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2022-01-24
In Italia abbiamo più di 34.000 grotte
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Peccato per i claustrofobici: il viaggio che stiamo per fare ha a che fare con antri bui e profondi, entro i quali la storia si fa sentire strato dopo strato, stalattite su stalagmite.
L’Italia, oltre a essere Paese di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, lo è infatti anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano circa 34.000 grotte carsiche, ma il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte.
La maggior parte di quelle visitabili si sviluppa lungo Alpi e Appennini, ma anche in Sardegna. Si tratta di opere d’arte che la natura ci ha consegnato dopo milioni di anni di lavorio continuo sotto terra: sale e gallerie somigliano a quelle dei sontuosi palazzi usciti dalla fantasia degli scrittori. Stalattiti e stalagmiti, invece, richiamano le guglie di chiese e cattedrali gotiche.
Sarà per questo – nonché per il buio, il silenzio e la presenza di forme di vita misteriose – che le grotte sono spesso state devolute a riti sacri e profani. Antri dove avventurarsi scortati da un guida, perché entrare in solitaria in queste caverne dove la vita scorre tranquilla, ma sottilmente pericolosa, è come fare un viaggio nell’inconscio, oscuro alla maggior parte degli esseri umani.
Tra le grotte più belle e famose del mondo, si segnalano l’Antelope Canyon (Arizona), il Sacro Cenote dello Yucatan e le Batu Caves, in Malesia, queste ultime rese speciali dalla presenza di templi induisti raggiungibili dopo 272 scalini. Impossibile non citare anche la Grotta Benagil, in Algarve, la cui forma deve la sua bellezza all’erosione provocata negli anni dall’oceano.
Grotte di ghiaccio, di cristallo o di calcare, grotte marine, sacre o profane: tutte hanno in comune la natura da libro Fantasy. Come questo genere letterario insegna, infatti, nulla è come sembra, soprattutto qua dentro, dove una formazione calcarea sembra un mostro, un antro una bocca spalancata e una parete una massa di capelli femminili.
Ma quali sono le grotte più famose e belle d’Italia? E soprattutto, quali sono quelle visitabili? Il nostro giro parte dal Nord.
Piemonte: grotta di Bossea - Frabosa Soprana (CN)

iStock
Se si vogliono assaporare atmosfere da fiaba, si può partire da questo borgo del Cuneese. Qui si trova una delle grotte più belle d’Italia, il cui interno è simile a un canyon, grazie al lavoro di un fiume sotterraneo.
La visita è piuttosto semplice: si tratta infatti di 3 km tra andata e ritorno, durante i quali ammirare stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane. Ma la Grotta di Bossea val bene una visita anche per il contesto in cui è inserita, la Val Corsaglia, dove fare escursioni a piedi o in mountain bike.
Visitabili solo su prenotazione, chiamando i numeri:
Dormire a Frabosa Soprana e dintorni
- Stalle Lunghe Deluxe Apartments, Prato Nevoso, Via Corona Boreale, a circa 4 km da Frabosa Soprana;
- Rododendro, Piazza Dodero 15, Prato Nevoso. Appartamento con vista sulla pista da sci.
Mangiare a Frabosa Soprana e dintorni
- La Piazzetta, Via Vittorio Emanuele III, 1. Ottime sia la pizza che la birra;
- Baita delle Stelle, Via Monte Moro, 1. Vale la pena anche solo per la vista;
- RioDue PratoNevoso, Via Sirio, 13. Da provare: la polenta.
Liguria: grotte di Toirano (SV)

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Estremamente suggestive per la presenza di 150 caverne, di cui solo alcune sono visitabili. Al loro interno sono state rinvenute antiche orme umane e animali. In particolare, gli speleologi hanno trovato, nella grotta della Bàsura, le ossa dell’orso delle caverne, un mammifero ormai estinto che trascorreva qui il periodo del suo letargo.
Le Grotte di Toirano riaprono il 9 febbraio.
Dormire a Toirano e dintorni
- Residence Villa Chiara, Lungomare Nazario Sauro 15, Loano (a circa 5 km da Toirano). Splendida villa e ben posizionata;
- Residence Sabrina, Via Orti Del Largo 135, Ceriale (SV): struttura fronte mare.
Mangiare a Toirano
- Il Portico, Piazza Libertà, 10: ottime la pizza e la pasta fresca;
- La Ferla, Via Provinciale, 53: bella la location in cui si trova questo agriturismo;
- Rosa dei Venti, Via Giuseppe Polla, 42: da provare i piatti di pesce.
Marche: grotte di Frasassi - Genga (AN)

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Una delle grotte più grandi e famose non d’Italia, ma del mondo: le Grotte di Frasassi sono il più grande complesso ipogeo d’Europa. Qui il bianco delle formazioni calcaree si alterna al verde smeraldo del torrente Sentino.
Scoperte nel 1971, sono lunghe circa 30 km e alte 240 metri e non possono non colpire per la loro “stazza”. Non per niente, al loro interno è possibile ammirare I Giganti, un gruppo di stalagmiti alte 20 metri!
Per prenotare, basta andare sul sito Ticket One.
Dormire a Genga e dintorni
- Hotel Le Grotte, Loc. Pontebovesecco, Genga. Apprezzatissimo anche per la sua spa;
- Casa Gola della Rossa, Località Baronci Frazione San Donnino: una casa immersa nella natura.
Mangiare a Genga
- Ristorante Francesco, Via S. Vittore, 2/a, Genga. Famoso per la carne e il tartufo;
- Ristorante Bar Da Maria, Frazione Pierosara, 67. Da provare i ravioli al tartufo e la ricotta tartufo e zafferano;
- La Taverna di Frasassi, Frazione S. Vittore, 1. Specialità: il gelato al Pecorino.
Puglia: grotte di Castellana (BA)

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Colonne, cristalli, stalattiti e stalagmiti si dipanano lungo i 3 km di queste celeberrime grotte pugliesi, che richiedono un paio d’ore per essere visitate.
La loro bellezza, che le situa nella top 10 delle grotte più visitate, è esaltata dalla posizione, proprio alle porte della Valle d’Itria. È da visitare anche l’annesso Museo Speleologico.
Per informazioni, chiamare il numero verde 800.213.976.
Dormire a Castellana e dintorni
- Hotel La Vetta Europa, Via Vito Matarrese, 33, Castellana Grotte: a soli 200 metri dalle grotte;
- Il Trullo di Nonna Enza, Contrada Termiteto 5, Castellana Grotte: dormire in un trullo è una delle esperienze da fare nella vita, prima o poi.
Mangiare a Castellana
- Non Solo Carni – Braceria Macelleria, Via Conversano, 110: per piatti di carne di ottima qualità;
- Trattoria ARCO Persio, Via Arco Persio, 13. Da provare: orecchiette salsiccia e funghi;
- Ristorante Al Pozzo, Via Polignano, 82/c. Cucina tradizionale a base di ingredienti freschi.
Sardegna: grotta di Nettuno - Alghero (SS)

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Queste splendide grotte sono raggiungibili sia via terra che via mare (quest’ultima è l’opzione più comoda, visto che l’altra prevede 654 gradini per raggiungerle).
Tra le diverse attrazioni, spicca sicuramente il lago sotterraneo di acqua salata La Marmora.
Per informazioni, chiamare i numeri 3683536824 e 3317229999 o scrivere a info@grottedinettuno.it.
Dormire ad Alghero
- Las Palmas, Regione Scala Mala 18. Una bellissima struttura nelle campagne di Alghero;
- B&B Alguer, Vua Cavour, 100. Nel cuore di Alghero, offre la possibilità di fare colazione in terrazza.
Mangiare ad Alghero
- Trattoria Lo Romanì, Via Principe Umberto, 29. Da provare l’antipasto misto di mare;
- Ristorante Osteria Mandras Lentas, Via Gioberti, 34. Cucina della tradizione rivisitata;
- Boqueria, Via Cagliari, 13. Ottimi i crudi e i fritti.
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Oltre a essere ricco di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, il nostro Paese lo è anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano moltissime grotte carsiche e che il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte. Ecco un viaggio da Nord a Sud alla scoperta delle più caratteristiche: dalla grotta di Bossea in Piemonte fino a quelle di Frasassi nelle Marche. Peccato per i claustrofobici: il viaggio che stiamo per fare ha a che fare con antri bui e profondi, entro i quali la storia si fa sentire strato dopo strato, stalattite su stalagmite. L’Italia, oltre a essere Paese di grandi bellezze naturalistiche sulla terraferma, lo è infatti anche nelle sue viscere. Pochi sanno che da noi si contano circa 34.000 grotte carsiche, ma il numero è destinato a salire se si sommano quelle non censite a quelle non ancora scoperte. La maggior parte di quelle visitabili si sviluppa lungo Alpi e Appennini, ma anche in Sardegna. Si tratta di opere d’arte che la natura ci ha consegnato dopo milioni di anni di lavorio continuo sotto terra: sale e gallerie somigliano a quelle dei sontuosi palazzi usciti dalla fantasia degli scrittori. Stalattiti e stalagmiti, invece, richiamano le guglie di chiese e cattedrali gotiche. Sarà per questo – nonché per il buio, il silenzio e la presenza di forme di vita misteriose – che le grotte sono spesso state devolute a riti sacri e profani. Antri dove avventurarsi scortati da un guida, perché entrare in solitaria in queste caverne dove la vita scorre tranquilla, ma sottilmente pericolosa, è come fare un viaggio nell’inconscio, oscuro alla maggior parte degli esseri umani. Tra le grotte più belle e famose del mondo, si segnalano l’Antelope Canyon (Arizona), il Sacro Cenote dello Yucatan e le Batu Caves, in Malesia, queste ultime rese speciali dalla presenza di templi induisti raggiungibili dopo 272 scalini. Impossibile non citare anche la Grotta Benagil, in Algarve, la cui forma deve la sua bellezza all’erosione provocata negli anni dall’oceano. Grotte di ghiaccio, di cristallo o di calcare, grotte marine, sacre o profane: tutte hanno in comune la natura da libro Fantasy. Come questo genere letterario insegna, infatti, nulla è come sembra, soprattutto qua dentro, dove una formazione calcarea sembra un mostro, un antro una bocca spalancata e una parete una massa di capelli femminili. Ma quali sono le grotte più famose e belle d’Italia? E soprattutto, quali sono quelle visitabili? Il nostro giro parte dal Nord. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="piemonte-grotta-di-bossea-frabosa-soprana-cn" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Piemonte: grotta di Bossea - Frabosa Soprana (CN) iStock Se si vogliono assaporare atmosfere da fiaba, si può partire da questo borgo del Cuneese. Qui si trova una delle grotte più belle d’Italia, il cui interno è simile a un canyon, grazie al lavoro di un fiume sotterraneo.La visita è piuttosto semplice: si tratta infatti di 3 km tra andata e ritorno, durante i quali ammirare stalattiti e stalagmiti dalle forme più strane. Ma la Grotta di Bossea val bene una visita anche per il contesto in cui è inserita, la Val Corsaglia, dove fare escursioni a piedi o in mountain bike.Visitabili solo su prenotazione, chiamando i numeri:348735625034844011623332728944Dormire a Frabosa Soprana e dintorniStalle Lunghe Deluxe Apartments, Prato Nevoso, Via Corona Boreale, a circa 4 km da Frabosa Soprana;Rododendro, Piazza Dodero 15, Prato Nevoso. Appartamento con vista sulla pista da sci.Mangiare a Frabosa Soprana e dintorniLa Piazzetta, Via Vittorio Emanuele III, 1. Ottime sia la pizza che la birra;Baita delle Stelle, Via Monte Moro, 1. Vale la pena anche solo per la vista;RioDue PratoNevoso, Via Sirio, 13. Da provare: la polenta. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem2" data-id="2" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=2#rebelltitem2" data-basename="liguria-grotte-di-toirano-sv" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Liguria: grotte di Toirano (SV) iStock Estremamente suggestive per la presenza di 150 caverne, di cui solo alcune sono visitabili. Al loro interno sono state rinvenute antiche orme umane e animali. In particolare, gli speleologi hanno trovato, nella grotta della Bàsura, le ossa dell’orso delle caverne, un mammifero ormai estinto che trascorreva qui il periodo del suo letargo.Le Grotte di Toirano riaprono il 9 febbraio.Dormire a Toirano e dintorniResidence Villa Chiara, Lungomare Nazario Sauro 15, Loano (a circa 5 km da Toirano). Splendida villa e ben posizionata;Residence Sabrina, Via Orti Del Largo 135, Ceriale (SV): struttura fronte mare.Mangiare a ToiranoIl Portico, Piazza Libertà, 10: ottime la pizza e la pasta fresca;La Ferla, Via Provinciale, 53: bella la location in cui si trova questo agriturismo;Rosa dei Venti, Via Giuseppe Polla, 42: da provare i piatti di pesce. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem3" data-id="3" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=3#rebelltitem3" data-basename="marche-grotte-di-frasassi-genga-an" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Marche: grotte di Frasassi - Genga (AN) iStock Una delle grotte più grandi e famose non d’Italia, ma del mondo: le Grotte di Frasassi sono il più grande complesso ipogeo d’Europa. Qui il bianco delle formazioni calcaree si alterna al verde smeraldo del torrente Sentino.Scoperte nel 1971, sono lunghe circa 30 km e alte 240 metri e non possono non colpire per la loro “stazza”. Non per niente, al loro interno è possibile ammirare I Giganti, un gruppo di stalagmiti alte 20 metri!Per prenotare, basta andare sul sito Ticket One.Dormire a Genga e dintorniHotel Le Grotte, Loc. Pontebovesecco, Genga. Apprezzatissimo anche per la sua spa;Casa Gola della Rossa, Località Baronci Frazione San Donnino: una casa immersa nella natura.Mangiare a GengaRistorante Francesco, Via S. Vittore, 2/a, Genga. Famoso per la carne e il tartufo;Ristorante Bar Da Maria, Frazione Pierosara, 67. Da provare i ravioli al tartufo e la ricotta tartufo e zafferano;La Taverna di Frasassi, Frazione S. Vittore, 1. Specialità: il gelato al Pecorino. <div class="rebellt-item col2" id="rebelltitem4" data-id="4" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=4#rebelltitem4" data-basename="puglia-grotte-di-castellana-ba" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Puglia: grotte di Castellana (BA) iStock Colonne, cristalli, stalattiti e stalagmiti si dipanano lungo i 3 km di queste celeberrime grotte pugliesi, che richiedono un paio d’ore per essere visitate.La loro bellezza, che le situa nella top 10 delle grotte più visitate, è esaltata dalla posizione, proprio alle porte della Valle d’Itria. È da visitare anche l’annesso Museo Speleologico.Per informazioni, chiamare il numero verde 800.213.976.Dormire a Castellana e dintorniHotel La Vetta Europa, Via Vito Matarrese, 33, Castellana Grotte: a soli 200 metri dalle grotte;Il Trullo di Nonna Enza, Contrada Termiteto 5, Castellana Grotte: dormire in un trullo è una delle esperienze da fare nella vita, prima o poi.Mangiare a CastellanaNon Solo Carni – Braceria Macelleria, Via Conversano, 110: per piatti di carne di ottima qualità;Trattoria ARCO Persio, Via Arco Persio, 13. Da provare: orecchiette salsiccia e funghi;Ristorante Al Pozzo, Via Polignano, 82/c. Cucina tradizionale a base di ingredienti freschi. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem5" data-id="5" data-reload-ads="false" data-is-image="True" data-href="https://www.laverita.info/in-italia-abbiamo-piu-di-34-000-grotte-2656469246.html?rebelltitem=5#rebelltitem5" data-basename="sardegna-grotta-di-nettuno-alghero-ss" data-post-id="2656469246" data-published-at="1643045623" data-use-pagination="False"> Sardegna: grotta di Nettuno - Alghero (SS) iStock Queste splendide grotte sono raggiungibili sia via terra che via mare (quest’ultima è l’opzione più comoda, visto che l’altra prevede 654 gradini per raggiungerle).Tra le diverse attrazioni, spicca sicuramente il lago sotterraneo di acqua salata La Marmora.Per informazioni, chiamare i numeri 3683536824 e 3317229999 o scrivere a info@grottedinettuno.it.Dormire ad AlgheroLas Palmas, Regione Scala Mala 18. Una bellissima struttura nelle campagne di Alghero;B&B Alguer, Vua Cavour, 100. Nel cuore di Alghero, offre la possibilità di fare colazione in terrazza.Mangiare ad AlgheroTrattoria Lo Romanì, Via Principe Umberto, 29. Da provare l’antipasto misto di mare;Ristorante Osteria Mandras Lentas, Via Gioberti, 34. Cucina della tradizione rivisitata;Boqueria, Via Cagliari, 13. Ottimi i crudi e i fritti.
L'ingresso del locale Le Constellation di Crans-Montana (Ansa)
Non solo bengala e candele pirotecniche. Ma anche petardi e lanciarazzi per i fuochi d’artificio. Un vero «arsenale» per i festeggiamenti accatastato nel magazzino de Le Constellation. È quanto scoperto dagli esperti dell’Istituto forense di Zurigo incaricati dalla procura di Sion. Secondo Jacques Moretti, proprietario del locale insieme alla moglie Jessica, il tutto sarebbe arrivato per iniziativa dei clienti. «Li avranno portati loro», ha detto l’imprenditore, eludendo controlli e sorveglianza. Almeno 6 lanciarazzi Thunder King, 8 petardi lupo p1, oltre a 100 fontane pirotecniche. L’ennesimo elemento fuori posto che va ad aggiungersi alle immagini dei pannelli sorretti da stecche da biliardo. E dei pacchetti di fazzoletti per puntellarli meglio. Una storia, quella degli ormai tristemente famosi strati di poliuretano che hanno preso fuoco e causato la morte di 40 persone e il ferimento di altre 116, che sembra non finire man mano che emergono dettagli che aggravano lo scenario di incuria e pressappochismo con cui si facevano le cose a Le Constellation. Dopo il fai da te di Jacques, con i pannelli acquistati in un negozio di bricolage e da lui stesso incollati al soffitto, video e chat diffusi dalla tv Svizzera Rts raccontano i tentativi di quello che in linguaggio gergale si direbbe «metterci una pezza». Il goffo tentativo di tenere la «schiuma» incollata in qualche modo almeno fino alle delle gran serate di Capodanno.
Un video di 8 secondi girato a metà dicembre e raccolto dall’avvocato Romain Jordan che assiste numerose famiglie delle vittime, mostra come i pannelli tenuti fermi dalle stecche da biliardo in certi punti sporgono verso il basso. Quindi «a portata» di bengala e scintille.
I messaggi vocali rivelano invece lo scambio di battute tra Moretti e un dipendente di nome Gaetan che gli mostra il cedimento dei pannelli. Jacques gli risponde: «Sì Gaetan, prova a toglierne uno e vedi se cade perché ho messo della schiuma che non conosco… Fammi sapere se va bene… se cade o no, se cade dovremo lasciarli lì, purtroppo». Gaetan ribatte con una serie di messaggi e video fino a che l’imprenditore chiude la conversazione con un certo grado di soddisfazione. «Ok, ne metteremo altri, grazie» e «sì, sembra abbastanza bello, togliete gli altri per favore». Un quadro desolante aggravato ora dalle dichiarazioni di un supertestimone, un fornitore coinvolto nella ristrutturazione del locale che avrebbe consigliato di installare protezioni in schiuma ignifuga che però sarebbero state respinte dai Moretti per ragioni di budget.
Intanto dalla Svizzera arriva un segnale all’Italia. Dopo il rientro a Roma per consultazioni dell’ambasciatore italiano fino a quando la Svizzera non avesse accettato l’immediata costituzione di una squadra investigativa comune, la Procura di Sion ha comunicato che le indagini congiunte tra Italia e Svizzera vedranno il via entro il fine settimana.
Un altro segnale, seppur tardivo, cerca di darlo anche il sindaco di Crans Montana Nicolas Feraud, ben 22 giorni dopo la controversa conferenza stampa del 6 gennaio in cui aveva ammesso che il comune non controllava il locale dal 2020. In un’intervista rilasciata all’agenzia di stampa svizzera Keystone-Sda il primo cittadino ha pensato bene di chiedere scusa per non essersi scusato. E di ammettere di aver sbagliato a non aver dato libero sfogo alle emozioni, tant’è che le preoccupazioni sarebbero talmente intense da non permettergli di dormire la notte e costringendolo a ricorrere ad uno psicologo. «Non mi ha disturbato» la richiesta di dimissioni della stampa italiana, ma piuttosto l’insinuazione di aver «accettato bustarelle», ha aggiunto il primo cittadino. Uno sfogo non richiesto ma probabilmente mosso dalla speranza di placare le critiche che da settimane piovono contro il Comune svizzero e la gestione delle indagini da parte del Cantone. Critiche alle quali si è aggiunto ieri anche il ministro degli Esteri Antonio Tajani a margine della cerimonia del Giorno della memoria al Quirinale. «Le indagini hanno pregiudicato i diritti dei cittadini italiani perché l’arresto è avvenuto in ritardo, loro stessi hanno detto che c’era pericolo di fuga. La reiterazione del reato purtroppo abbiamo scoperto che c’è anche quella e l’inquinamento delle prove è probabile». E poi il tema della cauzione. Troppo bassa. «Se vuoi dare un segnale non chiedi una cauzione di soli 200.000 franchi ma da 1 milione di franchi svizzeri. Sono tutte cose che lasciano sgomenti». Il problema però non sarebbe la Svizzera, ha tenuto a precisare il ministro. Bensì il Cantone che sta seguendo le indagini dov’è accaduto il disastro. «L’unica cosa che si può fare è cambiare i magistrati di Cantone, però è una richiesta che deve fare la Procura». Commenti duri ai quali non si è fatta attendere la stoccata di Berna. «Un principio fondamentale del nostro sistema democratico - ha fatto sapere una nota del Dipartimento degli Affari esteri Svizzero - è la separazione dei poteri, che attribuisce a ciascun potere dello Stato ruoli, compiti e responsabilità propri». Della serie, non si accettano lezioni. Meglio darle agli altri. Si fa per dire.
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(Esercito Italiano)
La cerimonia ha rappresentato un momento significativo nel percorso di ammodernamento della componente terrestre, sviluppato presso il CEPOLISPE, centro di riferimento per la sperimentazione e la validazione dei mezzi e dei sistemi d’arma di interesse dell’Esercito.
Il Lynx costituirà la base del «sistema di sistemi» A2CS (Army Armoured Combat System), imperniato su una flotta di Armored Infantry Fighting Vehicle (AIFV) e su piattaforme derivate. Il sistema è concepito per operare nei moderni scenari operativi e per implementare il concetto di cooperative combat, grazie a soluzioni tecnologiche di nuova generazione, elevata interoperabilità e piena integrazione dei sistemi di Comando e Controllo (C2).
Il Ministro della Difesa Guido Crosetto ha dichiarato: «La consegna del veicolo corazzato Lynx, frutto della collaborazione industriale italo-tedesca, rappresenta un passo concreto nel rafforzamento delle capacità terrestri dell’Esercito. Il CEPOLISPE svolge un ruolo centrale nel garantire che i nuovi sistemi rispondano pienamente ai requisiti operativi».
Roberto Cingolani, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Leonardo, ha sottolineato: «L’avvio delle consegne segna una tappa fondamentale del programma e conferma l’alleanza tra Leonardo e Rheinmetall come punto di riferimento per il rafforzamento della difesa nazionale e della base industriale europea».
In merito alla prima consegna, l’Amministratore Delegato di Rheinmetall, Armin Papperger, ha evidenziato: «Il Lynx stabilisce nuovi standard in termini di protezione, versatilità e scalabilità, rafforzando al contempo la cooperazione europea nel settore della difesa».
Il Capo di Stato Maggiore dell’Esercito, generale di Corpo d’Armata Carmine Masiello, ha infine aggiunto: «Con l’introduzione di questo mezzo inizia concretamente il percorso di meccanizzazione dell’Esercito. La disponibilità di tecnologie avanzate è fondamentale per affrontare le sfide operative future».
La Joint Venture LRMV ha inoltre presentato le principali caratteristiche del nuovo veicolo da combattimento, che costituirà la base tecnologica per oltre 1.000 piattaforme, articolate in diverse varianti e ruoli operativi.
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Kiro Attia, cugino di Aba, parla con onestà e lucidità dell’omicidio del ragazzo, dell’integrazione e della violenza tra i giovani. Nato in Egitto e cresciuto in Italia, ribadisce che essere italiano significa rispettare leggi e valori condivisi, denuncia un sistema giuridico troppo permissivo e invita a distinguere tra immigrazione regolare e criminalità.