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Importiamo ancora malati. La sinistra spalanca le porte

Importiamo ancora  malati. La sinistra spalanca le porte
Ansa
  • Per giustificare il condono, dicevano che bisognava salvare gli «invisibili» dai rischi sanitari. Ora che i focolai, dalla Sicilia al Veneto, dal Piemonte alla Sardegna, sono d'importazione, fingono che i migranti siano sani. Invece, tra loro, la percentuale di positivi è alta
  • Accordo in maggioranza per cancellare i decreti sicurezza (ma solo dopo le regionali). Tornano gli Sprar e si complicano i rimpatri. Così il M5s rinnega le promesse elettorali
  • Tripoli è perduta, perciò Luigi Di Maio e Viminale «virano» sul Maghreb: un'altra emergenza per alimentare i flussi
  • La Corte motiva la sentenza del 9 luglio: la norma che proibisce la registrazione è irrazionale e getta uno «stigma» sugli stranieri

Lo speciale contiene quattro articoli

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«Se l’intellettuale non è di sinistra, allora è considerato un’anomalia»
Nel riquadro in alto Andrea Minuz. In basso la copertina del libro «Egemonia senza cultura» (iStock)
Il docente di Storia del cinema alla Sapienza di Roma Andrea Minuz: «È radicato il luogo comune secondo cui la cultura non può appartenere alla destra e negli atenei si insegnano solo Moravia e Pasolini, Giuseppe Berto è quasi tabù. Tv di regime? Non c’è alcuna TeleMeloni».
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Lombardia, ancora rialzi per il mattone: prezzi delle case +0,7% nel primo trimestre 2026
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Secondo il report dell’Ufficio Studi di idealista, nel primo trimestre 2026 i prezzi delle abitazioni in Lombardia crescono dello 0,7% e raggiungono 2.380 euro al metro quadrato. Lodi guida i rialzi tra le province, Milano e Como ai massimi storici. Tutti i capoluoghi chiudono il trimestre in aumento.
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Il risiko dell’editoria italiana
iStock
Hoepli in liquidazione, il gruppo Gedi cede ai greci di Antenna Group e Leonardo Maria Del Vecchio acquisisce il 30% del «Giornale». Il sistema dell’editoria italiana cambia volto tra liquidazioni, acquisizioni e ingresso di capitali esteri. Dai libri ai giornali fino a radio e tv, il potere si concentra in pochi poli industriali e finanziari che ridisegnano l’informazione.
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L’Aquila ricorda il terremoto del 2009. Piantedosi: «Ferita ancora aperta»
6 aprile 2009, L'Aquila: le macerie riempiono una strada nel centro dopo il devastante terremoto che ha colpito la città (Ansa)

A 17 anni dal sisma che devastò l’Abruzzo e causò 309 vittime, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi parla di «ferita ancora aperta». A L’Aquila commemorazione tra musica, fiori e silenzio: lettura dei nomi delle vittime e omaggio della città.

Il 6 aprile resta una data che segna una ferita ancora aperta nella storia recente dell’Italia. A 17 anni dal terremoto che nel 2009 colpì l’Abruzzo e L’Aquila, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha ricordato le 309 vittime e il dolore che continua a legare la comunità a quella notte.

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