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Europa, Pro Vita e Famiglia: «Ursula von der Leyen ha gettato la maschera: gender come priorità»

Europa, Pro Vita e Famiglia: «Ursula von der Leyen ha gettato la maschera: gender come priorità»
Ursula von der Leyen (Ansa)

«Ursula von der Leyen ha gettato la maschera. La priorità della Commissione Europea? Un nuovo piano la strategia LGBT: adozioni gay, utero in affitto e gender! Altro che emergenza coronavirus o il dramma della disoccupazione galoppante, lì le soluzioni proposte sono di facciata e tardive» hanno dichiarato Toni Brandi e Jacopo Coghe, presidente e vice presidente di Pro Vita e Famiglia onlus al primo discorso sullo stato dell'Unione all'Europarlamento della presidente.

«Un'Europa davvero inclusiva - hanno proseguito Brandi e Coghe - non dà spazio a teorie e pratiche che rendono i bambini come merce acquistabile da coppie omosessuali capricciose. Calpestare i diritti dell'infanzia è un grave abuso!».

«Ora Ursula von der Leyen può starne certa: siamo disposti a tutto pur di difendere i diritti umani e i diritti dei bambini» ha concluso la nota.

Ecco l’uomo che cura gli affari di Hamas in Italia
Abu Rawwa
  • Abu Rawwa è accusato di finanziare da qui i guerriglieri: legami certificati da foto e filmati. Ma i giudici l’hanno rimesso in libertà.
  • Il direttore del Servizio Antiterrorismo esterno Riccardo Perisi: «La Cassazione ha congelato l’arresto? Rimango ottimista. I soldi per le case del gruppo arrivati da Turchia e Giordania. Contatti con la cellula armata fermata a Berlino».

Lo speciale contiene due articoli.

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Conservatore e ambiguo su Kiev. Magyar punta a scalzare Orbán
Péter Magyar (Ansa)
Péter Magyar è dato in netto vantaggio alle elezioni di domenica in Ungheria: il suo partito, fondato nel 2024, ha il 39% dei consensi. Era alleato del premier, ma è andato via contestando corruzione e concentrazione del potere.

Domenica, l’Ungheria è alla prova del voto e Péter Magyar viene dato sempre in netto vantaggio su Viktor Orbán, il premier che dopo quattro vittorie consecutive per la prima volta dal 2010 si vede prospettare una sconfitta alle urne. Secondo il sondaggio Idea pubblicato dal quotidiano Nepszava, il 39% della popolazione adulta ungherese sostiene Tisza (Partito del Rispetto e della Libertà) di Magyar, superando nettamente il partito al governo Fidesz Kndp (30%), alleanza dei conservatori e cristiano democratici.

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Bibi cede: negoziati col Libano negli States
Benjamin Netanyahu (Ansa)
  • Colloqui la prossima settimana in seguito alle richieste del Paese dei cedri e al pressing Usa su Benjamin Netanyahu. Sul tavolo il disarmo di Hezbollah e l’avvio di relazioni pacifiche. Israele sugli spari contro i soldati italiani: «Loro azione non coordinata con noi».
  • Il presidente del Parlamento libanese, Nabih Berri: «Più militari nella capitale. Anche il Pakistan ci è vicino».

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Usa: «Tregua con l’Iran allungabile». Decisivi stop ai raid e intesa su uranio
Saeed Khatibzadeh, viceministro degli Esteri iraniano (Getty Images)
  • La Casa Bianca fa sapere che il cessate il fuoco sarà prorogabile se i colloqui in Pakistan progrediscono. Ma Teheran pretende risarcimenti di guerra, nessuna interferenza sul nucleare e la fine delle sanzioni.
  • Coro di no, dall’Ue agli Emirati: rischio domino, difficoltà logistiche e giallo sulla valuta. Ieri intanto è passata la prima petroliera, con bandiera gaboniana, diretta in India.
  • Il tycoon tratta con la pistola sul tavolo: «Navi, aerei e uomini rimangono in Iran fino a intesa raggiunta».

Lo speciale contiene tre articoli

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