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2024-06-03
Guida a Euro 2024
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Archiviata la stagione per quanto riguarda i club, con la vittoria del Real Madrid in Champions League, è tempo ora di nazionali. Prima della grande abbuffata di sport con le Olimpiadi di Parigi dal 26 luglio all’11 agosto, gli appassionati di calcio avranno l’agenda bella piena di impegni da seguire con i due tornei continentali più importanti del mondo: gli Europei e la Copa America.
Euro 2024 aprirà le danze in Germania venerdì 14 giugno all’Allianz Arena di Monaco, dove alle 21, dopo la cerimonia di inaugurazione, scenderanno in campo i padroni di casa della Germania e la Scozia, nella prima partita del gruppo A che racchiude anche Ungheria e Svizzera, in campo sabato 15 alle 15 a Colonia. Giorno importante per l’Italia, visto che gli azzurri esordiranno alle 21 a Dortmund contro l’Albania. Scontato dire che partire con il piede giusto in un girone, il B, che vede anche Spagna e Croazia, una di fronte all’altra alle 18 all’Olympiastadion di Berlino, è più che mai necessario se gli uomini di Luciano Spalletti non vogliono complicarsi il cammino pronti via.
Il ct azzurro nella giornata di giovedì 6 giugno dovrà diramare la lista definitiva dei 26 calciatori selezionati. Al pre raduno di Coverciano ne sono stati chiamati 30: i portieri Donnarumma, Meret, Vicario e Provedel; i difensori Bastoni, Bellanova, Buongiorno, Calafiori, Cambiaso, Darmian, Di Lorenzo, Dimarco, Mancini; i centrocampisti Barella, Cristante, Fagioli, Folorunho, Frattesi, Jorginho, Pellegrini e Ricci; gli attaccanti Chiesa, El Shaarawy, Orsolini, Raspadori, Retegui, Scamacca e Zaccagni. Da questa lista sono usciti Acerbi e Scalvini, il primo per aver deciso di sottoporsi a intervento chirurgico per risolvere i problemi di pubalgia, il secondo per il brutto infortunio al crociato subito nel recupero della partita tra Atalanta e Fiorentina lo scorso 2 giugno. Al momento Spalletti ha chiamato in sostituzione soltanto lo juventino Gatti, per cui dalla lista dei 29 saranno in 3 a essere «tagliati». Tra i maggiori indiziati non ci dovrebbe essere Nicolò Fagioli: il centrocampista della Juventus è stato scelto per il pre raduno tra lo stupore generale in quanto è reduce da una stagione vissuta quasi interamente ai box per la squalifica di sette mesi legata alle scommesse. Ma le parole di Spalletti il giorno del ritrovo a Coverciano lasciano intendere che il bianconero ha tutte le carte in regole per partire per la Germania: «La sua convocazione è una scelta tecnica. Il campo dirà se abbiamo fatto la scelta giusta». Lo stesso Fagioli, protagonista oggi in conferenza stampa insieme a Spalletti alla vigilia dell'amichevole contro la Turchia, si è detto sorpreso: «Dopo essere stato fuori tanto a lungo sono rimasto stupito pure io di questa convocazione, ci speravo, ho lavorato per essere convocabile per la Nazionale e adesso sto vivendo un'emozione e farò di tutto per restare tra i 26 che andranno all'Europeo». Quindi tra i papabili per l'esclusione restano Ricci, Folorunsho e uno tra Zaccagni e Orsolini. Nel frattempo il gruppo azzurro si avvicina alla Germania con due amichevoli: la prima in programma domani alle 21 al Dall'Ara di Bologna contro la Turchia di Vincenzo Montella, la seconda contro la Bosnia domenica 9 giugno alle 20:45 al Castellani di Empoli. Due test importanti, sopratutto il primo, visto che la Turchia guidata dal ct italiano si è qualificata a Euro 2024 vincendo il proprio gruppo davanti alla Croazia, avversaria degli azzurri nella terza e quasi sicuramente decisiva partita del girone. Un girone B che, sulla carta, dovrebbe essere vinto dalla Spagna, con Italia e Croazia che si contenderanno il secondo posto. ma attenzione a non sottovalutare l'Albania: la formazione allenata dal ct brasiliano Sylvinho ha nelle sue fila diversi giocatori che militano nel nostro campionato da diversi anni e non vuole di certo fare da vittima sacrificale del girone, motivo per cui sbagliare la partita contro la nazionale di Tirana può essere determinate negli equilibri del gruppo. Occorre ricordare, ai fini del regolamento, che a qualificarsi agli ottavi di finale saranno, oltre alle prime due classificate di ogni girone, anche le quattro migliori terze. Ciò significa che se gli azzurri dovessero fare bottino pieno nel match di esordio con l'Albania, avrebbero discrete chance di passare il turno.
Ma veniamo agli altri gironi. Il gruppo A vede i padroni di casa della Germania insieme a Scozia, Ungheria e Svizzera. Si tratta di un girone molto più equilibrato di quel che potrebbe sembrare, perché è vero che i tedeschi avranno la motivazione e la spinta del proprio pubblico dalla loro, ma in questi ultimi anni la selezione ora in mano a Julian Negelsmann sta affrontando un periodo di ricambio generazionale. Il blocco di giocatori del Bayern Monaco (saranno in sei: Neuer, Kimmich, Musiala, Pavlovic, Sané e Muller) viene dalla peggior stagione in Bundesliga degli ultimi dieci anni. Le giovani stelle Musiala, appunto, e Wirtz danno qualità e freschezza, Neuer, Muller e Kroos - il centrocampista fresco campione d'Europa per la sesta volta con il Real Madrid ha annunciato che lascerà il calcio giocato al termine degli Europei - classe ed esperienza. Superare il girone non dovrebbe essere un problema, ma la Scozia e, soprattutto la Svizzera e l'Ungheria di Marco Rossi, sono pronte ad approfittare di eventuali passi falsi. Nel gruppo C l'Inghilterra, considerata dai bookmakers la favorita numero uno alla conquista del titolo, se la dovrà vedere con Danimarca, Serbia e Slovenia. Gareth Southgate, sulla panchina della nazionale dei Tre Leoni dal 2016, vuole raccogliere i frutti di una gestione lunga e prendersi quel titolo svanito tre anni fa in casa, a Wembley, ai calci di rigore contro l'Italia: per farlo si affida a u gruppo nel pieno della sua maturità, da Harry Kane, reduce da una stagione senza titoli ma con 46 gol segnati con la maglia del Bayern Monaco, a Declan Rice, Saka, Foden e Bellingham. Alle spalle dell'Inghilterra c'è la Danimarca come favorita principale per il passaggio del gruppo: i danesi fecero benissimo nel 2021 arrivando fino alla semifinale persa proprio contro l'Inghilterra. Insidiare i primi due posti di questo gruppo per Serbia e Slovenia sarà affare molto complicato. Il gruppo D vede ai nastri di partenza la Francia davanti a Olanda, Polonia e Austria. Una nazionale che ha i problemi di abbondanza con cui ha a che fare Didier Deschamps non può essere considerata almeno un passo avanti alle altre. Non solo Mbappé, fresco di passaggio dal Paris Saint-Germain al Real Madrid, ma anche Dembele, Marcus Thuram, Griezmann, Camavinga, Tchouameni, Barcola, Theo Hernandez e Giroud solo per citarne alcuni. L'Olanda di Ronald Koeman, dopo anni bui, è in netta crescita e punta a disputare un ottimo europeo: con la giusta convinzione e solidità ha i mezzi per fare un percorso virtuoso. Austria e Polonia dovrebbero giocarsi un eventuale ripescaggio come migliore terza. Il gruppo E è forse il più equilibrato e incerto di tutto il torneo. Molto dipenderà dal rendimento del Belgio, eterna promessa, negli ultimi anni stabilmente al vertice del ranking Fifa (attualmente è al terzo posto), ma che quando si presenta il momento decisivo del grande torneo fallisce tutte le aspettative. Dopo la gestione dello spagnolo Roberto Martinez, ora alla guida del Portogallo, tocca all'italiano Domenico Tedesco dimostrare che la nazionale fiamminga, ricca di talento, non è solo fumo, ma anche arrosto: Lukaku deve riscattare stagioni troppo opache, De Bruyne, dopo i successi con il Manchester City, vuole vincere anche con la maglia del suo Paese, De Keteleare dopo la parentesi negativa al Milan e la stagione da protagonista con l'Atalanta, va a caccia del bis in Europa. Pronte a inserirsi nella lotta qualificazione l'Ucraina di Rebrov, la Romania di Iordanescu e la Slovacchia dell'italiano Francesco Calzona, reduce dall'esperienza come traghettatore al Napoli. Infine, il gruppo F con Portogallo, Turchia, Repubblica Ceca e Georgia.
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Tra 11 giorni in Germania scatta il torneo continentale per nazionali. L'Italia di Luciano Spalletti è chiamata a difendere il titolo conquistato tre anni fa a Wembley. Ma le favorite sono Francia, Inghilterra e i padroni di casa davanti a Spagna e Portogallo. Attenzione alle outsider Olanda, Belgio e Turchia.Archiviata la stagione per quanto riguarda i club, con la vittoria del Real Madrid in Champions League, è tempo ora di nazionali. Prima della grande abbuffata di sport con le Olimpiadi di Parigi dal 26 luglio all’11 agosto, gli appassionati di calcio avranno l’agenda bella piena di impegni da seguire con i due tornei continentali più importanti del mondo: gli Europei e la Copa America.Euro 2024 aprirà le danze in Germania venerdì 14 giugno all’Allianz Arena di Monaco, dove alle 21, dopo la cerimonia di inaugurazione, scenderanno in campo i padroni di casa della Germania e la Scozia, nella prima partita del gruppo A che racchiude anche Ungheria e Svizzera, in campo sabato 15 alle 15 a Colonia. Giorno importante per l’Italia, visto che gli azzurri esordiranno alle 21 a Dortmund contro l’Albania. Scontato dire che partire con il piede giusto in un girone, il B, che vede anche Spagna e Croazia, una di fronte all’altra alle 18 all’Olympiastadion di Berlino, è più che mai necessario se gli uomini di Luciano Spalletti non vogliono complicarsi il cammino pronti via.Il ct azzurro nella giornata di giovedì 6 giugno dovrà diramare la lista definitiva dei 26 calciatori selezionati. Al pre raduno di Coverciano ne sono stati chiamati 30: i portieri Donnarumma, Meret, Vicario e Provedel; i difensori Bastoni, Bellanova, Buongiorno, Calafiori, Cambiaso, Darmian, Di Lorenzo, Dimarco, Mancini; i centrocampisti Barella, Cristante, Fagioli, Folorunho, Frattesi, Jorginho, Pellegrini e Ricci; gli attaccanti Chiesa, El Shaarawy, Orsolini, Raspadori, Retegui, Scamacca e Zaccagni. Da questa lista sono usciti Acerbi e Scalvini, il primo per aver deciso di sottoporsi a intervento chirurgico per risolvere i problemi di pubalgia, il secondo per il brutto infortunio al crociato subito nel recupero della partita tra Atalanta e Fiorentina lo scorso 2 giugno. Al momento Spalletti ha chiamato in sostituzione soltanto lo juventino Gatti, per cui dalla lista dei 29 saranno in 3 a essere «tagliati». Tra i maggiori indiziati non ci dovrebbe essere Nicolò Fagioli: il centrocampista della Juventus è stato scelto per il pre raduno tra lo stupore generale in quanto è reduce da una stagione vissuta quasi interamente ai box per la squalifica di sette mesi legata alle scommesse. Ma le parole di Spalletti il giorno del ritrovo a Coverciano lasciano intendere che il bianconero ha tutte le carte in regole per partire per la Germania: «La sua convocazione è una scelta tecnica. Il campo dirà se abbiamo fatto la scelta giusta». Lo stesso Fagioli, protagonista oggi in conferenza stampa insieme a Spalletti alla vigilia dell'amichevole contro la Turchia, si è detto sorpreso: «Dopo essere stato fuori tanto a lungo sono rimasto stupito pure io di questa convocazione, ci speravo, ho lavorato per essere convocabile per la Nazionale e adesso sto vivendo un'emozione e farò di tutto per restare tra i 26 che andranno all'Europeo». Quindi tra i papabili per l'esclusione restano Ricci, Folorunsho e uno tra Zaccagni e Orsolini. Nel frattempo il gruppo azzurro si avvicina alla Germania con due amichevoli: la prima in programma domani alle 21 al Dall'Ara di Bologna contro la Turchia di Vincenzo Montella, la seconda contro la Bosnia domenica 9 giugno alle 20:45 al Castellani di Empoli. Due test importanti, sopratutto il primo, visto che la Turchia guidata dal ct italiano si è qualificata a Euro 2024 vincendo il proprio gruppo davanti alla Croazia, avversaria degli azzurri nella terza e quasi sicuramente decisiva partita del girone. Un girone B che, sulla carta, dovrebbe essere vinto dalla Spagna, con Italia e Croazia che si contenderanno il secondo posto. ma attenzione a non sottovalutare l'Albania: la formazione allenata dal ct brasiliano Sylvinho ha nelle sue fila diversi giocatori che militano nel nostro campionato da diversi anni e non vuole di certo fare da vittima sacrificale del girone, motivo per cui sbagliare la partita contro la nazionale di Tirana può essere determinate negli equilibri del gruppo. Occorre ricordare, ai fini del regolamento, che a qualificarsi agli ottavi di finale saranno, oltre alle prime due classificate di ogni girone, anche le quattro migliori terze. Ciò significa che se gli azzurri dovessero fare bottino pieno nel match di esordio con l'Albania, avrebbero discrete chance di passare il turno.Ma veniamo agli altri gironi. Il gruppo A vede i padroni di casa della Germania insieme a Scozia, Ungheria e Svizzera. Si tratta di un girone molto più equilibrato di quel che potrebbe sembrare, perché è vero che i tedeschi avranno la motivazione e la spinta del proprio pubblico dalla loro, ma in questi ultimi anni la selezione ora in mano a Julian Negelsmann sta affrontando un periodo di ricambio generazionale. Il blocco di giocatori del Bayern Monaco (saranno in sei: Neuer, Kimmich, Musiala, Pavlovic, Sané e Muller) viene dalla peggior stagione in Bundesliga degli ultimi dieci anni. Le giovani stelle Musiala, appunto, e Wirtz danno qualità e freschezza, Neuer, Muller e Kroos - il centrocampista fresco campione d'Europa per la sesta volta con il Real Madrid ha annunciato che lascerà il calcio giocato al termine degli Europei - classe ed esperienza. Superare il girone non dovrebbe essere un problema, ma la Scozia e, soprattutto la Svizzera e l'Ungheria di Marco Rossi, sono pronte ad approfittare di eventuali passi falsi. Nel gruppo C l'Inghilterra, considerata dai bookmakers la favorita numero uno alla conquista del titolo, se la dovrà vedere con Danimarca, Serbia e Slovenia. Gareth Southgate, sulla panchina della nazionale dei Tre Leoni dal 2016, vuole raccogliere i frutti di una gestione lunga e prendersi quel titolo svanito tre anni fa in casa, a Wembley, ai calci di rigore contro l'Italia: per farlo si affida a u gruppo nel pieno della sua maturità, da Harry Kane, reduce da una stagione senza titoli ma con 46 gol segnati con la maglia del Bayern Monaco, a Declan Rice, Saka, Foden e Bellingham. Alle spalle dell'Inghilterra c'è la Danimarca come favorita principale per il passaggio del gruppo: i danesi fecero benissimo nel 2021 arrivando fino alla semifinale persa proprio contro l'Inghilterra. Insidiare i primi due posti di questo gruppo per Serbia e Slovenia sarà affare molto complicato. Il gruppo D vede ai nastri di partenza la Francia davanti a Olanda, Polonia e Austria. Una nazionale che ha i problemi di abbondanza con cui ha a che fare Didier Deschamps non può essere considerata almeno un passo avanti alle altre. Non solo Mbappé, fresco di passaggio dal Paris Saint-Germain al Real Madrid, ma anche Dembele, Marcus Thuram, Griezmann, Camavinga, Tchouameni, Barcola, Theo Hernandez e Giroud solo per citarne alcuni. L'Olanda di Ronald Koeman, dopo anni bui, è in netta crescita e punta a disputare un ottimo europeo: con la giusta convinzione e solidità ha i mezzi per fare un percorso virtuoso. Austria e Polonia dovrebbero giocarsi un eventuale ripescaggio come migliore terza. Il gruppo E è forse il più equilibrato e incerto di tutto il torneo. Molto dipenderà dal rendimento del Belgio, eterna promessa, negli ultimi anni stabilmente al vertice del ranking Fifa (attualmente è al terzo posto), ma che quando si presenta il momento decisivo del grande torneo fallisce tutte le aspettative. Dopo la gestione dello spagnolo Roberto Martinez, ora alla guida del Portogallo, tocca all'italiano Domenico Tedesco dimostrare che la nazionale fiamminga, ricca di talento, non è solo fumo, ma anche arrosto: Lukaku deve riscattare stagioni troppo opache, De Bruyne, dopo i successi con il Manchester City, vuole vincere anche con la maglia del suo Paese, De Keteleare dopo la parentesi negativa al Milan e la stagione da protagonista con l'Atalanta, va a caccia del bis in Europa. Pronte a inserirsi nella lotta qualificazione l'Ucraina di Rebrov, la Romania di Iordanescu e la Slovacchia dell'italiano Francesco Calzona, reduce dall'esperienza come traghettatore al Napoli. Infine, il gruppo F con Portogallo, Turchia, Repubblica Ceca e Georgia.
Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast dell'11 marzo con Carlo Cambi
L’aumento delle bollette energetiche legato alle tensioni in Medio Oriente preoccupa le famiglie italiane. Secondo Eumetra, il 68% ridurrebbe altre spese, dal tempo libero all’abbigliamento, e quasi un quarto potrebbe rinviare visite mediche o controlli dentistici.
Le tensioni in Medio Oriente e il rischio di nuovi rincari dell’energia tornano a pesare sulle preoccupazioni delle famiglie italiane. Se le bollette di luce e gas dovessero aumentare tra il 10 e il 20 per cento, due famiglie su tre sarebbero costrette a ridurre altre spese. È quanto emerge da una ricerca realizzata da Eumetra subito dopo l’attacco all’Iran da parte di Stati Uniti e Israele, che prova a misurare gli effetti delle tensioni geopolitiche sui bilanci domestici.
Secondo l’indagine, solo una minoranza degli italiani ritiene di poter assorbire senza particolari difficoltà un aumento delle bollette energetiche. Il 12 per cento lo considera sostenibile, mentre il 39 per cento parla di una situazione gestibile ma a prezzo di sacrifici. Più critica la posizione di chi teme un impatto pesante: il 31 per cento giudica l’aumento difficile da sostenere e un ulteriore 18 per cento lo definisce addirittura molto critico. Le difficoltà risultano più marcate tra le donne e nelle regioni del Sud e delle Isole. La quota di chi definisce la situazione “molto critica” è invece più elevata nel Centro Italia.
L’effetto immediato sarebbe un taglio ai consumi. Il 68 per cento degli intervistati afferma infatti che dovrebbe ridurre altre spese per compensare l’aumento dei costi energetici, mentre il 32 per cento ritiene che i propri comportamenti di consumo resterebbero invariati. Anche in questo caso emergono differenze di genere: tra gli uomini il 63 per cento prevede di comprimere altre spese, percentuale che sale al 72 per cento tra le donne. I tagli riguarderebbero soprattutto il tempo libero e le uscite, indicati dal 71 per cento di chi prevede di ridurre i consumi. Seguono la riduzione dell’energia domestica (64 per cento) e le spese per abbigliamento e accessori (62 per cento). Quasi la metà degli intervistati, il 49 per cento, limiterebbe invece spostamenti e trasporti non strettamente necessari.
Non mancano però segnali più preoccupanti. Il 26 per cento dichiara che ridurrebbe anche la spesa alimentare e il 24 per cento afferma che potrebbe rinviare visite mediche, controlli o cure dentistiche. Una scelta che riguarderebbe in particolare le donne. Le strategie cambiano anche in base all’età e al territorio. Gli over 55 indicano più spesso la riduzione dei consumi energetici domestici, scelta citata dal 71 per cento e che nel Nord Est arriva all’81 per cento. Nella stessa fascia d’età è più diffusa anche l’intenzione di tagliare le spese per abbigliamento e accessori, indicata dal 73 per cento. Tra i 35 e i 54 anni emerge invece con maggiore frequenza la volontà di limitare spostamenti e trasporti non indispensabili.
Il tema dei rincari energetici si riflette anche sul dibattito sulle politiche energetiche. Il 41 per cento degli italiani ritiene che il Paese debba accelerare sullo sviluppo delle energie rinnovabili, opzione che raccoglie il maggior consenso. Il 27 per cento punta invece su nuovi accordi per l’importazione di energia, mentre il 24 per cento considera prioritario sviluppare il nucleare, una soluzione che trova maggiore sostegno tra i giovani tra i 18 e i 34 anni. Solo l’8 per cento ritiene che non sia necessario cambiare l’attuale strategia energetica.
Secondo Matteo Lucchi, amministratore delegato di Eumetra, le tensioni internazionali confermano quanto l’energia sia diventata un fattore centrale per la stabilità economica e sociale. Anche aumenti relativamente contenuti delle bollette, osserva, possono produrre effetti a catena sui consumi delle famiglie, con conseguenze che finiscono per coinvolgere l’intero sistema economico.
Nel complesso, conclude la ricerca, il rischio di bollette più alte non riguarda soltanto il settore energetico ma potrebbe tradursi in una contrazione diffusa dei consumi, influenzando le scelte quotidiane delle famiglie e alimentando allo stesso tempo una crescente domanda di cambiamento nelle politiche energetiche del Paese.
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Ansa
Secondo alcune fonti il motivo del ritardo risiede nel fatto che le accise mobili da sole non basterebbero per temperare l’emergenza prezzi. Si starebbe quindi lavorando ad un pacchetto più ampio che potrebbe entrare nel dl bollette. Resta il tema delle coperture, difficile reperirle nella situazione attuale, problema a cui il Mef sta lavorando in queste ore.
Ma la lentezza di intervento è un’epidemia europea. Uno dei pochi casi in cui sembrano tutti allineati. Anche in Francia il dibattito sul caro-carburante domina la scena ma il governo guidato da Sébastien Lecornu punta a rafforzare i controlli (così come annunciato dall’esecutivo Meloni) chiudendo all’ipotesi di un taglio delle accise per mancanza di risorse. «Bisogna aspettare» ha detto su Tf1 il ministro del Commercio escludendo ad ogni modo un taglio delle tasse su benzina e gasolio. L’opinione più diffusa è che si tratti di una bolla speculativa. Il commissario europeo all’Energia, Dan Jorgensen, in conferenza stampa a Strasburgo ha detto: «Abbiamo imparato delle lezioni dal 2022. Non siamo in una situazione neanche lontanamente così grave come nel 2022, ma abbiamo comunque tratto degli insegnamenti da quell’esperienza. Se ciò accadrà, ci dovranno essere misure temporanee e mirate. Quindi non stiamo parlando di cambiare in modo fondamentale la struttura della determinazione dei prezzi, per esempio il prezzo del carbonio (Ets) o altri meccanismi». La vicepresidente della Commissione europea, la socialista spagnola Teresa Ribera, ha aggiunto: «Il design del mercato dell'energia elettrica è stato rivisto nel 2023 e fornisce una serie di strumenti che non sono pienamente sfruttati. Sappiamo che c’è chi ritiene che potremmo aver bisogno di un disaccoppiamento dei prezzi dell’energia sul mercato ma forse il disaccoppiamento non aiuterebbe a ottenere prezzi più bassi».
La Commissione europea ha inviato una comunicazione in cui raccomanda agli Stati di permettere il cambio di fornitori di elettricità più rapidamente (entro un giorno), oneri più bassi sulle bollette e più trasparenza sulle informazioni relative a contratti e fatture.
Il punto di partenza è che tasse e oneri sull’elettricità rappresentano in media il 25% del prezzo per le famiglie e per questo Bruxelles dice di voler sostenere gli Stati membri anche se, nel contesto delle regole di bilancio che permettono una flessibilità decisamente limitata.
Al termine del Consiglio dei ministri il premier, Giorgia Meloni, ha preso parte a una videocall convocata da Italia, Germania e Belgio tra leader per fare il punto su semplificazione ed energia nel quadro della crisi dei prezzi causata dal conflitto in Iran e nel Golfo. Meloni «si è in particolare soffermata sulla necessità di una sospensione temporanea del meccanismo di tassazione del carbonio (ETS) sulla produzione di energia, in attesa di una rapida e più ampia revisione del meccanismo per affrontare anche i temi delle quote gratuite, della volatilità delle tariffe ETS nonché dell’interazione del meccanismo ETS con le regole del mercato elettrico europeo. Attenzione è stata anche riservata al completamento del Mercato unico e alla semplificazione regolatoria europea».
Il cdm è durato circa un’ora e tra le misure c’è stata la «ratifica ed esecuzione dell’accordo di partenariato tra la Costa d'Avorio e la Comunità europea uno schema di ddl di «ratifica ed esecuzione dell’accordo in materia di coproduzione cinematografica con la Cina». E ancora, l’attuazione della direttiva su prevenzione e la repressione della tratta di esseri umani. Infine si è discusso dei meccanismi che gli Stati membri devono istituire per prevenire l’uso del sistema finanziario a fini di riciclaggio o finanziamento del terrorismo.
Accolta la proposta del ministro della protezione civile Nello Musumeci sullo stato di emergenza in Calabria per un anno stanziando 15 milioni di euro per «i primi interventi urgenti di soccorso e assistenza alla popolazione e al ripristino della funzionalità dei servizi pubblici e delle infrastrutture». Infine, il decreto Infrastrutture dovrà tornare in cdm dopo le correzioni della Ragioneria Generale. Lo si apprende da fonti di governo. Il dl aveva avuto il via libera dal Consiglio dei ministri lo scorso 5 febbraio e quindi «ha definito ulteriormente l’iter approvativo del Ponte sullo Stretto in conformità ai rilievi della Corte dei conti».
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