Giostra di riunioni dell’Ue e del G7. Fi insiste: accise giù, compensa l’Iva
Oggi e domani potrebbero arrivare delle risposte dal Consiglio Energia e dal Consiglio Ambiente a Bruxelles per tamponare l’emergenza prezzi di carburanti ed energia. Sul tavolo, quindi, un Piano d’azione per un’energia accessibile e misure per affrontare la traslazione dei costi Ets. Parteciperà il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, che prenderà parte anche alla riunione ministeriale dell’Alleanza per il Nucleare. Prevista anche una riunione straordinaria dei ministri dell’Energia del G7 presieduta dalla Francia. I temi sempre gli stessi.
Come già emerso, a Bruxelles la scorsa settimana si è parlato di un razionamento dell’energia elettrica, così come avvenuto nel 2022, all’inizio della guerra in Ucraina, ma si pensa anche ad altre soluzioni come il ritorno al nucleare con i mini-reattori di nuova generazione.
Intanto, mentre si discute su cosa fare, alle pompe il prezzo medio self-service è di 1,84 euro al litro per la benzina e 2,07 euro al litro per il gasolio. Per capire la gravità della situazione, basta ricordare che la maggior parte degli italiani possiede mezzi alimentati a diesel e che lo stesso tipo di carburante è quello che serve a mezzi come tir, furgoni e macchine da lavoro. Nel frattempo, il Financial Times fa anche sapere che, se i prezzi del greggio si mantenessero ai livelli raggiunti dall’inizio della guerra in Iran, le compagnie petrolifere statunitensi potrebbero incassare quest’anno un guadagno straordinario di oltre 60 miliardi di dollari. Inoltre, secondo le proiezioni della banca d’investimento Jefferies, i produttori americani genereranno un flusso di cassa aggiuntivo di 5 miliardi di dollari solo questo mese, a seguito di un aumento dei prezzi del petrolio di circa il 47% rispetto al 28 febbraio, giorno dell’attacco in Iran. Quadro più complicato, invece, per le maggiori compagnie petrolifere internazionali. Tuttavia, il segretario americano all’Energia, Chris Wright, ha assicurato che i prezzi torneranno ai livelli pre bellici in tempo per i viaggi estivi.
Per quanto riguarda l’Italia, ne ha parlato ieri il ministro degli Esteri Antonio Tajani a Diario della domenica su Rete 4: «Dobbiamo evitare che ci sia un’impennata dei prezzi: il governo sta valutando una riduzione delle accise». Le sue parole però vanno contro quello che aveva spiegato il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, in un’intervista al Quotidiano nazionale: «No a un taglio delle accise» perché «con il governo Draghi costò allo Stato, ai cittadini, circa 1 miliardo al mese e non raggiunse l’obiettivo». Il ministro si è detto favorevole, invece, a interventi mirati per i meno abbienti. Tajani ha poi precisato: «Stiamo lavorando, il problema non è fare in fretta ma fare bene». Tradotto: il governo prende tempo perché il rischio è quello di far danni.
«Il governo sceglie la strada sbagliata, rifiutando di tagliare le accise come prevede la normativa italiana e annunciando i soliti inutili palliativi che varranno solo per le famiglie meno abbienti senza apportare reali benefici alla collettività», lamenta il Codacons, rispondendo alle dichiarazioni rilasciate da Urso. «Il ministro boccia su tutta la linea il possibile taglio delle accise, fornendo a supporto delle sue tesi numeri inesatti» perché «la riduzione della tassazione sui carburanti operata da Draghi nel marzo del 2022 portò infatti l’indice nazionale dell’inflazione a calare in modo immediato dello 0,5% (dal 6,5% al 6%) che, tradotto in soldoni e considerata la spesa per consumi delle famiglie italiane dell’anno 2022, equivale ad un risparmio da circa 4 miliardi di euro per la collettività dei consumatori».
«Un’idea sulla quale ragionare», ha di nuovo ribadito il vicepremier Tajani nella stessa giornata: «Può essere un taglio delle accise compensato dall’aumento dell’Iva». Si registra un po’ di confusione, insomma: l’unica certezza è che con il rialzo dei prezzi anche l’Iva si alza e quindi lo Stato incasserà di più. L’altra certezza è che si sta attentissimi ai conti. Obiettivo: rimettere i conti in ordine e uscire, come previsto, entro quest’anno dalla procedura d’infrazione Ue.




