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Il finanziatore della dem Funaro si fa un albergo nell’ex Convitto

Il finanziatore della dem Funaro si fa un albergo nell’ex Convitto
Hotel Convitto della Calza
A Firenze un imprenditore, sponsor del sindaco, ha trasformato un antico immobile della Diocesi in hotel, benché la destinazione d’uso lo vietasse. Il Comune, che non ha vigilato per mesi, ora dice: «Verificheremo».

Può un’attività abusiva nascere impunemente sotto gli occhi di chi dovrebbe controllare che le norme pubbliche siano rispettate? A Firenze si può. Questo e altro. Tutti fanno quello che vogliono nonostante i divieti, costruiscono dove gli pare e come gli pare, salvo che il Comune si svegli quando tutto è già successo, solo perché sollecitato dall’opinione pubblica, e risponda candidamente «verificheremo… puniremo chi non è in regola». O, come è accaduto in qualche caso, «non sapevo». Oppure, addirittura : «L’ho visto passando…».

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Allontana la bimba dalla sua mamma. Per il giudice la stava solo salvando
(iStock)
A Perugia un gambiano strappa una bambina dalle mani della madre mentre è in attesa dell’autobus. Fermato, le scatta delle foto. Accolta la ricostruzione dello straniero: «La piccola si trovava in pericolo».
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La panzanella è una ricetta di recupero identitaria della Toscana, dove il pane raffermo è una sorta di rimedio per ogni occasione, che va fatta secondo regole precise. Noi ci siamo presi però la libertà di reinterpretarla per renderla ancora più semplice. Ma il risultato non cambia: è perfetta come spuntino per una cena estiva, va benissimo se ve la volete portare in spiaggia.
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Genova assediata da bande e degrado ma la Salis ha tempo solo per il Pride
Silvia Salis al Liguria Pride di Genova
L’allegria della sfilata Lgbt stona col clima di scarsa sicurezza che domina in città.

Genova è afflitta da violenza e degrado, anche nei quartieri più eleganti. Ma, ieri, la sindaca Silvia Salis ha trovato il tempo di sfilare al pride e di mandare i soliti messaggi da aspirante leader nazionale del campo largo.

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A Roma «Frocinema» si fa coi soldi pubblici di Gualtieri (e Rocca)
Il curatore di Fr*cinema Pietro Turano. Nel riquadro, la locandina dell'edizione 2026 (Getty Images)
La rassegna per pellicole «queer», dal nome eloquente, ha preso 250.000 euro dal Comune e 300.000 dalla Regione.

Ha l’elegantissimo titolo di Vajassa (traduzione in napoletano del termine «serva») il cortometraggio vincitore, nella sezione «Finzione», della terza edizione del Fr*cinema (l’asterisco è d’ordinanza), il Festival del cinema queer di Roma, del quale colpevolmente si conosceva appena l’esistenza fino a oggi. Colpevolmente perché la manifestazione, a cura di Pietro Turano per Arcigay Roma, è un progetto della Fondazione Piccolo America, che ha ricevuto dal Comune di Roma guidato da Roberto Gualtieri (Pd) il generoso contributo di 250.000 euro, soldi dei contribuenti erogati dal Campidoglio senza gara d’appalto, come denunciò all’epoca Fratelli d’Italia.

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