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In due documenti la prova che De Raho puntava il Carroccio

In due documenti la prova che De Raho puntava il Carroccio
Federico Cafiero De Raho (Ansa)
L’ex capo della Dna inviò atti d’impulso sul partito di Salvini. Ora si giustifica, ma scorda che aveva già messo nel mirino Armando Siri.

Agli atti dell’inchiesta sulle spiate nelle banche dati investigative ai danni di esponenti del mondo della politica, delle istituzioni e non solo, che ha prodotto 56 capi d’imputazione per le 23 persone indagate, ci sono due documenti che ricostruiscono una faccenda tutta interna alla Procura nazionale antimafia sulla quale l’ex capo della Dna, Federico Cafiero De Raho, oggi parlamentare pentastellato, rischia di scivolare. Due firme, in particolare, apposte da De Raho su due comunicazioni di trasmissione di «atti d’impulso» preparati dal gruppo Sos, quello che si occupava delle segnalazioni di operazione sospette e che era guidato dal tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano (l’uomo attorno al quale ruota l’inchiesta), dimostrano una certa attenzione per il Carroccio. La Guardia di finanza, delegata dalla Procura di Roma, dove è approdato il fascicolo già costruito a Perugia da Raffaele Cantone, classifica così quei due dossier: «Nota […] del 22 novembre 2019 dal titolo “Flussi finanziari anomali riconducibili al partito politico Lega Nord”» e «nota […] dell’11 giugno 2019 intitolata “Segnalazioni bancarie sospette. Armando Siri(senatore leghista e sottosegretario fino al maggio 2019, ndr)». Due atti d’impulso, diretti, in un caso alle Procure distrettuali, nell’altro alla Dia e ad altri uffici investigativi, costruiti dal Gruppo Sos e poi trasmessi «per il tramite» del procuratore nazionale antimafia.

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Psicodramma Strega: Augias invita a separare l’opera dall’autore. E lui se ne intende...
Corrado Augias (Ansa)
Nuova puntata dello psicodramma per le presunte frasi di Michele Mari sulla Murgia: Augias, beccato a copiare, invita a distinguere opera e autore. Per risollevarlo, il premio va dato ai protagonisti delle chat «sessiste» meneghine sulla bellezza delle donne.

«Ma che, siamo in un film di Nanni Moretti, eh? Siamo in un film di Nanni Moretti?!?». Che delizia, nel film Nessuno mi può giudicare (2011), la parodia che Rocco Papaleo fa del migliore Nanni della nostra vita, citando la celebre sequenza di Ecce bombo (1978) in cui il regista romano si avventava sull’avventore di un bar urlandogli: «Ma che, siamo in un film di Alberto Sordi?».

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La guerra degli Elkann per l’eredità
John Elkann (Ansa)
Margherita Agnelli chiede un risarcimento al figlio da 1,3 milioni per danni morali. I legali di Jaki: «Nel 2004 ha accettato transazioni miliardarie, non ha legittimazioni».

È durata poco la seduta dell’udienza preliminare nell’inchiesta su presunte irregolarità fiscali maturate sulla residenza di Marella Caracciolo, vedova di Gianni Agnelli che si è svolta ieri a Torino.

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Schwazer: «Io innocente ma non mi difendo più»
Alex Schwazer (Ansa)
Terza accusa di doping per il maratoneta altoatesino Alex Schwazer, 41 anni: fermato per un controllo risultato positivo all’Epo, il campione - sospeso in via cautelare - ha tenuto una drammatica conferenza stampa: «Sono innocente ma non voglio indagare su cosa sia successo, altrimenti mi perdo».
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Orcel ritira il ricorso contro il governo. Mps guarda al Banco
L'ad di Unicredit Andrea Orcel (Ansa)
Passo indietro di Unicredit nella disputa sul Golden power dell’esecutivo. Cda dell’istituto senese sulle offerte ricevute.

Unicredit archivia il capitolo del contenzioso con il governo. Ritira il ricorso contro il Golden power che l’anno scorso ha bloccato l’offerta su Banco Bpm. La scelta segna un passo indietro evidente nella disputa legale e politica con Roma.

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