Ecco le regole per la terza dose a trapiantati e immunodepressi
Si partirà dal 20 settembre. Previsto anche un richiamo per gli altri soggetti fragili

È arrivata la circolare firmata dal direttore generale della Prevenzione del ministero della Salute, Gianni Rezza, con le indicazione per la somministrazione della terza dose del vaccino. Come anticipato lunedì nel comunicato stampa diffuso dalla struttura commissariale, le somministrazioni avverranno dal 20 settembre. Si partirà con una dose «addizionale», ossia «una dose aggiuntiva di vaccino a completamento del ciclo vaccinale primario», somministrata alle persone sottoposte a trapianto di organo solido o con marcata compromissione della risposta immunitaria per cause legate alla patologia di base (ad esempio i malati di Aids) o a trattamenti farmacologici e che abbiano già completato il ciclo vaccinale primario, i quali «mostrano un significativo beneficio, in termini di risposta immunitaria, a seguito della somministrazione di una dose aggiuntiva di vaccino». Per gli over 12 sarà possibile utilizzare come dose addizionale Pfizer e Moderna per gli over 18 anni. La dose addizionale va somministrata dopo almeno 28 giorni dall’ultima dose. Il documento del ministero elenca infine le condizioni di salute per la somministrazione della dose aggiuntiva (elenco che «potrà essere aggiornato sulla base di evidenze disponibili», viene sottolineato).

Una terza dose, in questo caso definita booster, è inoltre prevista anche come «dose di richiamo dopo il completamento del ciclo vaccinale primario, a distanza di un determinato intervallo temporale, somministrata al fine di mantenere nel tempo o ripristinare un adeguato livello di risposta immunitaria», in particolare destinata a «popolazioni connotate da un alto rischio, per condizioni di fragilità che si associano allo sviluppo di malattia grave, o addirittura fatale, o per esposizione professionale». Il booster verrà somministrato dopo almeno 6 mesi dall’ultima inoculazione. Tuttavia, questo gruppo verrà definito meglio successivamente: la circolare chiarisce esplicitamente che «al momento, in base alle indicazioni del Cts, si considera prioritaria la somministrazione della dose addizionale nei soggetti trapiantati e immunocompromessi».

Intanto, i governatori sembrano tutti già pronti. Nell’Asl di Rieti sono stati reclutati i primi trapiantati, ha annunciato ieri l’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato. Aggiungendo che «trapiantati e immunodepressi verranno contattati dalle strutture dove sono in carico mentre, quando successivamente sarà aperta anche agli over 80, come sembra che sia, queste persone avranno la stessa metodologia per le prime due dosi, con la novità che potranno prenotarsi, nel Lazio, anche in farmacia». Quanto alla Lombardia, che ieri ha raggiunto l’80% della popolazione vaccinata con ciclo completo, lunedì si inizierà dai pazienti trapiantati di organo solido e di cellule staminali ematopoietiche e si proseguirà con le altre categorie di pazienti immunocompromessi, come i pazienti in chemioterapia.

Al netto degli annunci, però, i vaccinatori attendono ancora istruzioni. «Al momento non abbiamo ricevuto alcuna indicazione operativa», ha detto ieri il segretario generale della Federazione italiana medici di medicina generale (Fimmg), Silvestro Scotti. Ricordando che all’inizio di ottobre dovrebbe pure iniziare, secondo la circolare ministeriale, la campagna vaccinale antinfluenzale (resta, inoltre, da chiarire quali sono le relazioni tra le due vaccinazioni anche in termini di co-somministrazione, che pare potrebbe essere possibile).

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