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Chi sbaglia non paga. Il pm condannato viene confermato procuratore Ue
Sergio Maria Spadaro (Ansa)
Spadaro, colpevole di non aver depositato atti nel processo Eni/Nigeria, si occuperà ancora di reati finanziari nell’Unione.

Dentro alla magistratura non cambia mai niente. In Italia, come in Europa. L’ultima chicca è il rinnovo del mandato quinquennale, a partire dal 16 maggio 2026, quale procuratore europeo delegato, di Sergio Maria Spadaro (Ped della sede di Milano) e di altri 13 colleghi. Si tratta di magistrati che operano a livello nazionale per conto della Procura europea (Eppo), l’organo indipendente dell’Unione europea incaricato di perseguire i reati che colpiscono gli interessi finanziari dell’Ue.

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Meloni: «Ora stop Ets». L’Ue dorme... Dl Bollette già obsoleto per la crisi
Giorgia Meloni (Ansa)
Al prossimo Consiglio dell’Unione il premier chiederà lo scorporo delle quote di emissione.

Il conflitto in Iran e il blocco del canale di Hormuz, da dove transita il 20% del petrolio mondiale, stanno provocando uno choc energetico la cui evoluzione è difficile da prevedere. Nonostante le riserve stoccate nel nostro Paese, l’Italia è ostaggio di un sistema di tariffazione europeo che ne gonfia artificialmente i costi e l’impatto sulle bollette e sul rifornimento di carburante già si fa sentire.

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Lo ha dichiarato la vicepresidente del Lazio Roberta Angelilli a margine dell’incontro con il commissario per la Politica regionale e di coesione Raffaele Fitto, che si è tenuto presso la Rappresentanza dello Stato Libero di Baviera.

Lo ha dichiarato il Presidente di Coldiretti Ettore Prandini, intervenendo sul tema dei fertilizzanti e delle risorse Ue per la Politica agricola comune, durante il Forum alimentare globale Farm Europe 2026.

Francia e Germania contro Von der Leyen che limita le banche nei prestiti di denaro
Ursula von der Leyen (Ansa)
Lettera congiunta dei ministri dell’Economia alla Commissione: snellire i regolamenti finanziari per aiutare famiglie e imprese.

Proprio nei giorni in cui cresce la propaganda a favore di «più Europa!», si manifestano evidenti segnali di sgretolamento di tutto l’assetto istituzionale della Ue e sono proprio gli Stati membri a stimolare questo processo. Da Parigi, Roma e Berlino arrivano forti segnali di insoddisfazione verso l’operato della Commissione guidata da Ursula von der Leyen e la sua capacità di fornire risposte rapide ed efficaci per la tutela degli interessi economici delle principali potenze economiche.

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