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Fausto Biloslavo: «In Siria siamo al “liberi tutti” E c’è chi non deporrà le armi»

Fausto Biloslavo: «In Siria siamo al “liberi tutti” E c’è chi non deporrà le armi»
Fausto Biloslavo (Ansa)

L’inviato di guerra: «Ho girato il Paese. Ora è quasi un protettorato turco, con migliaia di jihadisti in circolazione. Cecilia Sala va liberata in fretta, no a polemiche ideologiche».

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Anm smontata sul software «spione» nei pc
(iStock)
L’associazione, dopo il servizio di «Report», aveva chiesto chiarimenti a Carlo Nordio sul programma Ecm, descritto come un trojan nei loro computer. Ma l’Agenzia per la cybersicurezza chiarisce: il controllo da remoto è inattivo e qualsiasi accesso lascerebbe segni.

L’Associazione nazionale magistrati inciampa nel caso del software Microsoft Ecm, letteralmente «Endpoint configuration manager», un sistema di gestione centralizzata per gli interventi da remoto sulle reti di computer. Con un comunicato ufficiale, la Giunta esecutiva centrale dell’Anm l’altro giorno ha provato a fare un salto in avanti rispetto al servizio mandato in onda domenica da Report (la trasmissione di Rai3 condotta da Sigfrido Ranucci) sulla sicurezza informatica, che presentava il sistema di intervento da remoto come un mezzo per poter spiare i computer di 40.000 magistrati.

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Kiro Attia, cugino di Aba, parla con onestà e lucidità dell’omicidio del ragazzo, dell’integrazione e della violenza tra i giovani. Nato in Egitto e cresciuto in Italia, ribadisce che essere italiano significa rispettare leggi e valori condivisi, denuncia un sistema giuridico troppo permissivo e invita a distinguere tra immigrazione regolare e criminalità.

Dividere chi accusa da chi giudica è una forma di rispetto per i cittadini
Toghe (Imagoeconomica)
La separazione delle carriere e il superamento delle correnti sono strumenti di trasparenza. Finora, le lotte tra fazioni delle toghe avevano condannato al precariato i magistrati onorari, sui quali pesa il 50% del lavoro.

Ho scelto di votare Sì alla riforma costituzionale della giustizia non per spirito di contrapposizione, ma per coerenza istituzionale. Chi, come me, ha attraversato più stagioni del processo - prima da avvocato, oggi da magistrato onorario che esercita le funzioni dell’accusa - avverte con particolare nettezza quando un sistema inizia a richiedere una correzione strutturale, non più rinviabile.

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(Ansa)

«Anche ieri abbiamo visto, per l’ennesima volta, l’ennesimo collega indagato fin dall’inizio della vicenda, ancora prima dell’accertamento dei fatti, per essere intervenuto in difesa di altri colleghi e di sé stesso mentre si procedeva a un’operazione antidroga», ha detto Massimiliano Pirola, segretario regionale del Sindacato Autonomo di Polizia (Sap), all’indomani della sparatoria a Rogoredo, a Milano, che ha portato alla morte di un 28enne marocchino. «Il collega adesso si ritrova a dover affrontare un percorso giudiziale molto pesante e difficile per essere sceso in strada a fare il proprio dovere. Non siamo dalla sua parte senza se e senza ma: il collega ha fatto solo e unicamente il proprio dovere. Serve una legge affinché i colleghi vengano iscritti nel registro degli indagati solo al termine di tutti gli accertamenti, perché questo atto dovuto è davvero una spada di Damocle sul personale che ogni giorno rischia la propria vita per difendere quella degli altri», ha concluso Pirola.

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