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2020-04-10
Il calo delle infezioni resta costante. Ma continua la strage dei medici
Proseguono i segnali incoraggianti e, per il sesto giorno consecutivo, calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.605 i pazienti nei reparti, 88 in meno rispetto a mercoledì. Di questi, 1.236 si trovano in Lombardia, con un decremento di 21 unità rispetto a ventiquattr'ore prima. Dei 96.877 malati complessivi (1.615 casi ieri a fronte dei 1.195 del giorno prima), 28.399 sono poi ricoverati con sintomi - 86 in meno rispetto a mercoledì - e 64.873 sono quelli in isolamento domiciliare. Leggermente in calo (1.979 di ieri invece dei 2.099 del giorno prima) il numero dei guariti che si assesta complessivamente su 28.470 persone. Mentre crescono le vittime (totale: 18.279) che ieri hanno raggiunto quota 610 a differenza di mercoledì, quando i morti sono stati 542. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia - compresi morti e guariti - è di 143.626, con un incremento rispetto all'altroieri di 4.204.
Dati contrastanti tra i territori: sono 29.074 i malati in Lombardia (529 in più rispetto a mercoledì), 13.258 in Emilia-Romagna (+148), 10.449 in Veneto (+278) e 11.336 in Piemonte (+347). Casi in crescita contenuta al Sud con 2.873 in Campania (+14) e 765 in Calabria (+10) a differenza dei 2301 in Puglia (+63) e dei 1942 in Sicilia (+49). Balzo anche per il Lazio che conta un incremento di 84 tamponi positivi nella giornata di ieri per un totale di 3.532 malati. Quanto alle vittime, se ne registrano 10.022 in Lombardia (+300), 2.316 in Emilia-Romagna (+82), 756 in Veneto (+20), 1.454 in Piemonte (+76) e 669 nelle Marche (+17). «Oggi, pur nel numero ancora importante di decessi, ci sono regioni, principalmente del Centro Sud, e la provincia autonoma di Bolzano, in cui il numero di morti giornaliero è inferiore a 10», ha sottolineato il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, nel corso della conferenza stampa della Protezione civile. «Un successo importante largamente da attribuirsi alle misure restrizione oltre che alla capacità di tutto il Sistema sanitario di fronte alla situazione emergenziale», ha aggiunto. Le dodici aree sono Campania (6), Lazio (9), Friuli Venezia Giulia (2), Puglia (6), Bolzano (4), Sicilia (5), Umbria (1), Valle d'Aosta (3), Calabria (1), Sardegna (5), Basilicata (1) e Molise (0). Improntate all'ottimismo pure le parole del capo della Protezione civile Angelo Borrelli: «I pazienti Covid-19 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi sono arrivati a 64.877, il 67% del totale, un dato cresciuto solo ad aprile dell'8%. Ciò dimostra il calo della pressione sugli ospedali, assieme al calo dei ricoverati nei reparti o in terapia intensiva».
Malgrado le buone prospettive, le professioni sanitarie continuano però a piangere eroi caduti in trincea. Ieri sono spirate due infermiere a Bergamo e Cremona (28 in totale dall'esplosione dell'epidemia) con contestuale boom dei contagi. «Ne registriamo tra 200 e 300 in più al giorno», ha denunciato la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) Barbara Mangiacavalli. Si chiamavano invece Giunio Matarazzo, odontoiatra, ed Emilio Brignole, chirurgo ospedaliero, i due medici ammazzati sempre ieri dal coronavirus. I camici bianchi uccisi dal morbo cinese sono complessivamente 105.
Sul versante dell'ordine pubblico, non si ferma la macchina dei controlli delle forze dell'ordine contro i furbetti dell'autocertificazione. A Ostia sono stati multati due amici impegnati in una battuta di pesca subacquea. A Roma un cingalese di 42 anni ospitava nel suo affittacamere, nei pressi della stazione Termini, due clienti senza le dovute precauzioni: lui è stato multato, e la struttura chiusa. A Torino, invece, un comico ha scritto sui social di essere stato sanzionato, mentre portava il cane al guinzaglio, da un poliziotto «con aria da Rambo sfigato» che lo avrebbe sorpreso nei pressi di un giardino interdetto al passaggio. A Firenze scene da film sul serio: un inseguimento tra una volante e un centauro in sella a una potente moto si è protratto per quasi venti minuti. Gli agenti, per evitare di mettere in pericolo l'incolumità del fuggitivo, hanno mollato la presa solo dopo aver preso il numero di targa. Quando si sono presentati a casa, l'uomo - che aveva il mezzo non assicurato - ha ammesso le sue responsabilità.
E una specie di numero di targa è anche quello che i ricercatori dell'università di Cambridge nel Regno Unito e i colleghi tedeschi hanno rintracciato nei genomi virali completi sequenziati nel mondo dopo essere stati isolati da malati Covid. Lo studio, pubblicato su Pnas, ha ricostruito i primi passi dell'epidemia, identificando 3 diverse varianti genetiche del virus - la A, la B e la C, quest'ultima diffusa in Europa, Italia compresa - avanzando ipotesi anche sull'ingresso del contagio nel nostro Paese che sarebbe arrivato «attraverso la prima infezione documentata in Germania il 27 gennaio», mentre «un'altra prima via di infezione italiana sembra correlata a un “cluster" virale di Singapore». Tutt'altra storia rispetto alla fake news del focolaio europeo di Codogno.
Stati Uniti bloccati fino a maggio
Mentre i contagi da coronavirus hanno superato la soglia di 1,5 milioni a livello mondiale, in Europa si registrano sviluppi ambivalenti. In Spagna - secondo il ministero della Sanità - la curva dei decessi sarebbe iniziata a scendere. Si sono avuti 683 morti in 24 ore (74 meno del giorno prima), per un numero complessivo di 15.238 vittime. Nello stesso arco di tempo, si sono registrati 5.756 nuovi contagi, per un totale di 152.446. I guariti risultano invece poco più di 52.000. Il premier, Pedro Sanchez, ha frattanto chiesto di mantenere fino al 26 aprile lo stato d'emergenza, sostenendo al contempo che la Spagna abbia raggiunto il picco della pandemia. In Germania, secondo la Johns Hopkins University, il numero di casi è salito a 113.296, mentre le vittime risulterebbero oltre 2.300. Il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha sostenuto che probabilmente le misure restrittive attualmente in vigore saranno allentate dopo Pasqua. La stessa Angela Merkel ha espresso ieri cauto ottimismo, chiedendo tuttavia ai cittadini di «essere pazienti».
Nel Regno Unito, dopo due notti in terapia intensiva il premier Boris Johnson ha lasciato il reparto, a seguito di un miglioramento generale delle condizioni di salute dopo aver contratto il Covid-19. Il governo britannico dovrà adesso decidere se prolungare le restrizioni in atto dal 23 marzo: sotto questo aspetto, si ritiene probabile una proroga di alcune settimane. Secondo il ministro degli Esteri, Dominic Raab, in Gran Bretagna si sarebbero registrati 881 decessi nell'arco di appena una giornata, per un numero complessivo di quasi 8.000 vittime. I contagi sarebbero invece a quota 65.000. La Francia ha esteso il lockdown oltre il 15 aprile: nel Paese si hanno 83.000 casi e quasi 11.000 decessi. Il governo francese ha aumentato da 45 a 100 miliardi di euro il piano di emergenza per far fronte alla crisi, annunciando poi che il Pil nazionale scenderà del 6% quest'anno. Inoltre, secondo quanto riportato da Le Figaro, Emmanuel Macron avrebbe incontrato a Marsiglia il dottor Didier Raoult, il medico che incoraggia l'uso dell'idrossiclorochina per il contrasto al coronavirus.
Negli Stati Uniti, Donald Trump ha invece esortato su Twitter i cittadini a continuare a rispettare le misure di distanziamento sociale, mentre il ministro della Giustizia, William Barr, ha parlato di possibili allentamenti delle restrizioni non prima di maggio. Il governatore della Fed, Jerome Powell, ha affermato che - terminato il blocco del coronavirus - l'economia americana dovrebbe risollevarsi abbastanza rapidamente. È anche in tal senso che la Casa Bianca si sta preparando ad annunciare una task force che si occuperà specificamente della ripresa economica. Il virologo Anthony Fauci ha poi dichiarato che il bilancio delle vittime potrebbe aggirarsi intorno alle 60.000. A livello nazionale, i casi sono oltre 432.000 mentre i morti risultano quasi 15.000. L'area di New York continua ad essere la più colpita: il governatore locale, Andrew Cuomo, ha infatti annunciato ieri oltre 7.000 decessi, di cui 799 in 24 ore.
La Turchia ha frattanto avviato un sistema di tracciamento, che monitora i contagiati tramite il segnale dei telefonini. Il Libano ha annunciato un prolungamento del lockdown almeno fino al 26 aprile. In Brasile, si è inoltre registrato il primo contagio tra gli Yanomamö, un gruppo etnico particolarmente vulnerabile, che vive isolato nella foresta amazzonica.
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Per il sesto bollettino di fila diminuiscono nuovi positivi e ricoverati nei reparti di rianimazione. Rimane grave il quadro per dottori e infermieri: «Ogni giorno 300 contagi». Ipotesi Singapore per l'arrivo del Covid in Italia.Donald Trump varerà una task force dedicata al rilancio economico. Emmanuel Macron vede il medico che teorizza l'uso dell'idrossiclorochina. Boris Johnson fuori dalla terapia intensiva.Lo speciale contiene due articoli. Proseguono i segnali incoraggianti e, per il sesto giorno consecutivo, calano ancora i ricoveri in terapia intensiva. Sono 3.605 i pazienti nei reparti, 88 in meno rispetto a mercoledì. Di questi, 1.236 si trovano in Lombardia, con un decremento di 21 unità rispetto a ventiquattr'ore prima. Dei 96.877 malati complessivi (1.615 casi ieri a fronte dei 1.195 del giorno prima), 28.399 sono poi ricoverati con sintomi - 86 in meno rispetto a mercoledì - e 64.873 sono quelli in isolamento domiciliare. Leggermente in calo (1.979 di ieri invece dei 2.099 del giorno prima) il numero dei guariti che si assesta complessivamente su 28.470 persone. Mentre crescono le vittime (totale: 18.279) che ieri hanno raggiunto quota 610 a differenza di mercoledì, quando i morti sono stati 542. Il numero dei contagiati totali dal coronavirus in Italia - compresi morti e guariti - è di 143.626, con un incremento rispetto all'altroieri di 4.204.Dati contrastanti tra i territori: sono 29.074 i malati in Lombardia (529 in più rispetto a mercoledì), 13.258 in Emilia-Romagna (+148), 10.449 in Veneto (+278) e 11.336 in Piemonte (+347). Casi in crescita contenuta al Sud con 2.873 in Campania (+14) e 765 in Calabria (+10) a differenza dei 2301 in Puglia (+63) e dei 1942 in Sicilia (+49). Balzo anche per il Lazio che conta un incremento di 84 tamponi positivi nella giornata di ieri per un totale di 3.532 malati. Quanto alle vittime, se ne registrano 10.022 in Lombardia (+300), 2.316 in Emilia-Romagna (+82), 756 in Veneto (+20), 1.454 in Piemonte (+76) e 669 nelle Marche (+17). «Oggi, pur nel numero ancora importante di decessi, ci sono regioni, principalmente del Centro Sud, e la provincia autonoma di Bolzano, in cui il numero di morti giornaliero è inferiore a 10», ha sottolineato il presidente del Consiglio superiore di sanità (Css), Franco Locatelli, nel corso della conferenza stampa della Protezione civile. «Un successo importante largamente da attribuirsi alle misure restrizione oltre che alla capacità di tutto il Sistema sanitario di fronte alla situazione emergenziale», ha aggiunto. Le dodici aree sono Campania (6), Lazio (9), Friuli Venezia Giulia (2), Puglia (6), Bolzano (4), Sicilia (5), Umbria (1), Valle d'Aosta (3), Calabria (1), Sardegna (5), Basilicata (1) e Molise (0). Improntate all'ottimismo pure le parole del capo della Protezione civile Angelo Borrelli: «I pazienti Covid-19 in isolamento domiciliare senza sintomi o con sintomi lievi sono arrivati a 64.877, il 67% del totale, un dato cresciuto solo ad aprile dell'8%. Ciò dimostra il calo della pressione sugli ospedali, assieme al calo dei ricoverati nei reparti o in terapia intensiva». Malgrado le buone prospettive, le professioni sanitarie continuano però a piangere eroi caduti in trincea. Ieri sono spirate due infermiere a Bergamo e Cremona (28 in totale dall'esplosione dell'epidemia) con contestuale boom dei contagi. «Ne registriamo tra 200 e 300 in più al giorno», ha denunciato la presidente della Federazione nazionale degli ordini delle professioni infermieristiche (Fnopi) Barbara Mangiacavalli. Si chiamavano invece Giunio Matarazzo, odontoiatra, ed Emilio Brignole, chirurgo ospedaliero, i due medici ammazzati sempre ieri dal coronavirus. I camici bianchi uccisi dal morbo cinese sono complessivamente 105.Sul versante dell'ordine pubblico, non si ferma la macchina dei controlli delle forze dell'ordine contro i furbetti dell'autocertificazione. A Ostia sono stati multati due amici impegnati in una battuta di pesca subacquea. A Roma un cingalese di 42 anni ospitava nel suo affittacamere, nei pressi della stazione Termini, due clienti senza le dovute precauzioni: lui è stato multato, e la struttura chiusa. A Torino, invece, un comico ha scritto sui social di essere stato sanzionato, mentre portava il cane al guinzaglio, da un poliziotto «con aria da Rambo sfigato» che lo avrebbe sorpreso nei pressi di un giardino interdetto al passaggio. A Firenze scene da film sul serio: un inseguimento tra una volante e un centauro in sella a una potente moto si è protratto per quasi venti minuti. Gli agenti, per evitare di mettere in pericolo l'incolumità del fuggitivo, hanno mollato la presa solo dopo aver preso il numero di targa. Quando si sono presentati a casa, l'uomo - che aveva il mezzo non assicurato - ha ammesso le sue responsabilità.E una specie di numero di targa è anche quello che i ricercatori dell'università di Cambridge nel Regno Unito e i colleghi tedeschi hanno rintracciato nei genomi virali completi sequenziati nel mondo dopo essere stati isolati da malati Covid. Lo studio, pubblicato su Pnas, ha ricostruito i primi passi dell'epidemia, identificando 3 diverse varianti genetiche del virus - la A, la B e la C, quest'ultima diffusa in Europa, Italia compresa - avanzando ipotesi anche sull'ingresso del contagio nel nostro Paese che sarebbe arrivato «attraverso la prima infezione documentata in Germania il 27 gennaio», mentre «un'altra prima via di infezione italiana sembra correlata a un “cluster" virale di Singapore». 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Il premier, Pedro Sanchez, ha frattanto chiesto di mantenere fino al 26 aprile lo stato d'emergenza, sostenendo al contempo che la Spagna abbia raggiunto il picco della pandemia. In Germania, secondo la Johns Hopkins University, il numero di casi è salito a 113.296, mentre le vittime risulterebbero oltre 2.300. Il ministro della Sanità tedesco, Jens Spahn, ha sostenuto che probabilmente le misure restrittive attualmente in vigore saranno allentate dopo Pasqua. La stessa Angela Merkel ha espresso ieri cauto ottimismo, chiedendo tuttavia ai cittadini di «essere pazienti». Nel Regno Unito, dopo due notti in terapia intensiva il premier Boris Johnson ha lasciato il reparto, a seguito di un miglioramento generale delle condizioni di salute dopo aver contratto il Covid-19. Il governo britannico dovrà adesso decidere se prolungare le restrizioni in atto dal 23 marzo: sotto questo aspetto, si ritiene probabile una proroga di alcune settimane. Secondo il ministro degli Esteri, Dominic Raab, in Gran Bretagna si sarebbero registrati 881 decessi nell'arco di appena una giornata, per un numero complessivo di quasi 8.000 vittime. I contagi sarebbero invece a quota 65.000. La Francia ha esteso il lockdown oltre il 15 aprile: nel Paese si hanno 83.000 casi e quasi 11.000 decessi. Il governo francese ha aumentato da 45 a 100 miliardi di euro il piano di emergenza per far fronte alla crisi, annunciando poi che il Pil nazionale scenderà del 6% quest'anno. Inoltre, secondo quanto riportato da Le Figaro, Emmanuel Macron avrebbe incontrato a Marsiglia il dottor Didier Raoult, il medico che incoraggia l'uso dell'idrossiclorochina per il contrasto al coronavirus. Negli Stati Uniti, Donald Trump ha invece esortato su Twitter i cittadini a continuare a rispettare le misure di distanziamento sociale, mentre il ministro della Giustizia, William Barr, ha parlato di possibili allentamenti delle restrizioni non prima di maggio. Il governatore della Fed, Jerome Powell, ha affermato che - terminato il blocco del coronavirus - l'economia americana dovrebbe risollevarsi abbastanza rapidamente. È anche in tal senso che la Casa Bianca si sta preparando ad annunciare una task force che si occuperà specificamente della ripresa economica. Il virologo Anthony Fauci ha poi dichiarato che il bilancio delle vittime potrebbe aggirarsi intorno alle 60.000. A livello nazionale, i casi sono oltre 432.000 mentre i morti risultano quasi 15.000. L'area di New York continua ad essere la più colpita: il governatore locale, Andrew Cuomo, ha infatti annunciato ieri oltre 7.000 decessi, di cui 799 in 24 ore. La Turchia ha frattanto avviato un sistema di tracciamento, che monitora i contagiati tramite il segnale dei telefonini. Il Libano ha annunciato un prolungamento del lockdown almeno fino al 26 aprile. In Brasile, si è inoltre registrato il primo contagio tra gli Yanomamö, un gruppo etnico particolarmente vulnerabile, che vive isolato nella foresta amazzonica.
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'11 marzo con Carlo Cambi
L’aumento delle bollette energetiche legato alle tensioni in Medio Oriente preoccupa le famiglie italiane. Secondo Eumetra, il 68% ridurrebbe altre spese, dal tempo libero all’abbigliamento, e quasi un quarto potrebbe rinviare visite mediche o controlli dentistici.
Le tensioni in Medio Oriente e il rischio di nuovi rincari dell’energia tornano a pesare sulle preoccupazioni delle famiglie italiane. Se le bollette di luce e gas dovessero aumentare tra il 10 e il 20 per cento, due famiglie su tre sarebbero costrette a ridurre altre spese. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Eumetra subito dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che prova a misurare gli effetti delle tensioni geopolitiche sui bilanci domestici.
Secondo l’indagine, solo una minoranza degli italiani ritiene di poter assorbire senza particolari difficoltà un aumento delle bollette energetiche. Il 12 per cento lo considera sostenibile, mentre il 39 per cento parla di una situazione gestibile ma a prezzo di sacrifici. Più critica la posizione di chi teme un impatto pesante: il 31 per cento giudica l’aumento difficile da sostenere e un ulteriore 18 per cento lo definisce addirittura molto critico. Le difficoltà risultano più marcate tra le donne e nelle regioni del Sud e delle Isole. La quota di chi definisce la situazione “molto critica” è invece più elevata nel Centro Italia.
L’effetto immediato sarebbe un taglio ai consumi. Il 68 per cento degli intervistati afferma infatti che dovrebbe ridurre altre spese per compensare l’aumento dei costi energetici, mentre il 32 per cento ritiene che i propri comportamenti di consumo resterebbero invariati. Anche in questo caso emergono differenze di genere: tra gli uomini il 63 per cento prevede di comprimere altre spese, percentuale che sale al 72 per cento tra le donne. I tagli riguarderebbero soprattutto il tempo libero e le uscite, indicati dal 71 per cento di chi prevede di ridurre i consumi. Seguono la riduzione dell’energia domestica (64 per cento) e le spese per abbigliamento e accessori (62 per cento). Quasi la metà degli intervistati, il 49 per cento, limiterebbe invece spostamenti e trasporti non strettamente necessari.
Non mancano però segnali più preoccupanti. Il 26 per cento dichiara che ridurrebbe anche la spesa alimentare e il 24 per cento afferma che potrebbe rinviare visite mediche, controlli o cure dentistiche. Una scelta che riguarderebbe in particolare le donne. Le strategie cambiano anche in base all’età e al territorio. Gli over 55 indicano più spesso la riduzione dei consumi energetici domestici, scelta citata dal 71 per cento e che nel Nord Est arriva all’81 per cento. Nella stessa fascia d’età è più diffusa anche l’intenzione di tagliare le spese per abbigliamento e accessori, indicata dal 73 per cento. Tra i 35 e i 54 anni emerge invece con maggiore frequenza la volontà di limitare spostamenti e trasporti non indispensabili.
Il tema dei rincari energetici si riflette anche sul dibattito sulle politiche energetiche. Il 41 per cento degli italiani ritiene che il Paese debba accelerare sullo sviluppo delle energie rinnovabili, opzione che raccoglie il maggior consenso. Il 27 per cento punta invece su nuovi accordi per l’importazione di energia, mentre il 24 per cento considera prioritario sviluppare il nucleare, una soluzione che trova maggiore sostegno tra i giovani tra i 18 e i 34 anni. Solo l’8 per cento ritiene che non sia necessario cambiare l’attuale strategia energetica.
Secondo Matteo Lucchi, amministratore delegato di Eumetra, le tensioni internazionali confermano quanto l’energia sia diventata un fattore centrale per la stabilità economica e sociale. Anche aumenti relativamente contenuti delle bollette, osserva, possono produrre effetti a catena sui consumi delle famiglie, con conseguenze che finiscono per coinvolgere l’intero sistema economico.
Nel complesso, conclude la ricerca, il rischio di bollette più alte non riguarda soltanto il settore energetico ma potrebbe tradursi in una contrazione diffusa dei consumi, influenzando le scelte quotidiane delle famiglie e alimentando allo stesso tempo una crescente domanda di cambiamento nelle politiche energetiche del Paese.
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Ansa
Secondo alcune fonti il motivo del ritardo risiede nel fatto che le accise mobili da sole non basterebbero per temperare l’emergenza prezzi. Si starebbe quindi lavorando ad un pacchetto più ampio che potrebbe entrare nel dl bollette. Resta il tema delle coperture, difficile reperirle nella situazione attuale, problema a cui il Mef sta lavorando in queste ore.
Ma la lentezza di intervento è un’epidemia europea. Uno dei pochi casi in cui sembrano tutti allineati. Anche in Francia il dibattito sul caro-carburante domina la scena ma il governo guidato da Sébastien Lecornu punta a rafforzare i controlli (così come annunciato dall’esecutivo Meloni) chiudendo all’ipotesi di un taglio delle accise per mancanza di risorse. «Bisogna aspettare» ha detto su Tf1 il ministro del Commercio escludendo ad ogni modo un taglio delle tasse su benzina e gasolio. L’opinione più diffusa è che si tratti di una bolla speculativa. Il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, in conferenza stampa a Strasburgo ha detto: «Abbiamo imparato delle lezioni dal 2022. Non siamo in una situazione neanche lontanamente così grave come nel 2022, ma abbiamo comunque tratto degli insegnamenti da quell’esperienza. Se ciò accadrà, ci dovranno essere misure temporanee e mirate. Quindi non stiamo parlando di cambiare in modo fondamentale la struttura della determinazione dei prezzi, per esempio il prezzo del carbonio (Ets) o altri meccanismi». La vicepresidente della Commissione europea, la socialista spagnola Teresa Ribera, ha aggiunto: «Il design del mercato dell'energia elettrica è stato rivisto nel 2023 e fornisce una serie di strumenti che non sono pienamente sfruttati. Sappiamo che c’è chi ritiene che potremmo aver bisogno di un disaccoppiamento dei prezzi dell’energia sul mercato ma forse il disaccoppiamento non aiuterebbe a ottenere prezzi più bassi».
La Commissione europea ha inviato una comunicazione in cui raccomanda agli Stati di permettere il cambio di fornitori di elettricità più rapidamente (entro un giorno), oneri più bassi sulle bollette e più trasparenza sulle informazioni relative a contratti e fatture.
Il punto di partenza è che tasse e oneri sull’elettricità rappresentano in media il 25% del prezzo per le famiglie e per questo Bruxelles dice di voler sostenere gli Stati membri anche se, nel contesto delle regole di bilancio che permettono una flessibilità decisamente limitata.
Al termine del Consiglio dei ministri il premier, Giorgia Meloni, ha preso parte a una videocall convocata da Italia, Germania e Belgio tra leader per fare il punto su semplificazione ed energia nel quadro della crisi dei prezzi causata dal conflitto in Iran e nel Golfo. Meloni «si è in particolare soffermata sulla necessità di una sospensione temporanea del meccanismo di tassazione del carbonio (ETS) sulla produzione di energia, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo per affrontare anche i temi delle quote gratuite, della volatilità delle tariffe ETS nonché dell’interazione del meccanismo ETS con le regole del mercato elettrico europeo. Attenzione è stata anche riservata al completamento del Mercato unico e alla semplificazione regolatoria europea».
Il cdm è durato circa un’ora e tra le misure c’è stata la «ratifica ed esecuzione dell’accordo di partenariato tra la Costa d'Avorio e la Comunità europea uno schema di ddl di «ratifica ed esecuzione dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica con la Cina». E ancora, l’attuazione della direttiva su prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani. Infine si è discusso dei meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
Accolta la proposta del ministro della protezione civile Nello Musumeci sullo stato di emergenza in Calabria per un anno stanziando 15 milioni di euro per «i primi interventi urgenti di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture». Infine, il decreto Infrastrutture dovrà tornare in cdm dopo le correzioni della Ragioneria Generale. Lo si apprende da fonti di governo. Il dl aveva avuto il via libera dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 febbraio e quindi «ha definito ulteriormente l’iter approvativo del Ponte sullo Stretto in conformità ai rilievi della Corte dei conti».
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