I dem con l’elmetto si stanno già pentendo
Voci dal bar del Palazzo: i dem si svegliano, «basta con le armi». Mario Draghi fermi Joe Biden, altrimenti la mancanza di gas e grano metteranno a rischio «coalizione» e «colazione». Parola di Graziano Delrio. Un passo verso le elezioni?

Buon lunedì, mi fa un caffè?
«Certo dottò, e ben svegliati a tutti».
Tutti chi, scusi?

«Ben svegliati a quelli che finalmente si sono accorti che la colazione è a rischio».

Intende dire la «coalizione»?

«No, no, proprio la colazione. Se il gas sale troppo, niente cappuccino. Se manca il grano, niente brioches. Ed ecco che i combattenti in cravatta tornano a più miti consigli… non sente il “contrordine compagni?”».

A chi si riferisce?

«Ai pentiti dell’elmetto. Mi dicono che un pezzo grosso del Pd, Graziano Delrio, ha detto che “Draghi deve frenare Biden, basta armi”. E ha detto anche che il “disarmo è l’unica logica, altrimenti aiutiamo Putin”. Ma non s’era detto che erano i pacifisti ad aiutare lo Zar?»

E Letta?

«Pure lui aggiusta la rotta: “Nessuno ha mai pensato di inviare armi a Kiev come strumento di offesa”. E per cosa allora? Anche lui si mette a parlare di “armi difensive?”».

Dunque un bagno di realtà per tutti?

«Meglio un bagno di realtà che un bagno di sangue alle prossime politiche. Anche Gigi Di Maio, che prima dava a Putin dell’animale, oggi ammette che “questa guerra non può durare all’infinito”».

Pesa lo tsunami economico?

«Certo, pure Confindustria vede nero e ha smesso di usare giri di parole sulla recessione. E anche sui giornali mi pare che l’aria sia cambiata…».

Lei dice?

«Faccia lei: Aldo Cazzullo scrive che “ora la priorità per tutti è far tacere le armi”. Federico Fubini se la prende con l’Europa che balbetta. Magari sbaglio, ma in generale mi sembra che qualcuno abbia ordinato il dietrofront».

E come se lo spiega?

«Forse perché le elezioni sono più vicine. Prova un po’ te a fare campagna elettorale con la carestia alle porte. E in più con lo spettro di questa “stagflazione”: non so che roba sia, ma pare una brutta bestia…»

Elezioni alle porte, dice?

«L’avvocato del pueblo, Conte, ormai è scatenato. Dicono che i suoi fedelissimi siano imbufaliti più di lui: vorrebbero staccare la spina già domani mattina».

E la controparte?

«A Palazzo Chigi sono sfiancati. L’altro giorno un ministro ha sbottato: “Ma che pensate che dica Draghi? Viva la guerra? Bombardiamo tutti?”».

E gli alleati di governo?

«Prima è passato un dirigente dem: “Non è una situazione che possiamo reggere a lungo: le armi, il pacifismo, l’ambiente. Così non andiamo lontano”. Il campo largo è un campo minato».

Quanto può durare?

«Poco: nell’entourage di Chigi dicono che “il primo a non voler farsi logorare è proprio Draghi”. Gira voce che abbia anticipato in estate la manovra di Bilancio: un passo avanti verso il voto in autunno».

Ma su queste pagine lo diciamo da settimane…

«Appunto, dottò: ora è una Verità universale. Come dicevo, ben svegliati a tutti».

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