
Il giorno dopo la frana di Petacciato, il «risveglio» è ancora più burrascoso. L’Italia è spaccata in due. La Puglia è isolata. Il Molise inizia a fare la conta dei danni. Restano interrotte l’autostrada A14, la Statale 16 e la linea ferroviaria. Gli esperti dicono che quella del Petacciato, la frana più grande d’Europa, è imprevedibile ed è, quindi, necessario che si fermi. Il governo è già corso ai ripari. Infatti, nella seduta di oggi del Consiglio dei ministri sarà affrontata l’emergenza Molise attraverso l’adozione di un provvedimento che prevede un primo iniziale stanziamento di risorse finalizzato al ripristino della rete ferroviaria, dell’Autostrada A14 e della Statale 16. Lo si apprende da fonti di Palazzo Chigi.
La decisione è stata assunta nel corso di una seconda riunione, successiva a quella tenutasi ieri mattina, alla quale hanno partecipato il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, il vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il capo del dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Alfredo Mantovano, il comandante generale del Corpo delle Capitanerie di porto-Guardia Costiera, Sergio Liardo, e i vertici di Fs, Rfi, Anas e Autostrade per l’Italia. La Meloni ieri ha contattato telefonicamente il presidente della giunta regionale del Molise, Francesco Roberti e sta seguendo momento per momento l’evolversi della situazione. Intanto, in Molise da ieri le scuole sono rimaste chiuse e la situazione sembra paralizzata. Sono in corso le verifiche tecniche necessarie per valutare gli interventi volti al ripristino della viabilità. Il capo della Protezione civile sta monitorando gli sviluppi: «In Molise c’è questa frana storica, grande, enorme, che si è riattivata. Stiamo parlando di circa quattro chilometri quadrati di terreno. Si è purtroppo imposta l’evacuazione di una cinquantina di persone del comune di Petacciato e soprattutto è compromessa la viabilità della Statale 16, già intaccata dal crollo del ponte sul fiume Trigno, dell’autostrada adriatica A14 all’altezza di un viadotto (viadotto Cacchione, ndr) e della viabilità ferroviaria della linea adriatica che è stata deformata dalla frana che sta scendendo verso il mare». Adesso l’obiettivo è stabilire un ordine di priorità per gli interventi. Si punta - ha spiegato Ciciliano - «al ripristino della viabilità sia stradale che ferroviaria ma nel frattempo è necessario mettere in campo delle soluzioni alternative per evitare gli allungamenti incredibili dei tempi di percorrenza. Si deve fare un ragionamento sui passeggeri, quindi linea ferroviaria, trasporto leggero e trasporto pesante su gomma e, ovviamente, le soluzioni sono diverse perché il trasporto pesante difficilmente viene assorbito dalla viabilità locale, perché è una viabilità di piccole dimensioni e quindi si sta deviando in questo momento il flusso attraverso l’Autostrada del Sole e poi Napoli-Bari e Bari-Foggia per poter realizzare la migliore soluzione di questa contingenza». Il capo della Protezione civile ha ribadito che «l’asse adriatico è strategico, quindi è importante fare presto. Bisogna fare presto e fare bene. Ci sarà bisogno di più di qualche giorno per ultimare le valutazioni tecniche, all’esito delle quali, se tutto va bene e viene confermato che la frana è ferma e quindi si può lavorare in sicurezza, il ripristino della viabilità ferroviaria e stradale potrà essere precoce». Tra gli abitanti di Puglia e Molise la preoccupazione diventa palpabile soprattutto per le conseguenze future e per i problemi sulla viabilità. Il sindaco di Bari, Vito Leccese, ha sottolineato la necessità di interventi tempestivi: «Quella di Petacciato è una vicenda che non riguarda solo un territorio ma l’intero Paese. I disagi potrebbero protrarsi per settimane, col rischio concreto di lasciare isolata la Puglia e, più in generale, di spezzare in due l’Italia lungo uno dei suoi principali assi di collegamento. Questa è una prospettiva che non possiamo permetterci di sottovalutare. Chiediamo al governo interventi urgenti e immediati per la messa in sicurezza del fronte franoso e per il ripristino delle condizioni di normalità nel più breve tempo possibile». Le risposte sono arrivate nella serata di ieri al termine di un tavolo operativo, convocato al Mit dal ministro Matteo Salvini: potrebbe avvenire già nei prossimi giorni la riapertura dell’autostrada A14, in entrambe le direzioni, tra Vasto Sud e Poggio Imperiale e, non appena il monitoraggio della frana lo consentirà, anche della Ss16 dal km 531+800 al km 535+800 e della Ss709 dal km 0 al km 6. Intanto, è arrivato pure il via libera all’avvio dei lavori sulla linea ferroviaria adriatica e la circolazione potrebbe essere riattivata venerdì. Il Mit ha reso noto che il ministro Salvini ha preso visione della totalità degli interventi che serviranno per ristabilire la normale viabilità lungo tutto il versante e oggi stesso dovrebbe effettuare un sopralluogo.






