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Tasse green, dietrofront Ue. Roma vuole tagliare le accise per trasporti e industrie
(Imagoeconomica)
La Von der Leyen propone solo una revisione del sistema di scambio sulle emissioni. L’Italia guida la pattuglia di Paesi preoccupati per l’impatto su elettricità e produzione.

Si accende il dibattito sull’Ets, il sistema di scambio di quote di emissioni, in vista del vertice del Consiglio europeo di domani e alla luce dei rincari energetici effetto del conflitto iraniano. «Stiamo accelerando il lavoro sulla prossima revisione dell’Ets per definire una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030», è quanto ha scritto il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nella lettera rivolta ai leader Ue.

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Hezbollah colpisce i caschi blu dell’Onu. Detriti di un razzo sulla base italiana
Forze israeliane al confine con il Libano (Ansa)
  • Israele avanza in Libano per ampliare la sua zona cuscinetto Canada, Parigi, Berlino, Roma e Londra invocano negoziati.
  • La chiusura di Bab el-Mandeb interdirebbe il Mediterraneo a 8,8 milioni di barili al dì. Tajani blinda le missioni Ue: «Si possono rafforzare, non estendere al Golfo Persico».

Lo speciale contiene due articoli.

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Giostra di riunioni dell’Ue e del G7. Fi insiste: accise giù, compensa l’Iva
Antonio Tajani (Ansa)
Il gasolio schizza sopra i 2 euro al litro. Il ministro Usa: «Calo dei prezzi entro l’estate».

Oggi e domani potrebbero arrivare delle risposte dal Consiglio Energia e dal Consiglio Ambiente a Bruxelles per tamponare l’emergenza prezzi di carburanti ed energia. Sul tavolo, quindi, un Piano d’azione per un’energia accessibile e misure per affrontare la traslazione dei costi Ets. Parteciperà il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che prenderà parte anche alla riunione ministeriale dell’Alleanza per il Nucleare. Prevista anche una riunione straordinaria dei ministri dell’Energia del G7 presieduta dalla Francia. I temi sempre gli stessi.

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Pur di non riprendere metano e petrolio da Putin, approfittando dello stop alle sanzioni, la Commissione preferirebbe razionare i consumi e insistere con il green. Una follia che rovinerebbe le imprese e i cittadini.


«Volete la pace o l’aria condizionata?». Quando Mario Draghi nel 2022 pose il suddetto quesito, in realtà omise di dire che la scelta era tra la libertà dell’Ucraina e la bolletta di casa nostra. Tuttavia, in seguito alla guerra in Iran, la questione si ripropone e con ancora maggiore forza. Gli italiani sanno quanto costò la decisione di appoggiare la resistenza di Kiev all’aggressione russa. A carico dei contribuenti non furono scaricati soltanto i costi degli aiuti alla popolazione ucraina, ma anche quelli indotti dal conflitto, ovvero il rincaro dei combustibili fossili, che si tradusse in un generale aumento dei prezzi.

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Ursula e Kallas scoprono la realtà: «Regole saltate, l’Ue diventi potenza»
Kaja Kallas e Ursula von der Leyen (Ansa)
Alla Commissione si accorgono che i vecchi tempi «non torneranno». Ma con le «transizioni» ci hanno già messi fuori gioco. Infatti Parigi critica l’attivismo di Bruxelles. E Berlino va da sola in cerca di materie prime.

«L’Europa non può più essere un custode del vecchio ordine mondiale, di un mondo che se n’è andato e non tornerà». Con i loro tempi, a Bruxelles hanno attraversato le cinque fasi del lutto. Adesso sono arrivati all’ultima: l’accettazione. Così, ieri, Ursula von der Leyen ha potuto arringare gli ambasciatori dell’Ue, invitandoli a considerare che «non possiamo più fare affidamento» sul beneamato «sistema basato sulle regole» e che occorrono nuove strategie «per difendere i nostri interessi».

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