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Gli italiani promuovono il neo ministro Valditara e la scuola del Merito

Gli italiani promuovono il neo ministro Valditara e la scuola del Merito
Giuseppe Valditara (Ansa

Otto italiani su 10 promuovono la scuola del Merito nata secondo le linee dettate dal nuovo governo di centrodestra.

È quanto rivela il sondaggio Demos pubblicato su Repubblica e condiviso da Affari Italiani e che promuove brillantemente il neo ministro Valditara.

Il principio del "merito scolastico" suscita una risposta positiva da parte della maggior parte degli intervistati. In effetti, 7 intervistati su 10 (e talvolta di più) hanno segnalato positivamente gli effetti delle linee guida che impattano sulla disponibilità e preparazionedegli insegnanti (74%), sui rapporti scuola-lavoro (73%) e sulla formazione degli studenti (70%). La maggioranza dei coinvolti nel sondaggio (63%) è anche d'accordo con il ritrovato concetto di giustizia sociale, e al «consentire a chi ottiene buoni risultati di avere maggiori opportunità nella vita, indipendentemente dalla famiglia di provenienza».

Un principio del merito ritrovato, apprezzato e condiviso che soprattutto tra i principali destinatari di queste iniziative: i giovani e, in particolare, gli studenti. Più di un terzo di loro (37%) si è detto a favore del merito, perché «favorire chi ha maggiori mezzi perché proviene da famiglie benestanti replica le disuguaglianze sociali».

Questa tendenza si ripresenta di fronte alla decisione del governo di nominare congiuntamente il Ministero dell'Istruzione "al Merito". Una scelta che incontra consensi tra il 48% degli intervistati e che viene ben accolta, ancora una volta, soprattutto dai giovani (34%) e gli studenti (32%).

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Lo Stretto resta chiuso e il petrolio sale. Si cercano rimedi ma le riserve sono solo una toppa. La Russia intanto sorride. Von der Leyen pentita sul nucleare.

Spiragli di negoziato tra Israele e Libano
Bombardamenti in Libano (Ansa)
Continuano i raid dell’Idf sulla terra dei cedri. Dall’inizio della guerra almeno 826 morti, di cui 106 bambini. Ferito un altro soldato Unifil. Emmanuel Macron chiede di mediare e offre Parigi come sede. Haaretz: «Possibili incontri nei prossimi giorni, più probabile a Cipro».

Israele sta valutando il lancio di una vasta operazione terrestre nel Libano meridionale con l’obiettivo di allontanare Hezbollah dalla linea di confine e distruggere le infrastrutture militari del movimento sciita. La notizia è stata riportata dal sito di informazione statunitense Axios, che cita fonti governative israeliane e americane.

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Il conto della guerra lo paga il referendum
(Ansa)
Piazze, strumentalizzazioni e bugie sono il segno che il cambiamento sulla giustizia fa paura. Ma i timori per le tensioni in Medio Oriente e per i rincari di pieno e bollette possono condizionare il voto del 22-23: il governo ci pensi per evitare flop.

Dicono che la separazione delle carriere serva a mettere i pubblici ministeri sotto il controllo della politica e dunque a indebolirli per poi porli al servizio del governo. Però allo stesso tempo dicono che la separazione delle carriere creerà un gruppo autoreferenziale di magistrati che non risponderà a nessuno. «Così si trasformano i pm in una casta separata di 2.200 Torquemada autoreferenziali, autogestiti con il loro Csm, più potenti e agguerriti di ieri»: Marco Travaglio scripsit.

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Sanzioni e accise, governo diviso. Meloni media ma il tempo stringe
Giorgia Meloni insieme ad Antonio Tajani e Matteo Salvini (Ansa)
Matteo Salvini sposa la linea Donald Trump, Antonio Tajani quella di Bruxelles. E il premier prepara il cdm.

La speculazione sui carburanti e le sanzioni alla Russia fanno accapigliare ancora i due vicepremier. Matteo Salvini, leader della Lega, adotta una linea filotrumpiana. Il numero uno di Forza Italia più filoeuropeista. Secondo Salvini anche l’Italia dovrebbe «allentare le sanzioni»: «Gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia pure, la Cina il petrolio lo sta avendo ugualmente dall’Iran» e «chi ne sta pagando le conseguenze siamo noi».

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