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Fermate i giudici pro clandestini

Fermate i giudici pro clandestini
Getty images
Il principio delle toghe romane su cui si basa lo stop ai trasferimenti di clandestini in Albania è folle. Secondo questa logica, non potremo più rifiutare l’asilo a nessuno: dai russi ai cinesi, fino agli indiani.
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Mentre il Brent gira intorno a quota 103 dollari, il tycoon concede una deroga di 30 giorni alle sanzioni. E libera 100 milioni di barili al giorno. Una toppa per calmare i mercati che non risolve il problema. Zelensky, Macron e Merz si indignano.

Il petrolio si muove ma resta attaccato al trono delle tre cifre. Il Brent gira intorno a 103 dollari al barile, il Wti resta poco sopra i 97 dollari. Una pausa, forse tecnica, forse politica. Lo capiremo più avanti. Le Borse europee, invece, non hanno apprezzato il cambio di spartito. Milano chiude a -0,3%, Francoforte a -0,7% e Parigi a -0,9%. Nulla di catastrofico, ma abbastanza per ricordare che i listini non amano le sorprese geopolitiche, soprattutto quando coinvolgono migliaia di petroliere parcheggiate alle porte di Hormuz.

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«Valutiamo di ritirare i soldati dal Libano»
Il ministro della Difesa Guido Crosetto (Ansa)
  • Il ministro Crosetto al «Corriere»: «Lì ci sono 1.300 dei nostri, è una missione di pace ma c’è una guerra in corso». Sinistra ostaggio di Conte: dice no al tavolo di confronto promosso dalla Meloni e si trascina dietro la Schlein. Che chiede più Unifil.
  • Ucciso in Iraq un militare francese. Ma Parigi non vuole fare ritorsioni. Il sergente Arnaud Frion colpito da un drone. Macron furioso: «Però ora serve sangue freddo».

Lo speciale contiene due articoli.

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Scoppia la bolla delle petro-capitali come porto sicuro in Medio Oriente
Ansa
Il conflitto non si limita a fermare il petrolio: rompe un immaginario costruito nel tempo.

Mentre la Repubblica islamica d’Iran cerca di trasformare la sua lotta per la sopravvivenza in una crisi globale, sono i Paesi arabi del Golfo a rischiare di più in questa nuova guerra. Nell’immediato, il blocco dello Stretto di Hormuz e i danni ai loro impianti petroliferi li stanno privando della principale fonte d’introiti. Tuttavia, la vera minaccia alla stabilità dei Paesi del Gulf Cooperation Council (Gcc) si manifesterà nel medio lungo periodo.

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Per fare un dispetto a Putin ci facciamo la guerra da soli
Vladimir Putin (Getty)
Donald Trump leva le sanzioni al greggio dello zar per tamponare il blocco di Hormuz e calmare i prezzi, ma la Ue (noi compresi) si oppone e così il Brent resta sui massimi. Tutto per non ammettere che senza Vladimir Putin siamo ko.

Gli Stati Uniti allentano le sanzioni contro la Russia. Già una settimana fa, dopo le prime bombe su Teheran, il Tesoro americano aveva autorizzato le raffinerie indiane ad acquistare milioni di barili di greggio da Vladimir Putin, facendo per 30 giorni un’eccezione al divieto imposto dopo l’invasione dell’Ucraina e inasprito di recente. Ma quello che era ritenuto inderogabile all’inizio del 2026, dopo il blocco dello Stretto di Hormuz, oggi non lo è più.

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