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All’Ue basta lo 0,001% per lasciarci nel guano
(Getty Images)
Oggi Eurostat diffonderà i dati ufficiali sul nostro rapporto deficit/Pil: se sarà del 3%, usciremo dalla procedura d’infrazione. Se dovessimo sforare, anche di pochissimo, l’Europa farà scattare le ganasce. Che si ripercuoteranno su sanità e pensioni.

Siamo appesi allo 0,01%. O forse anche allo 0,001. Ma a voi sembra normale? Il nostro destino, i conti pubblici, le future manovre e, dunque, la vita dei cittadini, le nostre tasse e le nostre pensioni, in queste ore oscillano pericolosamente attorno agli zero virgola per cento del bilancio. Numeri decimali e cervelli decimati: queste sono le regole dell’Europa. E noi ne siamo, purtroppo, ancora prigionieri.

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L’aumento del prezzo del carburante impatterà sul lungo raggio. Bruxelles ammette solo rimborsi in caso di cancellazioni per penuria di cherosene. Lufthansa taglia 20.000 rotte. Rincari del 30% sui preservativi.

Niente voli, niente vacanze, case torride senza aria condizionata, illuminazione contingentata e spostamenti a piedi o assiepati sui mezzi pubblici. Cosa resta? Chiusi in casa con le lenzuola appiccicate sulla pelle per il caldo, magari qualcuno avrà ancora voglia di fare l’amore. Un desiderio che lo choc energetico farà passare, dato che anche i profilattici saranno presto venduti a caro prezzo. È questo lo scenario da brivido che la guerra in Iran ci sta consegnando come nemmeno l’austerity degli anni Settanta aveva osato immaginare.

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Trump paga e riapre Hormuz. Ma l’Ue vuol chiuderci in casa
Ursula von der Leyen (Ansa)
Il cessate il fuoco in Libano (e 20 miliardi da Washington) spingono Teheran a sbloccare lo Stretto. Anche Giorgia Meloni pronta a inviare navi. L’Europa invece prepara il lockdown: domeniche a piedi, smart working, bici e luci spente.

Non andate in vacanza e possibilmente guidate piano, senza correre in autostrada. Abbassate di qualche grado il riscaldamento e indossate la maglia di lana. Insomma, la ricetta della Ue per affrontare la crisi energetica si traduce in una raccomandazione: state in casa e copritevi bene. Fin lì ci sarebbe arrivata anche mia nonna, nonostante fosse una povera contadina che viveva in una cascina riscaldata da un grande camino.

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Bruxelles beffata dai comici russi: «Manovre anti Biennale»
Henna Virkkunen (Ansa)
La vice di Ursula von der Leyen, Henna Virkkunen, si credeva al telefono con l’ex leader di Kiev e dice la verità.

Sono giorni che cerchiamo dal governo alcune risposte rispetto alla questione Biennale di Venezia e risposte chiare non ne arrivano. Sappiamo solo che l’Europa ha tagliato 2 milioni di euro di finanziamento per ragioni politiche. Ma, come bene aveva sottolineato recentemente, la Fondazione presieduta da Pietrangelo Buttafuoco è autonoma per statuto, a maggior ragione dalla politica italiana e Ue. Dunque? Nemmeno Mattarella ha nulla da eccepire in difesa dell’autonomia della Biennale, detta anche l’Onu dell’arte (tra l’altro delle Nazioni Unite la Russia è membro permanente)?

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L'Europa finanzia Putin e affama Zelensky
Vladimir Putin (Ansa)
Dallo scoppio della guerra nel 2022 i Paesi della Ue sono i principali compratori mondiali di gas russo, più ancora degli asiatici. Intanto Bruxelles impone i suoi balzelli green anche agli ucraini, che con l’altra mano riempie di quattrini. Un atteggiamento suicida.

Come si dice suicidio in danese? Secondo l’Intelligenza artificiale, che mi aiuta nella ricerca, la traduzione è selvmord. E nella lingua di Hans Christian Andersen come si scrive ipocrita? Sia per le donne che per gli uomini si usa hikler. State pensando che mi voglia trasferire a Copenhagen? Tranquilli, non correte a festeggiare: non ho nessuna intenzione di traslocare. Mi sono interessato alla trasposizione dei due termini dopo aver letto l’intervista rilasciata alla Stampa dal commissario europeo all’Energia, il danese Dan Jorgensen.

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