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2025-01-01
Figc, Gravina verso la riconferma. Ma è su mondiali e stadi che si gioca il mandato
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Gabriele Gravina (Ansa)
Che la vittoria d Gabriele Gravina alla Figc fosse ormai una pura formalità lo si era capito ormai da un mese, da quando Antonio Zappi aveva vinto la presidenza dell’associazione italiana arbitri (Aia) a metà dicembre, ma soprattutto dopo quella di Paolo Bedin alla serie B e di Ezio Simonelli in serie A. Uomini vicini a Gravina, appoggiati anche dal ministro Andrea Abodi, per l’attuale presidente della Figc le elezioni del prossimo 3 febbraio potrebbe rappresentare una semplice formalità. Non a caso, il programma dell’attuale numero uno della Federcalcio si chiama «A vele spiegate. Piattaforma programmatica 2025-2028» anche perché rischia di essere il candidato unico per la presidenza. C’è attesa ancora per le mosse della procura, dal momento che Gravina è ancora indagato a Roma nella vicenda della vendita di libri e dei diritti televisivi della Lega Pro nel 2018 (quando era presidente), ma a distanza di un mese sembra difficile che qualcuno riuscirà a bloccargli la strada.
Si era parlato dell’ex numero 10 della Juventus Alessandro Del Piero, ma fino adesso nessuno si è fatto avanti per candidarlo. E così Gravina rischia di governare ancora per 4 lunghi anni. Quella che potrebbe cambiare è invece l’assemblea elettiva che con il nuovo statuto aumenta da 3 a 4 i consiglieri della Lega di A, il massimo campionato si presenterà invece con dodici candidati per le tre posizioni da scegliere nell'urna (la quarta, di diritto, spetta al presidente di Lega, Ezio Simonelli). A quanto pare in corsa non ci sarà Claudio Lotito, presidente Lazio, senatore di Forza Italia e consigliere uscente, ma soprattutto uno dei più duri oppositori di Gravina. Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta invece ci sarà e dovrà vedersela con Adriano Galliani (ad Monza); Luca Martines (managing director Parma); Luca Percassi (ad Atalanta); Paolo Scaroni (presidente Milan); Saverio Sticchi Damiani (presidente Lecce); Francesco Terrazzani (ad Como), ma anche Francesco Calvo (Managing Director Revenue & Institutional Relations Juventus) Stefano Campoccia (vicepresidente Udinese); Carlo Catte (ad Cagliari); Claudio Fenucci (ad Bologna) e Alessandro Ferrari (dg Fiorentina). Nelle 25 pagine di programma depositate da Gravina in Federcalcio, assieme al sostegno di quasi tutte le componenti (Lega B, Lega Pro, Dilettanti, Aic e Aiac), il punto centrale è rappresentato proprio dalle richieste al governo. Il presidente uscente sottolinea il merito di aver dato «stabilità al sistema devastato dalla pandemia e aver difeso l'autonomia della federazione», rivendica la vittoria a Euro 2020 e il premio Uefa per i risultati delle giovanili, la nascita del professionismo femminile, l'assegnazione di Euro 2032 (in coppia con la Turchia) e delle Supercoppa Uefa a Udine. Nel corso dell’ultimo quadriennio, il numero uno federale sottolinea anche la pubblicazione degli audio Var, il professionismo femminile, il lancio della Ott Vivo Azzurro Tv, l’assegnazione di Euro 2032 all’Italia e della Supercoppa Europea 2025 a Udine. Ma sono soprattutto le richieste per il quadriennio 2025-2028 a occupare una parte importante del programma.
Si parla di Tax Credit per investimenti virtuosi nei settori giovanili e nelle infrastrutture; ma anche di reinvestimento di una percentuale dei proventi delle scommesse sul calcio, con vincolo per investimenti nei vivai, nel calcio femminile e negli impianti o di abolizione del divieto di pubblicità di giochi e scommesse riguardanti gli eventi calcistici e le società di calcio; rifinanziamento della legge sul professionismo femminile; legge speciale per gli stadi per supportare la realizzazione di nuove infrastrutture e il rinnovamento di quelle esistenti attraverso lo snellimento delle procedure autorizzative e l'individuazione di nuove logiche di finanziamento; riconoscimento alla Figc dello status di impresa sociale. Ma gli obiettivi veri, quelli che i tifosi vorranno, sono riportare l'Italia al Mondiale dopo due edizioni mancate e soprattutto completare gli stadi che servono per Euro 2032 anche perché si rischia di perdere la competizione.
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Dopo le vittorie dei suoi fedelissimi in Aia, serie B e serie A, l'attuale numero uno della Federcalcio rischia di essere il candidato unico il prossimo 3 febbraio. Che la vittoria d Gabriele Gravina alla Figc fosse ormai una pura formalità lo si era capito ormai da un mese, da quando Antonio Zappi aveva vinto la presidenza dell’associazione italiana arbitri (Aia) a metà dicembre, ma soprattutto dopo quella di Paolo Bedin alla serie B e di Ezio Simonelli in serie A. Uomini vicini a Gravina, appoggiati anche dal ministro Andrea Abodi, per l’attuale presidente della Figc le elezioni del prossimo 3 febbraio potrebbe rappresentare una semplice formalità. Non a caso, il programma dell’attuale numero uno della Federcalcio si chiama «A vele spiegate. Piattaforma programmatica 2025-2028» anche perché rischia di essere il candidato unico per la presidenza. C’è attesa ancora per le mosse della procura, dal momento che Gravina è ancora indagato a Roma nella vicenda della vendita di libri e dei diritti televisivi della Lega Pro nel 2018 (quando era presidente), ma a distanza di un mese sembra difficile che qualcuno riuscirà a bloccargli la strada.Si era parlato dell’ex numero 10 della Juventus Alessandro Del Piero, ma fino adesso nessuno si è fatto avanti per candidarlo. E così Gravina rischia di governare ancora per 4 lunghi anni. Quella che potrebbe cambiare è invece l’assemblea elettiva che con il nuovo statuto aumenta da 3 a 4 i consiglieri della Lega di A, il massimo campionato si presenterà invece con dodici candidati per le tre posizioni da scegliere nell'urna (la quarta, di diritto, spetta al presidente di Lega, Ezio Simonelli). A quanto pare in corsa non ci sarà Claudio Lotito, presidente Lazio, senatore di Forza Italia e consigliere uscente, ma soprattutto uno dei più duri oppositori di Gravina. Il presidente dell’Inter Giuseppe Marotta invece ci sarà e dovrà vedersela con Adriano Galliani (ad Monza); Luca Martines (managing director Parma); Luca Percassi (ad Atalanta); Paolo Scaroni (presidente Milan); Saverio Sticchi Damiani (presidente Lecce); Francesco Terrazzani (ad Como), ma anche Francesco Calvo (Managing Director Revenue & Institutional Relations Juventus) Stefano Campoccia (vicepresidente Udinese); Carlo Catte (ad Cagliari); Claudio Fenucci (ad Bologna) e Alessandro Ferrari (dg Fiorentina). Nelle 25 pagine di programma depositate da Gravina in Federcalcio, assieme al sostegno di quasi tutte le componenti (Lega B, Lega Pro, Dilettanti, Aic e Aiac), il punto centrale è rappresentato proprio dalle richieste al governo. Il presidente uscente sottolinea il merito di aver dato «stabilità al sistema devastato dalla pandemia e aver difeso l'autonomia della federazione», rivendica la vittoria a Euro 2020 e il premio Uefa per i risultati delle giovanili, la nascita del professionismo femminile, l'assegnazione di Euro 2032 (in coppia con la Turchia) e delle Supercoppa Uefa a Udine. Nel corso dell’ultimo quadriennio, il numero uno federale sottolinea anche la pubblicazione degli audio Var, il professionismo femminile, il lancio della Ott Vivo Azzurro Tv, l’assegnazione di Euro 2032 all’Italia e della Supercoppa Europea 2025 a Udine. Ma sono soprattutto le richieste per il quadriennio 2025-2028 a occupare una parte importante del programma.Si parla di Tax Credit per investimenti virtuosi nei settori giovanili e nelle infrastrutture; ma anche di reinvestimento di una percentuale dei proventi delle scommesse sul calcio, con vincolo per investimenti nei vivai, nel calcio femminile e negli impianti o di abolizione del divieto di pubblicità di giochi e scommesse riguardanti gli eventi calcistici e le società di calcio; rifinanziamento della legge sul professionismo femminile; legge speciale per gli stadi per supportare la realizzazione di nuove infrastrutture e il rinnovamento di quelle esistenti attraverso lo snellimento delle procedure autorizzative e l'individuazione di nuove logiche di finanziamento; riconoscimento alla Figc dello status di impresa sociale. Ma gli obiettivi veri, quelli che i tifosi vorranno, sono riportare l'Italia al Mondiale dopo due edizioni mancate e soprattutto completare gli stadi che servono per Euro 2032 anche perché si rischia di perdere la competizione.
In occasione della Giornata nazionale del dialetto e delle lingue locali che ricorre ogni 17 gennaio, oltre alla versione in italiano, il numero 3660 – in edicola (e su Panini.it) da mercoledì 14 gennaio – è disponibile in Emilia-Romagna, Liguria, Calabria e Valle d'Aosta in 4 versioni speciali, con la storia Paperino lucidatore a domicilio, scritta da Vito Stabile per i disegni di Francesco D'Ippolito, tradotta in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano. Le copie con la storia in dialetto saranno distribuite unicamente nelle edicole della zona regionale di competenza linguistica, mentre nelle altre regioni verrà distribuita la versione in italiano. Sarà però possibile trovare tutte le versioni in fumetteria, su Panini.it, e dal proprio edicolante su Primaedicola.it.
Per declinare Paperino lucidatore a domicilio in bolognese, genovese, catanzarese e francoprovenzale valdostano, Panini Comics si è avvalsa nuovamente della collaborazione di Riccardo Regis – Professore ordinario di Linguistica italiana dell'Università degli Studi di Torino, esperto di dialettologia italiana – che ha coordinato un team di linguisti composto da Daniele Vitali e Roberto Serra (bolognese), Stefano Lusito (genovese), Michele Cosentino (catanzarese) e Fabio Armand (francoprovenzale valdostano).
«Quando un anno fa varammo l' “Operazione dialetti“ non avevamo la minima idea di quello che sarebbe accaduto. Eravamo partiti dal semplice proposito di valorizzare su Topolino la straordinaria varietà linguistica del nostro Paese. La complessità dell'impresa spaventava. Abbiamo lavorato per mesi dietro le quinte e chiesto supporto ad alcuni tra i più riconosciuti esperti in materia. Il successo è stato debordante. Siamo stati assediati dalle richieste di chi non era riuscito ad accaparrarsi la propria copia. Siamo dovuti correre ai ripari andando in ristampa. L'iniziativa è diventata un esempio concreto e paradigmatico di come a volte il fumetto e la cultura pop in genere, col loro linguaggio diretto e immediato e la loro facilità di dialogare coi giovani possano diventare importanti vettori di trasmissione del nostro patrimonio culturale», racconta il direttore editoriale di Topolino Alex Bertani.
La versione valdostana di Paperino lucidatore a domicilio (Disney)
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L’attivista Eva Vlaardingerbroek racconta il bando imposto dal governo Starmer, denuncia la repressione della libertà di espressione e avverte l’Europa: immigrazione, sicurezza e controllo statale stanno cambiando il volto delle nostre democrazie.