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Il libro che finalmente smaschera il business dell’immigrazione in Italia

Il libro che finalmente smaschera il business dell’immigrazione in Italia
Immigrati (Ansa). Nel riquadro, la copertina del libro di Fausto Biloslavo
I confini aperti non hanno a che fare solo con gli sbarchi di irregolari nel nostro Paese e con le prediche buoniste della Cei. Dietro a essa si nasconde un sistema in cui tanti si arricchiscono: perfino gli Stati.

Ci hanno sempre fatto osservare il fenomeno con gli occhiali sbagliati. Ci hanno raccontato per anni e anni che l’accoglienza è soltanto una questione umanitaria, una faccenda che riguarda il buon cuore degli italiani e non altro. Ci hanno detto che aprire le frontiere e fare entrare i migranti, non prima di averli recuperati nelle acque del Mediterraneo, è un gesto di solidarietà, di carità cristiana.

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Trump non esclude l’invio di truppe in Iran. Il Pentagono frena: «Non è l’Iraq»
Il segretario alla Difesa Usa Pete Hegseth (Ansa)
Il presidente Usa: «L’Iran incrementava il programma missilistico, presto sarebbe potuto arrivare a noi». Il segretario alla Difesa Pete Hegseth: «Niente esportazione della democrazia o guerre politicamente corrette».

Washington tira dritto con l’attacco all’Iran. Ieri, Donald Trump ha tenuto un discorso sull’operazione bellica contro la Repubblica islamica.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 3 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa del 3 marzo con Carlo Cambi

«Siamo 500 italiani bloccati a Dubai. Le autorità non ci danno assistenza»
Nel riquadro Michela Marchi. Sullo sfondo la Msc Euribia (Ansa)
La nostra connazionale Michela Marchi è a bordo di una nave da crociera: «Impossibile parlare con ministero, ambasciata e consolato. Sui cellulari messaggi in arabo lanciano l’allarme missili e ci dicono di raggiungere un bunker».
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Teheran unisce i Paesi del Golfo: «Paghi il prezzo per gli attacchi»
Il principe ereditario saudita Mohammed bin Salman (Ansa)
I sauditi e il Qatar minacciano ritorsioni: la Repubblica islamica è più isolata che mai.

La riunione straordinaria in videoconferenza dei sei Paesi membri del Consiglio di Cooperazione del Golfo (Gcc) segna un passaggio politico che va ben oltre la contingenza degli ultimi attacchi. Emirati Arabi Uniti, Bahrein, Arabia Saudita, Oman, Qatar e Kuwait hanno scelto una linea di compattezza dopo le azioni militari iraniane. Nella dichiarazione congiunta, i ministri degli Esteri hanno denunciato «gli ingenti danni provocati dai perfidi attacchi iraniani» e ribadito l’impegno ad «adottare tutte le misure necessarie per difendere sicurezza e stabilità», inclusa «la possibilità di rispondere all’aggressione».

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