezzatissimo anche per la sua spa;Casa Gola della Rossa, Località Baronci Frazione San Donnino: una casa immersa nella natura.Mangiare a GengaRistorante Francesco, Via S. Vittore, 2/a, Genga. Famoso per la carne e il tartufo;Ristorante Bar Da Maria, Frazione Pierosara, 67. Da provare i ravioli al tartufo e la ricotta tartufo e zafferano;La Taverna di Frasassi, Frazione S. Vittore, 1. Specialità: il gelato al Pecorino. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="puglia-grotte-di-castellana-ba" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Puglia: grotte di Castellana (BA) iStock Colonne, cristalli, stalattiti e stalagmiti si dipanano lungo i 3 km di queste celeberrime grotte pugliesi, che richiedono un paio d’ore per essere visitate.La loro bellezza, che le situa nella top 10 delle grotte più visitate, è esaltata dalla posizione, proprio alle porte della Valle d’Itria. È da visitare anche l’annesso Museo Speleologico.Per informazioni, chiamare il numero verde 800.213.976.Dormire a Castellana e dintorniHotel La Vetta Europa, Via Vito Matarrese, 33, Castellana Grotte: a soli 200 metri dalle grotte;Il Trullo di Nonna Enza, Contrada Termiteto 5, Castellana Grotte: dormire in un trullo è una delle esperienze da fare nella vita, prima o poi.Mangiare a CastellanaNon Solo Carni – Braceria Macelleria, Via Conversano, 110: per piatti di carne di ottima qualità;Trattoria ARCO Persio, Via Arco Persio, 13. Da provare: orecchiette salsiccia e funghi;Ristorante Al Pozzo, Via Polignano, 82/c. Cucina tradizionale a base di ingredienti freschi. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem5" data-id="5" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=5#rebelltitem5" data-basename="sardegna-grotta-di-nettuno-alghero-ss" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Sardegna: grotta di Nettuno - Alghero (SS) iStock Queste splendide grotte sono raggiungibili sia via terra che via mare (quest’ultima è l’opzione più comoda, visto che l’altra prevede 654 gradini per raggiungerle).Tra le diverse attrazioni, spicca sicuramente il lago sotterraneo di acqua salata La Marmora.Per informazioni, chiamare i numeri 3683536824 e 3317229999 o scrivere a info@grottedinettuno.it.Dormire ad AlgheroLas Palmas, Regione Scala Mala 18. Una bellissima struttura nelle campagne di Alghero;B&B Alguer, Vua Cavour, 100. Nel cuore di Alghero, offre la possibilità di fare colazione in terrazza.Mangiare ad AlgheroTrattoria Lo Romanì, Via Principe Umberto, 29. Da provare l’antipasto misto di mare;Ristorante Osteria Mandras Lentas, Via Gioberti, 34. Cucina della tradizione rivisitata;Boqueria, Via Cagliari, 13. Ottimi i crudi e i fritti.
Donald Trump (Ansa)
Non è ancora chiaro se, in caso, i tre avrebbero un colloquio diretto o indiretto. Tuttavia, una fonte iraniana ha riferito al sito qatariota Al-Arabi Al-Jadid che il formato diretto risulterebbe al momento il più probabile. In questo quadro, Witkoff arriverà oggi nello Stato ebraico su richiesta di Benjamin Netanyahu, che vuole coordinarsi con Washington prima della ripresa delle trattative. In particolare, oltre al premier israeliano, l’inviato americano incontrerà, a Gerusalemme, anche il capo di Stato maggiore delle Idf, il generale Eyal Zamir, il quale, ieri, ha affermato che le forze israeliane si trovano attualmente in una «fase di crescente preparazione alla guerra».
Ma quali sono i nodi al centro dei negoziati in via di rilancio? Trump vuole che Teheran rinunci all’arricchimento dell’uranio, riduca sensibilmente il suo programma balistico e rompa i rapporti con i propri proxy (a partire da Hamas, Huthi ed Hezbollah). Si tratta di tre richieste rispetto a cui, almeno finora, il regime khomeinista ha puntato i piedi. Un regime che risulta tuttavia, a sua volta, internamente spaccato. Se Araghchi sta da tempo cercando di tessere una tela diplomatica per scongiurare un’azione militare statunitense contro la Repubblica islamica, i pasdaran hanno continuato a premere per la linea dura. Consapevole di questa dialettica intestina, Trump vuole usare la pressione militare per mettere Teheran con le spalle al muro e costringerla a negoziare da una posizione di debolezza. Negli ultimi giorni, Washington ha infatti schierato in Medio Oriente una decina di navi da guerra, oltreché una serie di sistemi di difesa aerea volti a neutralizzare eventuali rappresaglie iraniane. Non solo. Ieri, gli Stati Uniti hanno tenuto delle esercitazioni navali nel Mar Rosso assieme a Israele. Di contro, le esercitazioni militari che erano state annunciate dai pasdaran nello Stretto di Hormuz, secondo il Wall Street Journal, non si sarebbero più tenute: segno, questo, del fatto che (forse) la linea di Araghchi, almeno per ora, sia riuscita a imporsi.
Nel frattempo, come abbiamo visto, la Turchia punta a ritagliarsi un ruolo di primo piano nella mediazione tra Stati Uniti e Iran. Una linea, quella di Ankara, che rompe le uova nel paniere a Mosca. È infatti dall’anno scorso che Vladimir Putin si è de facto proposto come mediatore tra Washington e Teheran sul nucleare, per cercare di recuperare influenza in Medio Oriente dopo la caduta di un suo storico alleato come Bashar al Assad. Il punto è che l’iperattivismo diplomatico turco riduce i margini di manovra di Mosca. È quindi anche con l’obiettivo di guadagnare terreno che, ieri, il Cremlino si è nuovamente offerto di trasferire l’uranio arricchito iraniano in Russia. «I funzionari iraniani non hanno alcuna intenzione di trasferire scorte nucleari arricchite a nessun Paese e i negoziati non riguardano affatto tale questione», ha tuttavia affermato il vicesegretario del Consiglio supremo per la sicurezza nazionale iraniano, Ali Bagheri. Parole, queste, che difficilmente piaceranno a Trump. Così come difficilmente potranno preservare un clima disteso le dichiarazioni postate ieri su X da Ali Khamenei. «La recente sedizione è stata orchestrata dai sionisti e dagli Stati Uniti», ha tuonato l’ayatollah, sostenendo che Cia e Mossad sarebbero stati «sconfitti».
E poi emerge una questione saudita. Axios non cita infatti Riad tra gli attori diplomatici che stanno organizzando il vertice di Istanbul. Ufficialmente, l’Arabia Saudita ha sempre invocato la de-escalation e ha anche vietato agli Stati Uniti l’utilizzo delle proprie basi e del proprio spazio aereo per colpire l’Iran. Tuttavia, Axios ha rivelato che, la settimana scorsa, in un incontro a porte chiuse con dei think tank a Washington, il ministro della Difesa di Riad, Khalid bin Salman, avrebbe detto che, in caso di mancato attacco americano, Teheran si «rafforzerebbe». Domenica, il regno ha smentito lo scoop. Tuttavia non si può escludere che Mohammad bin Salman stia tenendo il piede in due scarpe. Da una parte, il principe ereditario saudita vuole mantenere la sua sponda con Ankara ma, dall’altra, teme le ambizioni nucleari di una Teheran su cui sta intanto aumentando la pressione internazionale. Ieri, infatti, Londra ha imposto sanzioni a dieci alti funzionari iraniani, mentre l’Ucraina si è unita ai Paesi che considerano i pasdaran un’organizzazione terroristica.
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Un momento degli scontri di Torino del 31 gennaio (Ansa)
In un Paese civile la sicurezza passa dalla certezza del diritto e dalla difesa della legalità, affidata alle forze dell’ordine, che mai come in questo periodo si sono sentite sotto assedio. Nel mirino di manifestanti violenti e di criminali arrivati con la lunga onda migratoria, due categorie care alla sinistra all’opposizione, che non risparmia connivenze, ambiguità, solidarietà pelose per scopi ideologici ed elettorali. Secondo un vecchio motto extraparlamentare, «gli incendi sono funzionali alla destabilizzazione». Aggiornato da Maurizio Landini: «È tempo di rivolta sociale».
Al termine di manifestazioni e operazioni di polizia, il bollettino dei tutori dell’ordine feriti e indagati supera di gran lunga quello degli incendiari, che spesso passano dal ruolo di accusati a quello di vittime del sistema. Con una conseguenza: l’immobilismo delle forze dell’ordine per non avere guai. Anche perché le regole d’ingaggio di polizia e carabinieri sono perdenti. Per gli agenti in missione vale l’articolo 53 del codice penale, secondo il quale «il pubblico ufficiale non è punibile nel momento in cui fa uso delle armi per adempiere al proprio dovere, quando è costretto dalla necessità di respingere una violenza o di vincere una resistenza». Ma abbiamo visto che per i magistrati valgono più le eccezioni delle regole.
In sintesi sono cinque.
1 Prima di agire, il poliziotto deve qualificarsi, soprattutto se è in borghese.
2 Poi deve intimare al malintenzionato di fermarsi.
3 Solo se sotto minaccia vitale può difendersi attivamente (quindi sparando).
4 In questo caso deve verificare la distanza, determinante per stabilire se ci sia o meno dolo. Oltre i 30 metri non lo è.
5 E comunque l’obiettivo dell’agente è quello «non di uccidere ma di rendere la minaccia inoffensiva».
Quindi dovrebbe sparare in aria mentre l’altro mira alla figura. È l’unico modo per vedersi garantita, da defunto, la legittima difesa. Nella concitazione di un’azione anticrimine, neppure Superman dotato di bindella sarebbe in grado di rispettare alla lettera le disposizioni.
Ancora più difficile, per le forze dell’ordine, è muoversi in sicurezza in caso di guerriglia urbana premeditata, organizzata e coordinata come quella di Askatasuna a Torino, dove pietre, bottiglie, oggetti contundenti, fumogeni, martelli, spranghe, trasformano le strade di una città inerme in un campo di battaglia. I corpi speciali antisommossa possono muoversi solo dopo essere stati aggrediti e devono sottostare a due principi fumosi: «Agire a scopo difensivo» e «reagire secondo proporzionalità». In teoria dovrebbero contare i teppisti prima di muoversi chiedendo loro il permesso.
Sono regole confuse e obsolete, da modernizzare a difesa di chi ci difende. Il Testo unico di Pubblica sicurezza, risalente agli anni Trenta del secolo scorso, ne prevede anche un paio folcloristiche come il «discioglimento delle manifestazioni annunciato da tre distinte intimazioni, precedute da uno squillo di tromba». O ancora: «Il funzionario di P.S., ove non indossi l’uniforme di servizio, deve mettersi ad armacollo la sciarpa tricolore». Dissuasione cromatica, la preferita da Elly Schlein.
Il retaggio giustificazionista è figlio di una vicenda storica. L’uovo del serpente fu covato 25 anni fa a Genova, durante il G8, quando tre giorni di vergogna gruppettara con la città messa a ferro e fuoco dai black bloc - parola di testimone - vennero trasformati da una narrazione turbo-progressista e irresponsabile (al governo c’era il nemico pubblico numero uno Silvio Berlusconi) in una «macelleria messicana». Gli eccessi polizieschi nella scuola Diaz furono un boomerang ma in molti fecero finta di dimenticarsi che arrivarono dopo un weekend di terrore, in cui Disobbedienti, Tute bianche e Black bloc si erano dati appuntamento per sfondare la zona rossa, fomentare disordini, distruggere tutto nel nome della rivoluzione proletaria.
«Non lavate questo sangue», scrivevano campioni di giornalismo con l’eskimo incorporato. E gruppi parlamentari che da sempre fiancheggiano col silenzio l’ultrasinistra violenta riuscirono a dedicare in Senato un’aula a Carlo Giuliani, un povero ragazzo sopraffatto dall’ideologia e ucciso mentre tentava di sfondare il cranio con un estintore a un carabiniere intrappolato dagli estremisti. Ora il sangue è quello di chi protegge le libertà democratiche dei cittadini, ma non sembra rosso uguale. Un reportage del Manifesto sui fatti di Torino teorizzava che gli aggressori «picchiavano il celerino perché lui aveva picchiato loro». Era uno scontro fra curve ultrà. Che altro?
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Angelo Bonelli e Giuseppe Conte (Ansa)
Meloni post vertice coglie anche l’occasione per rispondere al rilievo sollevato dal segretario dem Elly Schlein che, condannando i fatti di Torino, non ha mancato di metterci un però: «Le forze dell’ordine sono un patrimonio dello Stato, non una questione di parte. Per questo siamo preoccupati dalle strumentalizzazioni di queste ore». Schein ha poi detto di aver chiamato il presidente del Consiglio per un appello all’unità. E Meloni risponde, andando oltre le semplici parole e rivolgendo all’opposizione un appello a una collaborazione istituzionale. Tradotto: i capigruppo di maggioranza hanno ricevuto mandato di proporre a quelli di opposizione la presentazione di una risoluzione unitaria in tema di sicurezza che potrebbe essere votata già questa settimana in occasione delle relazioni del ministro Piantedosi. Insomma il messaggio del governo è chiaro: vi proponiamo di votare una risoluzione che intervenga subito per risolvere il problema sicurezza e vediamo chi ci sta. È il momento di uscire allo scoperto, secondo il governo.
Dalle opposizioni Schlein tace, ma risponde il leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte: «Il governo adesso vuole davvero ascoltare le nostre proposte? È davvero disponibile a fare le cose con serietà e responsabilità senza approfittare del singolo episodio per tattiche strumentali? Se sì, noi ci stiamo e siamo disponibili a verificarlo. Siamo pronti a condividere subito una risoluzione che impegni il governo a dare le risposte che fin qui non ci sono state», spiega il leader pentastellato elencando poi una serie di proposte che poco hanno a che fare con la sicurezza delle piazze o degli agenti che fanno il proprio lavoro come la «perseguibilità d’ufficio per reati odiosi che creano allarme sociale». Difficile trovare un’espressione più vaga di questa. Per il Partito democratico parla Piero De Luca che già, come prevedibile, comincia ad agitare la Costituzione. «Se ci sono altre norme da mettere in campo, ragioniamo insieme, ma insieme davvero, considerando che finora il governo ha approvato vari decreti, reati e pene che si sono rivelati inadeguati. Il tutto con un’unica precisazione per noi decisiva: mettere in campo ciò che serve per deterrenza, prevenzione e repressione, senza però limitare o reprimere diritti costituzionali come l’esercizio della manifestazione del pensiero, della libera espressione delle proprie idee, anche se in dissenso col governo, quando sono pacifiche, corrette e civili. Perché questo è un limite che non va toccato e non va superato dal nostro Paese. Guai a comprimere i diritti costituzionali».
La strategia è già servita ed è sempre la stessa, con la solita complicità del Colle: se una norma non piace si tira in campo il tema della costituzionalità e dei diritti fondamentali.
La reazione del leader di Avs, Angelo Bonelli è scomposta e si può definire negazionista: «Nessuno conosce la risoluzione unitaria. Non è stata presentata e quindi non esiste» e sottolinea: «di proposte sulla sicurezza ne abbiamo fatte tante a partire dalla legge finanziaria per chiedere l’aumento degli organici di polizia, per aumentare e potenziare la prevenzione nei sistemi di investigazione. Il punto è che non devono usare la questione della sicurezza come elemento di strumentalizzazione politica perché tutte le nostre proposte sono state bocciate». In sintesi l’originale proposta di Avs è quella di chiedere più soldi per le forze dell’ordine.
Per il collega Nicola Fratoianni la proposta del governo «è una scatola vuota. Però, le modalità segnalano, quantomeno, un qualche elemento di stranezza: non era ancora capitato che una nota di Palazzo Chigi dicesse al Parlamento cosa fare. Discuteremo con le altre opposizioni. Ma in calendario c’è una informativa, che non richiede una risoluzione». E poi anche lui ribadisce: «difficile commentare ciò che non esiste». Per Riccardo Magi, +Europa, la richiesta della premier «pare un modo per avere un avallo preventivo a norme che il governo ha già annunciato. Un pacchetto sicurezza sui cui contenuti noi non siamo d’accordo», ha spiegato, evidenziando che «se Meloni vuole scrivere che Piantedosi ha fallito la gestione dell’ordine pubblico e che si condannano le violenze allora va bene. Sennò sembra un ricatto».
Nel frattempo la narrazione a sinistra prosegue e punta ancora sulla «strumentalizzazione».
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