Polonia, ora la crisi diventa politica. Tribunale costituzionale esautorato
Tusk appare isolato e c’è chi vuole il voto anticipato. Contrasti anche nella polizia.
Tusk appare isolato e c’è chi vuole il voto anticipato. Contrasti anche nella polizia.
Il presidente ucraino continua a sollecitare i Patriot a Washington, che però potrebbero arrivare tra anni. E così pensa di ottenerli subito dagli alleati del Vecchio continente. Mosca: «Impossibile dialogare con loro».
L’ex primo ministro sloveno Janša elenca i dieci motivi che lo fanno dubitare del buon operato di Bruxelles: dall’annullamento delle elezioni in Romania fino alla tassa sulle fonti energetiche fossili. Se lo avesse fatto qualcuno in Italia sarebbe stato lapidato.
L’attuale crisi di Varsavia va vista, in ultima istanza, come un regolamento di conti imperialistico: Bruxelles vuole mettere in riga una provincia ribelle. E per farlo ricorre ai mezzi che altrove condanna.
Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica è intervenuto al Consiglio Energia dell’Ue a Lussemburgo, chiedendo che le regole europee non penalizzino la capacità dei singoli Stati di decidere sulle proprie politiche energetiche.
Meloni e Frederiksen critiche. Mosca: «Vogliono inserirsi a tutti i costi nelle trattative».
Pubblicità seducente e incentivi fiscali per il nuovo strumento che investe in automatico il denaro in «aziende dell’economia reale». Ma non si sa quali siano. E per di più il deposito non è garantito dal fondo interbancario.
Von der Leyen, senza ok degli Stati, invia al tavolo con Usa, Russia e Ucraina l’ex capo della sua campagna elettorale. Costa prepara altri 70 miliardi per Zelensky.
Il senatore leghista presenta con Borchia e Gusmeroli una mozione per frenare il trasferimento di poteri a Bruxelles: «No all’esercito europeo e all’abolizione del veto». E attacca sui fondi per le armi all’Ucraina: «Le decisioni devono passare dai Parlamenti nazionali».
Bagno di realtà da parte di Dmitriev a Bruxelles: «Se l’Ue ci domanderà gasolio, glielo invieremo. L’energia costerà sempre di più, comprarla dalla Russia sarà imprescindibile». Kiev dispone l’evacuazione di famiglie con bambini da Kramatorsk e Slovyansk.
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