- Secondo l'ultimo report di Nomisma, quella del mercato immobiliare italiano è una situazione «inedita e potenzialmente drammatica». Come conseguenza dell'impatto del coronavirus si stimano flessioni medie comprese tra il -1,3% ed il -4% nel biennio 2020-2021.
- Un segmento in particolare rischia di pagare un prezzo elevatissimo per la crisi innescata dalla pandemia: è quello degli affitti brevi. Per la sola stagione primaverile sono previste perdite per 2 miliardi, per quella estiva si arriva a 5 miliardi.
Secondo l'ultimo report di Nomisma, quella del mercato immobiliare italiano è una situazione «inedita e potenzialmente drammatica». Come conseguenza dell'impatto del coronavirus si stimano flessioni medie comprese tra il -1,3% ed il -4% nel biennio 2020-2021.Un segmento in particolare rischia di pagare un prezzo elevatissimo per la crisi innescata dalla pandemia: è quello degli affitti brevi. Per la sola stagione primaverile sono previste perdite per 2 miliardi, per quella estiva si arriva a 5 miliardi.Lo speciale contiene due articoli.Tutti i settori produttivi stanno risentendo pesantemente della diffusione della pandemia di coronavirus, e l'immobiliare non fa eccezione: secondo l'ultimo report di Nomisma, presentato via streaming proprio a causa dell'emergenza, quella del mercato immobiliare italiano è una situazione «inedita e potenzialmente drammatica». Solo per il 2020 è prevista una perdita tra i 9,2 e i 22,1 miliardi di euro di fatturato nel settore residenziale e tra i 2,6 e i 5,8 miliardi di euro per quanto riguarda i capitali investiti nel segmento corporate. E gli strascichi si faranno sentire anche il prossimo anno: come conseguenza dell'impatto del coronavirus Nomisma stima flessioni medie comprese tra il -1,3% ed il -4% nel biennio 2020-2021. «Il nemico più pericoloso per l'economia è quello che ancora non si è manifestato: l'impoverimento che scaturirà come effetto indotto dall'inazione coatta». In questo, secondo Nomisma, un ruolo decisivo è quello della finanza, che dovrà necessariamente esercitare «un sistematico sostegno di una domanda di credito inevitabilmente più fragile».E se i contraccolpi saranno significativi per il segmento residenziale, ancora più critica, secondo Nomisma, è la situazione per gli immobili di impresa: in questo caso «il riflesso recessivo è diretto e quasi istantaneo, anche alla luce della minore disponibilità degli istituti di credito a fare concessioni in tale ambito». Più controversa appare la situazione degli investimenti immobiliari corporate (complessi cielo-terra di valore superiore a 5 milioni die uro), che avevano presentato un andamento eccezionalmente dinamico fino a poche settimane prima dello scoppio dell'epidemia di Covid-19. Nel corso del 2019 gli investimenti corporate nel comparto avevano raggiunto l'ammontare record di 12,3 miliardi di euro. Per il futuro di questo segmento è fondamentale il ruolo di Milano, che catalizza il 40% degli impieghi: e nei confronti della città locomotiva d'Italia Nomisma vede «un fattore aggiuntivo di preoccupazione in chiave prospettica». Per il report «il brusco rallentamento economico della locomotiva avrà effetti più marcati sull'immobiliare corporate del nostro Paese, rispetto a quanto sarebbe scaturito da una debolezza di entità analoga ma maggiormente diffusa».Allargando su scala globale lo sguardo sul settore non residenziale, la crisi provocata dalla pandemia di coronavirus provocherà un forte rallentamento specialmente per quanto riguarda il comparto alberghiero, i centri commerciali e i servizi di coworking. Lo sostiene un recente studio di Nuveen Real Estate, secondo cui anche le locazioni degli uffici subiranno una contrazione, per poi invertire la tendenza nella seconda parte dell'anno. Nell'immediato i titolari delle aziende saranno meno disposti a prendere in affitto nuovi spazi o ad ampliare gli esistenti, mentre in futuro le stesse aziende potrebbero realizzare di aver bisogno di spazi più piccoli. Questo perché la forza lavoro, come sperimentato durante la pandemia, potrebbe in tutto o in parte utilizzare lo smartworking, almeno a rotazione; mentre chi affitta spazi per il coworking dovrà fornire postazioni più distanziate, a causa delle nuove norme e del mutamento dell'approccio nei confronti dell'igiene e della salute.Molto negative, secondo Nuveen, le prospettive per gli spazi dedicati alle vendite al dettaglio e per quelli destinati alla ristorazione, molti dei quali, specialmente in Europa, andranno incontro al fallimento nelle prossime settimane. Nel breve termine i proprietari potrebbero mostrarsi disponibili a rinegoziare i canoni di locazione, mentre nel lungo periodo è probabile che prosegua la tendenza a prediligere gli acquisti online, penalizzando ulteriormente il settore degli spazi commerciale. Secondo il report, anche gli investimenti in questo segmento conosceranno un declino significativo, con gli investitori opportunisti che punteranno principalmente sugli asset immobiliari legati alla vendita di beni alimentari. Il settore degli immobili retail subirà pesanti conseguenze anche in Paesi come Germania, Spagna e Italia, dove finora aveva retto, mentre sono migliori le prospettive per la logistica.<div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/immobiliare-2645606852.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="il-settore-degli-affitti-brevi-e-completamente-paralizzato" data-post-id="2645606852" data-published-at="1764339477" data-use-pagination="False"> Il settore degli affitti brevi è completamente paralizzato Nell'ambito dell'immobiliare un segmento in particolare rischia di pagare un prezzo elevatissimo per la crisi innescata dalla pandemia di coronavirus: è quello degli affitti brevi, completamente fermo a causa delle misure di contenimento e alle restrizioni applicate a viaggi e movimento delle persone. La situazione è difficile a tutte le latitudini, tanto che Airbnb ha annunciato lo stanziamento di 250 milioni di dollari per supportare gli affittuari che hanno subito cancellazioni a causa della pandemia. La nuova policy, ha spiegato la società, si applicherà per tutte le prenotazioni effettuate prima del 14 marzo, cioè la data in cui l'Oms ha dichiarato la pandemia, con i check in previsti tra il 14 marzo e il 31 maggio: gli ospiti potranno cancellare e chiedere il rimborso totale, con Airbnb che pagherà agli affittuari il 25% di quanto avrebbero dovuto realizzare con la prenotazione.In Italia, Paese a forte vocazione turistica, l'impatto dell'epidemia sugli affitti brevi rischia di essere devastante. La serrata imposta dal governo con il decreto dell'11 marzo scorso ha bloccato completamente un settore già travolto dalle disdette. Secondo le stime di Mario Breglia, presidente di Scenari Immobiliari, nel nostro Paese lo scorso anno sono state offerte in locazione breve circa 900.000 case, alcune per poche settimane altre per più tempo: un mercato coperto per poco più della metà da Airbnb. Il settore genera ricavi lordi pari a circa 11 miliardi di euro (tra proprietari e reti di collocamento), di cui oltre la metà vengono realizzati nel periodo estivo. Al momento, stima Breglia, «abbiamo preventivato un fermo per quasi due miliardi nella stagione primaverile, ma a rischio ci sono i circa 5 miliardi dell'estate».Le case destinate agli affitti brevi sono ora completamente inutilizzate e tra i locatori qualcuno sta cercando di riconvertirsi alle locazioni lunghe, mentre altri aspettano, continuando a sostenere i costi fissi, come spese condominiali e imposte, senza ricavi. E alcuni hanno deciso di dare il proprio contributo per l'emergenza, mettendo gli appartamenti sfitti a disposizione dei medici e degli infermieri impegnati in prima linea nella lotta al coronavirus. L'iniziativa porta la firma di sei società che gestiscono appartamenti per locazione a breve termine - Altido, CleanBnB, Halldis, Italianway, Sweetguest e Wonderful Italy - che hanno deciso di offrire agli operatori sanitari gli appartamenti di cui dispongono nelle principali città italiane. L'iniziativa #stateacasanostra sarà valida fino al 10 aprile, e il costo della locazione sarà totalmente a carico delle società promotrice: gli ospiti dovranno solo pagare il contributo per la pulizia e la sanificazione finale degli appartamenti.
Il sistema Dome (Leonardo)
Leonardo lancia il sistema per neutralizzare droni, aerei e persino missili ipersonici. L’ad Roberto Cingolani: «I nemici se ne fregano delle regole: investiamo o finiremo sterminati».
La pace va difesa, anche se ha un costo, altrimenti ci sterminano. Questa la sintesi della presentazione di ieri, fatta dall’amministratore delegato di Leonardo, Roberto Cingolani, di Michelangelo dome, il nuovo sistema di difesa integrata avanzata. «L’alternativa agli investimenti è la guerra all’arma bianca e io credo che sia molto importante capire qual è l’importanza della difesa» ha spiegato il manager. «Se non si fanno le cose insieme, sotto l’ombrello Nato, nessuno ce la farà da solo, proprio perché noi abbiamo ancora dei vincoli etici che vogliamo rispettare e non sacrificheremo mai mille giovani al giorno, non useremo mai un’Ia non etica, mentre i nostri avversari se ne fregano. Li sacrificano già quei giovani e non hanno nessuna intenzione di utilizzare l’Ia etica, utilizzano tutto quello che fa male. Allora credo che la riflessione di politica industriale sia: se noi intendiamo rispettare le regole di etica della civiltà occidentale, noi dobbiamo mettere su queste tecnologie, sennò ci sterminano».
Ursula von der Leyen (Ansa)
La società belga che li detiene avvisa dei rischi sul debito. Mosca minaccia ritorsioni.
Ieri è suonato l’ennesimo campanello d’allarme per Ursula von der Leyen a proposito del suo piano per prestare 140 miliardi all’Ucraina, facendo leva sulle attività finanziarie russe tuttora sequestrate. Visto che finora Ursula è rimasta sorda agli inviti alla prudenza - anche a quello di Christine Lagarde - ieri il Financial Times ha reso noti i dettagli di una preoccupatissima lettera che Valérie Urbain - amministratore delegato di Euroclear, l’istituzione finanziaria belga che è depositaria di ben 185 miliardi tra riserve di banca centrale e asset di entità private riconducibili a Mosca - ha inviato alla Von der Leyen e ad António Costa, presidente del Consiglio europeo.
Vladimir Putin (Ansa)
Lo zar: «Ucraini via dal Donbass, ma niente accordo finché c’è Volodymyr Zelensky». Dagli Usa garanzie a Kiev solo a trattato siglato.
Non che ci sia molto da fidarsi. Fatto sta che ieri, mentre monta la psicosi bellica del Vecchio continente, Vladimir Putin ha lanciato un segnale agli europei: «Se hanno spaventato i loro cittadini», ha detto, «e vogliono sentire che non abbiamo alcuna intenzione e nessun piano aggressivo contro l’Europa, va bene, siamo pronti a stabilirlo in ogni modo». L’impegno firmato di Mosca a non attaccare l’Occidente, in effetti, era uno dei 28 punti del primo piano di Donald Trump, ricusato con sdegno sia dagli europei stessi, sia da Kiev. Ma è ancora la versione americana che lo zar confida di discutere, dal momento che i russi specificano di non vedere alcun ruolo dell’Ue nei negoziati.
(Esercito Italiano)
Oltre 1.800 uomini degli eserciti di 7 Paesi hanno partecipato, assieme ai paracadutisti italiani, ad una attività addestrativa di aviolancio e simulazione di combattimento a terra in ambiente ostile. Il video delle fasi dell'operazione.
Si è conclusa l’esercitazione «Mangusta 2025», che ha visto impiegati, tra le provincie di Pisa, Livorno, Siena, Pistoia e Grosseto, oltre 1800 militari provenienti da 7 diverse nazioni e condotta quest’anno contemporaneamente con le esercitazioni CAEX II (Complex Aviation Exercise), dell'Aviazione dell'Esercito, e la MUFLONE, del Comando Forze Speciali dell’Esercito.
L’esercitazione «Mangusta» è il principale evento addestrativo annuale della Brigata Paracadutisti «Folgore» e ha lo scopo di verificare la capacità delle unità paracadutiste di pianificare, preparare e condurre un’operazione avioportata in uno scenario di combattimento ad alta intensità, comprendente attività di interdizione e contro-interdizione d’area volte a negare all’avversario la libertà di movimento e ad assicurare la superiorità tattica sul terreno e la condotta di una operazione JFEO (Joint Forcible Entry Operation) che prevede l’aviolancio, la conquista e la tenuta di un obiettivo strategico.
La particolarità della «Mangusta» risiede nel fatto che gli eventi tattici si generano dinamicamente sul terreno attraverso il confronto diretto tra forze contrapposte, riproducendo un contesto estremamente realistico e imprevedibile, in grado di stimolare la prontezza decisionale dei Comandanti e mettere alla prova la resilienza delle unità. Le attività, svolte in modo continuativo sia di giorno che di notte, hanno compreso fasi di combattimento in ambiente boschivo e sotterraneo svolte con l’impiego di munizionamento a salve e sistemi di simulazione, al fine di garantire il massimo realismo addestrativo.
Di particolare rilievo le attività condotte con l’obiettivo di sviluppare e testare le nuove tecnologie, sempre più fondamentali nei moderni scenari operativi. Nel corso dell’esercitazione infatti, oltre ai nuovi sistemi di telecomunicazione satellitare, di cifratura, di alimentazione elettrica tattico modulare campale anche integrabile con pannelli solari sono stati impiegati il Sistema di Comando e Controllo «Imperio», ed il sistema «C2 DN EVO» che hanno consentito ai Posti Comando sul terreno di pianificare e coordinare le operazioni in tempo reale in ogni fase dell’esercitazione. Largo spazio è stato dedicato anche all’utilizzo di droni che hanno permesso di ampliare ulteriormente le capacità di osservazione, sorveglianza e acquisizione degli obiettivi.
La «Mangusta 2025» ha rappresentato un’importante occasione per rafforzare la cooperazione e l’amalgama all’interno della cosiddetta Airborne Community. A questa edizione hanno partecipato la Brigata Paracadutisti Folgore, la 1st Airborne Brigade giapponese, l’11th Parachute Brigade francese, il 16 Air Assault Brigade Combat Team britannica, il Paratrooper Regiment 31 e la Airborne Reconnaissance Company 260 tedesche, la Brigada «Almogávares» VI de Paracaidistas e la Brigada de la Legión «Rey Alfonso XIII» spagnole e la 6th Airborne Brigade polacca.
L’esercitazione ha visto il contributo congiunto di più Forze Armate e reparti specialistici. In particolare, l’Aviazione dell’Esercito ha impiegato vettori ad ala rotante CH-47F, UH-90A, AH-129D, UH-205A e UH-168B/D per attività di eliassalto ed elitrasporto. L’Aeronautica Militare ha assicurato il supporto con velivoli da trasporto C-27J e C-130J della 46ª Brigata Aerea, impiegati per l’aviolancio di carichi e personale, oltre a partecipare con personale paracadutista «Fuciliere dell’Aria» del 16° Stormo «Protezione delle Forze» e fornendo il supporto logistico e di coordinamento dell’attività di volo da parte del 4° Stormo.
A completare il dispositivo interforze, la 2ª Brigata Mobile Carabinieri ha partecipato con unità del 1° Reggimento Carabinieri Paracadutisti «Tuscania», del 7° Reggimento Carabinieri «Trentino Alto Adige» e del 13° Reggimento Carabinieri «Friuli Venezia Giulia». Il 1° Tuscania ha eseguito azioni tipiche delle Forze Speciali, mentre gli assetti del 7° e 13° alle attività di sicurezza e controllo nell’area d’esercitazione e alle attività tattiche di contro-interdizione.
Questa sinergia ha permesso di operare efficacemente in un ambiente operativo multi-dominio, favorendo l’interoperabilità tra unità, sistemi e procedure, contribuendo a consolidare la capacità di coordinamento e integrazione.
Oltre a tutti i Reparti della Brigata Paracadutisti «Folgore», l’esercitazione ha visto la partecipazione del: 1° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Antares», 4° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Altair», 5° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Rigel», 7° Reggimento Aviazione dell'Esercito «Vega», 66° Reggimento Fanteria Aeromobile «Trieste», 87° Reparto Comando e Supporti Tattici «Friuli», 9° Reggimento d'Assalto Paracadutisti «Col Moschin», 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione Acquisizione Obiettivi «Folgore», 4° Reggimento Alpini Paracadutisti, 1° Reggimento «Granatieri di Sardegna», 33° Reggimento Supporto Tattico e Logistico «Ambrosiano», 33° Reggimento EW, 13° Reggimento HUMINT, 9° Reggimento Sicurezza Cibernetica «Rombo» e 4° Reparto di Sanità «Bolzano» e di assetti di specialità dotati di sistema d’arma «Stinger» del 121° Reggimento artiglieria contraerei «Ravenna».
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