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Emilio Mordini: «Il popolo complice delle restrizioni»

Emilio Mordini: «Il popolo complice delle restrizioni»
Nel riquadro, Emilio Mordini
Lo psicanalista: «Durante la pandemia non c’è stata ipnosi di massa, nessuno viene ingannato se non vuole. Vale per il Covid quanto per Wanna Marchi. E c’è ancora parecchia gente convinta che sia andato tutto bene».
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Senigallia apre la stagione Harley-Davidson: quattro giorni tra moto e concerti
Dal 30 aprile al 3 maggio 2026 il primo European Spring Rally: live show, esposizioni e parata di migliaia di moto nel centro della città. Ingresso gratuito per pubblico e rider.
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«Stasi non ha ucciso Chiara». Omicidio da riscrivere, verso la revisione del processo
Alberto Stasi all'esterno del tribunale di Pavia per l'incidente probatorio nell'inchiesta su Andrea Sempio, Pavia (Garlasco), 18 dicembre 2025. (Ansa)
Nella nuova ricostruzione, non c’è alcun elemento che colloca l’ex fidanzato sulla scena del delitto. Il pg di Milano dopo l’incontro di ieri con i pm: «Studio né veloce né facile».

Il caso di Alberto Stasi, condannato con sentenza definitiva dopo un processo tortuoso a 16 anni di carcere, torna sul tavolo della giustizia con un carico di atti che sembra riscrivere la storia del giallo di Garlasco. La Procura di Pavia, però, nonostante in questi mesi di indagini abbia curato la raccolta di perizie, consulenze e intercettazioni, da questo momento è fuori dalla partita.

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Garlasco, una vicenda disseminata di errori. Peccato che non paghi mai nessuno
Chiara Poggi (Ansa)
Il caso accaduto nel piccolo paese lombardo è un simbolo della Caporetto della giustizia: con l’Alta corte prevista dalla riforma Nordio, qualcuno avrebbe chiesto conto degli strafalcioni. Invece non accadrà nulla.

Primo colpo di scena: il condannato non era neppure sulla scena del crimine. Secondo colpo di scena: c’è il forte sospetto che l’ora del delitto sia stata retrodatata. Sintesi per il gentile pubblico: Alberto Stasi non poteva aver ucciso Chiara Poggi.

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L’ex toga de Magistris solidarizza con i Carc accusati di terrorismo
Luigi De Magistris (Ansa)
Dopo le perquisizioni, il già sindaco di Napoli corre a difendere il gruppo (che lo appoggiò alle comunali): «Sempre schierati dalla parte dei deboli». Eppure i pm imputano agli indagati finalità eversive in stile Br.

«Fin da allora, si trattava di una posizione che l’Autonomia sviluppava contro la lotta armata così come veniva definendosi da parte delle Brigate Rosse».

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