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Europa, Pro Vita e Famiglia: «Ursula von der Leyen ha gettato la maschera: gender come priorità»

Europa, Pro Vita e Famiglia: «Ursula von der Leyen ha gettato la maschera: gender come priorità»
Ursula von der Leyen (Ansa)

«Ursula von der Leyen ha gettato la maschera. La priorità della Commissione Europea? Un nuovo piano la strategia LGBT: adozioni gay, utero in affitto e gender! Altro che emergenza coronavirus o il dramma della disoccupazione galoppante, lì le soluzioni proposte sono di facciata e tardive» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus al primo discorso sullo stato dell'Unione all'Europarlamento della presidente.

«Un'Europa davvero inclusiva - hanno proseguito Brandi e Coghe - non dà spazio a teorie e pratiche che rendono i bambini come merce acquistabile da coppie omosessuali capricciose. Calpestare i diritti dell'infanzia è un grave abuso!».

«Ora Ursula von der Leyen può starne certa: siamo disposti a tutto pur di difendere i diritti umani e i diritti dei bambini» ha concluso la nota.

Le correnti hanno trasformato il Csm in un parlamentino ostile al governo
Nel riquadro Marco Tamburrino, gip e gup presso il Tribunale di Trento. Sullo sfondo una seduta del Csm (Ansa)
Marco Tamburrino, giudice per le Indagini preliminari e giudice dell'udienza preliminare presso il Tribunale di Trento: «Hanno creato un ulteriore potere, quello politico, che la magistratura non deve avere. Calamandrei 80 anni fa aveva capito il rischio di questa deriva. L’Alta Corte garantirà imparzialità e autorevolezza».
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Mai dire Blackout | Iran al contrattacco

Domanda asiatica in calo. Teheran colpisce infrastrutture energetiche. Shipping globale nel caos. La guerra aiuta la Russia. Shock energetico prolungato? I sauditi temono petrolio a 180$.

Lo sfregio alla Carta? Usarla contro il nemico
Nel riquadro l'ex presidente del Tribunale di Fermo Bruno Castagnoli (Ansa)
Bruno Castagnoli, ex presidente del Tribunale di Fermo: «Per tutto il dibattito abbiamo sentito dire che i sostenitori del Sì sono dei delinquenti. E che il Fronte del No è l’unico difensore della Costituzione. Un vero e proprio «furto» da parte di chi arriva a descrivere una riforma come un attentato».
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I condannati votano No
Piercamillo Davigo (Imagoeconomica)

La «tesi» di Gratteri sbugiardata da Piercamillo Davigo: l’ex procuratore ha preso un anno e 3 mesi in Cassazione ed è in prima fila contro la legge Nordio. Ma finalmente abbiamo la possibilità di smontare le loro bugie con un Sì.

È finita e finalmente si vota. Una campagna referendaria tra le più brutte e menzognere della storia. Dove invece che del merito, ovvero della riforma della giustizia, si è discusso di tutt’altro, con un processo alle intenzioni più che alle decisioni, e soprattutto con la volontà di colpire il governo più che migliorare l’efficienza di Procure e tribunali. A simboleggiare la conclusione dello scontro, il dibattito a Milano fra due ex magistrati: Piercamillo Davigo e Antonio Rinaudo, il primo a favore del No alla legge voluta dal governo, il secondo sostenitore del Sì.

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