I Giochi invernali tornano in Italia. Pioggia di euro su Milano e Cortina
  • A Losanna battuta la candidatura Stoccolma-Are. Date previste: 6-22 febbraio 2026. Paga il gioco di squadra trasversale anche tra diverse istituzioni amministrative e sportive, in un’originale sintesi politico-territoriale.
  • Scoppia il caso San Siro. Il presidente del Milan, Paolo Scaroni: «Stadio da demolire, in 3 anni faremo quello nuovo con l’Inter». Che conferma. Il sindaco di Milano, Beppe Sala: «Inaugureremo lì i Giochi: non si tocca nulla prima del 2026».

Lo speciale contiene due articoli.

Apparentemente è un notizia di cronaca, come vincere una gara, come salire su un podio; abbiamo battuto Stoccolma (quelli che ci avevano buttato fuori dallo spareggio per i Mondiali), l’Italia organizzerà le Olimpiadi invernali 2026, dopo aver arredato la sua sontuosa vetrina sull’asse lombardo-veneto, imbullonato nei cardini municipali di Milano-Cortina. Ma, ovviamente, c’è molto di più.

In primo luogo perché è pur sempre una vittoria nazionale: sarà il nostro Paese, agli occhi del mondo, ad ospitare l’evento sportivo più atteso, sia pure dopo averlo agguantato con un colpo di reni, in una originale sintesi politico-territoriale. E poi perché, se non altro, va ricordato l’antefatto: Torino che si sgancia, Il sindaco Beppe Sala e il governatore Luca Zaia che tengono aperta la sfida, proprio quando molti già non ci credono più. Ma si sa: l’Italia dà il meglio di se quando parte sfavorita, e quando compete fuori dai suoi confini.

La notizia della vittoria nella gara per l’assegnazione è arrivata ieri sera, alle 18.00 con puntualità svizzera, dalla sede del Cio di Losanna. La nostra candidatura ha battuto 47-34 la temibile concorrenza svedese del duo Stoccolma-Are, dopo la avventurosa rinuncia di Calgary (per effetto di un referendum consultivo in cui ha prevalso il No).

Giancarlo Giorgetti ha vinto una posta virtuale: «Scommetto 100 euro», aveva detto alla vigilia, «che siamo a un passo dal successo». Ha avuto ragione.

E c’è anche un corollario politico: si scompongono e si ricompongono le alleanze. Vince il fronte del Sì Pd-Lega, perde chi aveva puntato sul No: ovvero le due sindache a 5 stelle che, in momenti diversi, non hanno creduto alla sostenibilità dei grandi eventi sportivi per le loro città. I membri del Comitato olimpico internazionale hanno ritenuto più valido il dossier italiano presentato dal presidente del Coni Giovanni Malagò accompagnato in Svizzera proprio da Giorgetti (nel suo ruolo di sottosegretario con delega allo Sport).

Per l’Italia è la terza Olimpiade invernale dopo Cortina D’Ampezzo nel 1956 e Torino nel 2006, e ci sono già date indicative in cui si svolgeranno questi Giochi olimpici tricolore: sono 6-22 febbraio 2026. È la prima volta – invece – che i Giochi invernali vengono assegnati a due città.

La foto della vigilia vedeva il governatore lombardo Attilio Fontana, il sindaco di Milano Beppe Sala, Gianpietro Ghedina, sindaco di Cortina, e il presidente del Veneto, Luca Zaia, in uno splendido affaccio veneziano con le mani una sull’altra come i quattro moschettieri. Ma a Losanna ha pagato il gioco di squadra trasversale anche fra diverse istituzioni amministrative e sportive, e la gioia della delegazione italiana è deflagrata in maniera plateale al momento dell’assegnazione: con Malagó c’erano le tre atlete medagliate olimpiche Arianna Fontana, Sofia Goggia, Michela Moioli. Giacca cravatta e tute (azzurre), in una delegazione dove c’erano Alberto Tomba, Armin Zoeggeler, Manuela Di Centa, Diana Bianchedi, Aldo Montano, Antonio Rossi, Giuseppe Abbagnale (come presidente della federazione canottaggio), Alessandra Sensini (da vicepresidente Coni), Carlo Mornati (segretario generale del Coni) e il presidente del Comitato italiano paralimpico (Cip) Luca Pancalli. Un plotone di quintessenza azzurra e medagliata.

Una curiosità: la Svezia non è mai riuscita a farsi assegnare dei Giochi invernali ma solo quelli estivi nel 1912. Siamo di nuovo sul tetto del mondo, con Cortina che suona le campane a festa, srotolando dalla sua torre più alta una bandiera tricolore lunga 30 metri. In piazza la folla ha intonato spontaneamente l’inno di Mameli e Novaro: «Stringiamoci a coorte». E, in questo caso, stringiamoci a Cortina.


Da non perdere

Tregua leghista: «Ora manifesto e roadmap»
Politica e affari

Tregua leghista: «Ora manifesto e roadmap»

Salvini tende la mano ai governatori e li vede per trovare un punto di incontro in vista di Pontida. Insieme a Zaia, Fontana, Fedriga e Fugatti, il leader chiede una legge di Bilancio più attenta al ceto medio. E propone di mettere un tetto ai bonus pubblici.

Afd, la linea di Fratelli d’Italia: non esultare, non isolare
Politica e affari

Afd, la linea di Fratelli d’Italia: non esultare, non isolare

Mentre la sinistra si dispera, la Lega applaude e Forza Italia si preoccupa, il partito meloniano sceglie la via della prudenza. Fidanza la mette così: «Afd a un certo punto dovrà scegliere se evolversi in un soggetto maturo e schierato con l’Occidente». Il generale cerca di cavalcare l’onda tedesca, anche se i due gruppi hanno storie diverse.

Germania, oggi la Sassonia può dare una sberla a Merz
Mondo

Germania, oggi la Sassonia può dare una sberla a Merz

Alle elezioni nel Land tedesco, Afd è in testa e a un passo dalla maggioranza assoluta. Se dovesse mancarla, saranno cruciali le decisioni dei piccoli partiti. La Csu potrebbe pure restare in sella, ma soltanto grazie alla «non sfiducia» dell’estrema sinistra.

Indagine sui militari nel partito di Vannacci
Politica e affari

Indagine sui militari nel partito di Vannacci

Su esposto di un sindacato, la Procura competente ha avviato accertamenti sull’adesione di alcuni esponenti delle forze armate a Futuro Nazionale. La difesa: nessun reato. Passa in commissione l’emendamento che introduce le preferenze alla legge elettorale.

Voto in Sassonia: Afd spaventa Merz
Mondo

Voto in Sassonia: Afd spaventa Merz

Il partito della Weidel viene dato per vincente (oltre il 40%) alle elezioni di domenica. Lo stop all’immigrazione selvaggia e la fine del green convincono più degli allarmi.