Elkann apre alla Cina e chiude in Italia
John Elkann (Ansa)
«Repubblica», giornale di famiglia, pubblicizza la city car elettrica di Leapmotor, partner asiatica di Stellantis. La grande offerta? 4.900 euro più incentivi pubblici. Ciò che resta della Fiat si fa concorrenza da solo e dà l’ennesimo schiaffo al comparto nostrano.

La pubblicità campeggia a pagina 7, appena prima degli articoli dedicati alla manovra finanziaria, a cui segue l’intervista al sindaco di Roma, (.Roberto Gualtieri, ex ministro dell’Economia del governo Conte, il quale ora che il Pd, ossia il suo partito, sta all’opposizione, lamenta la bassa crescita dei salari. Parlo dell’edizione domenicale di Repubblica e dell’inserzione a pagamento di una casa automobilistica cinese, con il seguente slogan: «Leapmotor T03, piccola il giusto, grande quanto basta». Nell’immagine compare un giovanotto che carica il bagaglio di una vettura «super spaziosa con 3 metri e 62 di lunghezza. 100% elettrica da 4.900 euro con gli incentivi statali».

Di questi tempi, sfogliando i giornali, sono molte le pubblicità che fanno promozione ai veicoli a batteria che gli italiani possono comprare con lo sconto. La curiosità è che l’inserzione di cui sopra non soltanto è comparsa sull’edizione di Repubblica, quotidiano di proprietà della famiglia Agnelli, ossia dei proprietari della Fiat e di Stellantis, ma quelle in offerta sono automobili prodotte in Cina e importate in Europa grazie a un accordo stretto mesi fa dal gruppo guidato da John Elkann, cioè da un’azienda che in teoria dovrebbe avere interesse a battere la concorrenza dei modelli made in Pechino.

Il cortocircuito della pubblicità fatta su un giornale di casa Agnelli per vendere prodotti competitivi con quelli sfornati dalle fabbriche della famiglia Agnelli, immessi in rete grazie a un’intesa con il gruppo Agnelli, è rappresentata dal fatto che il nuovo amministratore delegato di Stellantis, Antonio Filosa, ha recentemente annunciato di voler puntare proprio sul segmento elettrico medio basso. In pratica, ciò che resta della Fiat si fa concorrenza da solo, importando auto straniere antagoniste di quelle italiane e facendo pubblicità alle stesse sul giornale della casa, dove però ogni giorno ci si lamenta perché l’Italia cresce poco e gli stipendi crescono ancor meno. Un’operazione tutta in famiglia, con l’erede dell’Avvocato che recita più parti in commedia, reclamando anche incentivi per il settore. Ah già, dimenticavo: sullo sfondo della pochade in cui John Elkann fa il presidente di Stellantis ma anche il concorrente di Stellantis, usando pure il fu quotidiano della sinistra intelligente, ci sono i soldi pubblici, quelle centinaia di milioni che dovrebbero sostenere la transizione green nell’automotive. Denaro dei contribuenti che grazie agli Agnelli finirà in gran parte nelle tasche della casa automobilistica cinese che produce la Leapmotor T03, l’utilitaria elettrica sponsorizzata da Repubblica.

Siete stupiti da tutto ciò? Non c’è nulla di cui sorprendersi. Anche perché da tempo è evidente che la famiglia per oltre un secolo alla guida della Fiat ha interessi ormai molto lontani da Torino e dall’Italia. Di recente, dopo l’annuncio di investimenti in Marocco e in altri Paesi, è stato annunciato un maxi investimento da 13 miliardi negli Stati Uniti. Un’operazione di cui, secondo Elkann, dovrebbe beneficiare anche il nostro Paese. Non è chiaro quale sia il vantaggio per l’Italia nel caso in cui i quattrini siano investiti altrove e non da noi. Tuttavia, una cosa è certa: mentre l’organo ufficiale del gruppo, ossia Repubblica, attacca Donald Trump per i dazi e le politiche protezionistiche, gli azionisti di Repubblica si danno da fare per approfittare delle occasioni offerte da Trump. Un altro modo per recitare più parti in commedia e fingersi tartassati dall’aumento degli obblighi europei quando invece aumentano solo i dividendi degli azionisti.

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